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Inchiesta NC. Italians do it better. GPS, l'obiettivo è portare alle aziende una 'R-evolution' della modalità di proporre consulenza. Si rafforza la partnership con BizBoost

Pubblichiamo l'articolo tratto da NC-Nuova Comunicazione dedicato a GPS Brand Communication, l’agenzia che Gianfranco Piccolo (nella foto) ha deciso di creare insieme alla figlia Serena. L’agenzia è operativa da quasi quattro anni, ma solo negli ultimi due ha spinto su una sua specifica property, diventando di fatto indipendente nel 2018 e passando da un approccio semplicemente ‘tailor made’, da sarti della comunicazione, a un modello che richiama maggiormente la figura dell’architetto, che pone prima di tutto le basi e la struttura di un progetto e che può gestirlo in toto o in parte, orchestrando le diverse professionalità che vi lavorano.

Non solo sarti, ma veri e propri architetti di strategie di comunicazione a tutto tondo, che affianchino i clienti con un approccio consulenziale: questa è GPS Brand Communication, l’agenzia di Gianfranco Piccolo (nella foto), nome noto nel mondo della comunicazione, che dopo anni passati in grandi aziende e agenzie (Saiwa/Danone, Omnitel/Vodafone, Universal McCann, OmnicomMediaGroup) ha deciso di creare, insieme alla figlia Serena, la propria sigla indipendente, con un nome certo non casuale: GPS, acronimo di Gianfranco Piccolo Serena, ma che richiama anche il navigatore satellitare, a sottolinearne il ruolo di bussola nella brand communication. L’agenzia è operativa da quasi quattro anni, ma solo negli ultimi due ha spinto su una sua specifica property, diventando di fatto indipendente nel 2018 e passando da un approccio semplicemente ‘tailor made’, da sarti della comunicazione, a un modello che richiama maggiormente la figura dell’architetto, che pone prima di tutto le basi e la struttura di un progetto e che può gestirlo in toto o in parte, orchestrando le diverse professionalità che vi lavorano. Come racconta il suo fondatore e ceo Gianfranco Piccolo.

 

Da sarti ad architetti della comunicazione:perché questa evoluzione?
Inizialmente il nostro era un approccio sartoriale, basato sullo studio su misura del brand per costruire un’adeguata e coerente communication strategy. La trasformazione da ‘tailors’ ad ‘architects of communication’, come recita il nostro claim, non è un gioco di parole, ma è un salto anche organizzativo; come avviene negli studi di architettura, l’agenzia è composta da poche persone fisse, guidate dal sottoscritto, che ha maturato una lunga esperienza nel settore, e di volta in volta, a seconda delle esigenze del progetto, stringe delle partnership con professionisti esterni di altissimo valore in tutti gli ambiti della consulenza, dalla progettazione e ideazione alla produzione e messa in opera. L’obiettivo è dare una consulenza profonda e a 360° sulla brand communication, facendoci affiancare però da professionisti verticali, specializzati nei vari ambiti. Come gli architetti, seguiamo il progetto dalla sua bozza al suo completamento definitivo. Ed è per questo ruolo molto attivo che mi piace anche trasformare il nostro nome in GPSBrand communicACTION.

 

Qual è il vostro ‘plus’ rispetto ad altre realtà del mercato?
Credo che il valore aggiunto che possiamo dare è quello di essere indipendenti davvero. La nostra proposta è modulata sul cliente, che spesso ha (e vuole mantenere) rapporti con altre agenzie; noi quindi assolviamo un compito specifico, alcune volte da ‘registi’, altre da fautori del riposizionamento del brand o anche soltanto da ‘problem solver’.

 

Lei, Gianfranco Piccolo, ha una lunga esperienza in grandi gruppi internazionali: che cosa l’ha portata a creare un’agenzia indipendente?
Mi ha spinto una sola cosa: la straordinaria passione per la comunicazione. Dal punto di vista strettamente economico non è certamente la scelta più remunerativa. Ma per chi come me ha alle spalle più di 36 anni di esperienza (25 da cliente e oltre 10 da agenzia, ndr) è davvero una splendida avventura. L’eredità maggiore dalla mia esperienza è certamente quella di essere stato cliente per 25 anni: conoscere le aspettative dei clienti, i timori e i preconcetti mi aiuta tutti i giorni a identificarmi con chi affida a me il proprio budget, il proprio business. Perché alla fine, sarti, architetti, consulenti, creativi pubblicitari, ecc… la nostra mission e fare decollare il business dei nostri clienti.

 

Quali sono le criticità e le opportunità principali che una realtànuova come GPS si trova ad affrontare in uno scenario complesso come quello attuale?
La tecnologia e le nuove frontiere della comunicazione hanno allargato a dismisura l’offerta, sia in termini di veicoli che di interlocutori. Uno scenario complesso che, insieme a questa criticità, apre una grossa opportunità per chi, come noi, ha l’obiettivo di semplificare la vita del cliente e accorciare la filiera che oggi è spesso lunghissima e piena di inefficienze.

 

Quali progetti avete peril 2019?
Il 2019 vuole essere per noi l’anno non solo della consacrazione di GPS, ma anche dell’innovazione della consulenza nel mercato della comunicazione. Già nel corso del 2018 GPS ha stretto una forte partnership con BizBoost, una start-up che ha l’obiettivo di portare in comunicazione le piccole e medie imprese, spesso assenti per gli eccessivi costi di accesso al mondo adv e per una filiera complicata. Dal 2019 questa partnership si rafforzerà e darà vita a un nuovo progetto, destinato anche alle grandi aziende. Abbiamo l’ambizione di portare alle brand una R-evolution della modalità di proporre consulenza.

 

Ci può citare qualche progetto significativo da voi seguito? 
Nel 2018 abbiamo portato Zalando alla Fashion Week di Milano e portato in tv due nuovi brand: Il Caffè Italiano (produttore di caffè in capsule compatibili, ndr) e Re-Hash (brand di jeans top quality, ndr).