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Mazzarelli (Ninetynine): "Con la piattaforma ‘Lemonn’ replichiamo nello spazio digitale il networking, le riunioni, i contenuti e l’approfondimento degli eventi fisici. Pronti ad offrirla al servizio del Club”

Il fondatore e Ceo dell'agenzia, illustra ai microfoni di ADVexpress Tv origini, caratteristiche e funzionamento della piattaforma che la sigla mette a disposizione dei membri del Club degli Eventi in modalità ‘service’. Lanciata ufficialmente 15 giorni fa, è una soluzione fra le più promettenti sul fronte della ‘digital transformation’ del settore: non solo consente di replicare quasi tutti gli aspetti dell’esperienza fisica di un evento, ma aggiunge elementi che possono permettere un livello e una rapidità di engagement con l’audience addirittura superiori.

Ideata ben prima della crisi Covid, Lemonn è nata inizialmente con l’obiettivo di permettere a chi fisicamente non può partecipare a un evento di vivere un'esperienza quanto più simile a quella degli ospiti fisicamente presenti, replicando le modalità organizzative e attuative di un evento tradizionale, superando il puro e semplice streaming: “Un evento è molto altro rispetto a ciò che succede sul palco – spiega infatti Simone Mazzarelli, fondatore e Ceo di Ninetynine –, che spesso è solo un pretesto per far incontrare le persone per momenti di networking, riunioni parallele, approfondimenti... tutto lo scambio sociale e imprenditoriale di idee che è il motivo da cui nasce il grande contenitore chiamato evento”.

La piattaforma poggia su 3 principi tecnologici di base, chiarisce Mazzarelli: “Una tecnologia di real time videochat, che consente la parte di networking; una piattaforma di streaming scalabile, che garantisce un uptime del 99,95%, con un algoritmo proprietario che riesce a limitare la latenza al di sotto di 1 secondo; un motore tridimensionale per la realizzazione e l'erogazione dei contenuti. Il tutto poggia su un protocollo di sicurezza GDPR compliant, garantendo l'applicazione della ISO 27001 per la conservazione dei dati e il superamento dei codici Gray Box per la Penetration Test”.

La soluzione supera inoltre il ‘digital divide’ degli utenti: “Nessuno deve scaricare nulla sul proprio computer perché ci limitiamo a inviare un link – prosegue Mazzarelli –, e con un click si è all'interno della piattaforma web. Questo permette di essere estremamente performanti, offrendo una user experience molto semplice in cui condividere tutti gli elementi essenziali dell’evento fisico: l'accoglienza da parte di una hostess, vera e in real time, fa comprendere immediatamente il livello empatico che c'è nell'entrare in un evento. Si possono incontrare gli altri partecipanti all'interno di un foyer. I relatori si possono confrontare fra loro in una sala dedicata e i giornalisti accedere a una sala stampa”.

Tutto questo ancora prima di accedere alla platea, dove si possono trasmettere contenuti su un palco tridimensionale, controllato anch’esso in real time, per una grandissima spettacolarizzazione dell'evento. “Chiaramente non è possibile ricreare tutto al 100% – osserva il fondatore di Ninetynine –, per esempio non si può far stringere fisicamente la mano alle persone, ma gli elementi essenziali di un evento ci sono quasi tutti e anzi ce ne sono forse alcuni in più rispetto a un evento normale. Attraverso degli instant poll, della gamification o delle interazioni social, che non sono così automatiche all'interno di un evento fisico, si può
raggiungere un alto livello di engagement. E si può inoltre avere una reportistica di tutte le attività dell'audience che, anche in questo caso, è cosa più complicata per un evento fisico”.

Quando la vita ti dà limoni… fai limonate
Da questo detto, una specie di ‘Carpe Diem’ all’americana, è nato il nome della piattaforma:
“Quando l’abbiamo pensata inizialmente aveva un altro nome, poi il mondo è cambiato e ci ha dato ‘limoni’ e da qui è nato ‘Lemonn’, un modo spiritoso per spiegare il motivo per cui l’applicazione si è evoluta rispetto all’obiettivo iniziale di integrarsi con gli eventi fisici per espanderli e amplificarli. “Non ci sono due eventi uguali e tutti gli elementi ideati possono essere aggiunti, modificati, amplificati, moltiplicati. Come nel mondo fisico, quindi, anche in Lemonn non esisteranno mai 2 eventi uguali”.

Per queste ragioni Mazzarelli identifica Lemonn  come una vera e propria location, uno spazio digitale all'interno del quale mettere in collegamento tante persone contemporaneamente, ma non in modalità digitale: perché digitale è il luogo dove organizzare gli eventi, il come resta quello tradizionale e con la massima sicurezza.

Riflettendo in chiave di ‘digital transformation’ del comparto, Mazzarelli si aspetta un aumento della quantità di iniziative che si potranno realizzare: “La soluzione digitale può rendere tutto più semplice nel caso di eventi che per caratteristiche di tempo, di budget, di numeriche di persone o di opportunità non si potrebbero realizzare. In futuro, al di là della contingenza, immagino che
la maggior parte degli eventi sarà ibrida,
con una parte fisica in contemporanea a quella digitale, il che gli consentirà di diventare anche più grandi, stimolando nuove e maggiori opportunità”.

Iniziare a pensare a questa soluzione in anticipo, dedicandovi tempo e investimenti, è stata per l’agenzia una coincidenza fortunata, ammette Mazzarelli: “Non pensavamo che il mondo cambiasse e che questa applicazione potesse potenzialmente avvantaggiarci in maniera così sostanziale. Per questo riteniamo sia giusto, in un momento come questo, che tutti noi del
Club facciamo squadra: Lemonn è è chiaramente una delle tante applicazioni che ci sono in questo momento, ma è nata per essere 'white label' senza vincoli nell'utilizzo del nome né di chi l'ha finanziata, perciò se altri operatori possono trovare un vantaggio nell'utilizzarla, come se fosse un service, siamo a disposizione per metterla al servizio di chiunque abbia la disponibilità e l'opportunità di farlo”.