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Linkontro. L'economia e la fiducia sono in ripresa ma rimane il digital gap dell'Italia

Santa Margherita di Pula. Nonostante lo scenario macroeconomico internazionale sia più sereno rispetto al recente passato, nel nostro Paese gli investimenti sono ancora insufficienti soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese che scontano un accentuato ritardo sul fronte della digitalizzazione. Gli interventi di Francesco Daveri, ordinario di Politica Economica, e di Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale.

L'economia va nonostante tutto, e la fiducia sta tornando. Se ne è parlato venerdì a Linkontro, il tradizionale convegno Nielsen organizzato nella splendida cornice del Forte Village. Alcuni segnali positivi erano già emersi nella giornata di apertura con gli interventi del ministro Graziano Delrio, secondo  cui la nostra economia non è malata, e di Jean Paul Fitoussi, il celebre economista di fama internazionale. Secondo Francesco Daveri (a sinistra nella foto), professore ordinario di Politica Economica lo scenario è ancora più positivo.  

"Dopo Lehman Brothers la borsa americana ha ripreso a crescere e con Trump le borse sono volate a +16% rispetto al 1 novembre 2016. La crescita della borsa americana - afferma -  ha trainato anche i mercati europei, inclusa l'Italia".

Comunque viviamo in un contesto in cui i mercati vanno bene nonostante le notizie che arrivano da ogni dove: Brexit, referendum in Italia, guerre, il pericolo Le Pen, ecc.. "Per fortuna, dopo l'elezione di Macron a presidente della Francia l'euro si è apprezzato, segno questo di una fondamentale stabilità confermata dalle previsioni del Fondo Monetario. Quindi, in giro c'è un ottimismo misurato".

L'agilità è comunque necessaria, anche per fare fronte a tutte le carenze interne ai paesi europei ed esterne.

E l'Italia? Pil e inflazione tornano all'1% e anche il rapporto debito/pil dovrebbe scendere.

La forbice prezzi/salari è cambiata. Con i prezzi che sono tornati a salire ci saranno conseguenze che influiranno nel potere d'acquisto dei consumatori. "I consumi sono comunque ripartiti e tornati al livello del 2004, anche grazie agli 80 euro di Renzi e alle manovre di Draghi.

Quello che mancano sono gli investimenti delle imprese italiane, siamo tornati ai livelli del 1997, anche se il trend negativo si è da poco invertito.

La buona notizia è che sono aumentate in maniera considerevole le esportazioni in area Euro e negli Usa, dove ci auguriamo che le politiche protezionistiche di Trump non vengano seguite.

Quindi, "crescono i fatturati delle aziende, scende il costo del lavoro, salgono gli utili, aumentano i redditi, e il debito pubblico dovrebbe diminuire".

Molto apprezzato l'intervento di Elio Catania (a destra nella foto), presidente di Confindustria Digitale.

"Quando si parla di digitale, si tratta di ridisegnare l'economia del nostro Paese. Dallo scenario viene fuori che siamo indietro, ma nell'ultimo periodo ci siamo rimessi in moto. Si tratta di capire come fare. Il primo problema è la crescita, la produttività, perché abbiamo investito poco nelle tecnologie, nell'innovazione digitale. Dal 2000 in poi, ossia dall'avvento di internet, stiamo investendo 25 miliardi in meno all'anno rispetto agli altri paesi europei. E solo il 10% delle pmi ha una preparazione digitale appena sufficiente. Oggi si parla di quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dalla pervasività, dalla capacita di trasmettere dati e da questi tirarne fuori del valore".

"Nascono nuovi modelli di impresa. La parola chiave è integrazione tra dati e processi, caratteristica fondamentale dell'economia 4.0. È la grande opportunità che abbiamo".

Tutto questo riporta al centro il tema de Linkontro, la necessità di essere agili. L'aspetto positivo, secondo Catania, è che il digitale è stato messo al centro delle politiche per la crescita dal governo Renzi. "Questo approccio sta pagando con l'iper ammortamento, ad esempio e con la creazione del digital innovation hub".

 

Salvatore Sagone