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A ottobre Hearst porta in Italia ESQUIRE in versione digital first

L'edizione italiana del maschile americano verrà presentata in anteprima il 19 settembre, all’inizio della settimana della moda. Sarà guidata da Giampietro Baudo, editor in chief Fashion&Business Development e Timothy Small, Editor in Chief Editorial Development.

E' ufficiale: tra pochi giorni debutterà in Italia Esquire. La versione nazionale dell'influente maschile americano edito da Hearst sarà online a partire da ottobre 2017.

Il 19 settembre, all’inizio della settimana della moda, la prima preview dei contenuti nel corso di un cocktail alle Gallerie d'Italia in Piazza Scala. A sottolineare il peso internazionale del brand, anche i direttori delle edizioni degli altri paesi saranno presenti per incontrare i partner.

Fondato nel 1933 negli Stati Uniti, Esquire ha visto tra i suoi collaboratori firme come Ernest Hemingway e F. Scott Fitzgerald e i rappresentanti del cosiddetto “new journalism” degli anni sessanta, Tom Wolfe, Norman Mailer e Gay Talese, tra gli altri.  

E’ oggi un successo internazionale che vanta 28 edizioni nel mondo, traduzioni in 15 lingue e una presenza in 46 Paesi. 21 siti web per un totale di oltre 11,3 milioni di visitatori unici e 71,5
pagine viste
. Una diffusione globale di 1,9 milioni di copie con una readership di circa 8,6 milioni.

L'edizione italiana di Esquire attingerà a questo background, con autorevolezza e ironia approfondirà tutte le passioni maschili e i temi life style, moda, politica ed economia del nostro Paese, in un costante dialogo con la rete mondiale, così come avviene per altre testate internazionali del gruppo Hearst.

La versione digitale di Esquire sarà guidata da Giampietro Baudo, editor in chief Fashion&Business Development e Timothy Small, Editor in Chief Editorial Development.

Giampietro Baudo: “Sono felice di entrare a far parte della squadra di Esquire, testata blasonata, dal pensiero internazionale, che ha scritto e che sta scrivendo una pagina importante nella storia dello stile contemporaneo. Il suo approccio intelligente, il suo mood elegantemente cool e il suo touch ironico contribuiranno a definire una visione nuova e innovativa nel panorama dei maschili made in Italy. Fondendo le radici americane con un savoir faire creativo tutto italiano".
Timothy Small: “L'Italia è un paese con una grandissima tradizione e offerta di femminili e con una spiccata assenza di maschili di grandi numeri e qualità. In questo senso, Esquire è il brand che mancava, con un nome forte e riconoscibile, un marchio rotondo, strutturato e ricco, con forti tradizioni che partono dal reportage e arrivano al lifestyle, allo stile e all'entertainment. Con
questa incarnazione porteremo anche da noi l'heritage americano e internazionale di Esquire, declinato con una forte impronta italiana".

Francesco Magnocavallo, digital editorial director Hearst: "Esquire è nato molte volte nella sua lunga esistenza, e siamo onorati di poterlo pubblicare in questa nuova versione, moderna e mediterranea. Crediamo che l’uomo italiano abbia bisogno di  un’asticella molto alta: quella fissata da Gingrich nei primi anni ’60, quando Esquire si è imposto come campione del New Journalism”.