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Gedi: il coronavirus impatta sul business del primo semestre (-120 milioni). Ricavi pubblicitari a 102 mln (-30,8%). Dal digital il 14,2% del fatturato

I ricavi del Gruppo (nella foto l'AD Maurizio Scanavino) sono stati pari a 248,9 milioni, con una flessione del -17,8%. La pubblicità su stampa è risultata in calo del -31,9% e quella sulle radio del -41,6%; più contenuto il rallenty della raccolta su internet (-8,1%). Raddoppiano gli abbonati digitali.

I conti di GEDI risentono dell'impatto del coronavirus, anche se in parte  assorbito dagli interventi sui costi.

Nel primo semestre il gruppo registra una  perdita di 120,5 milioni di euro, anche in seguito a  101,6 milioni di svalutazioni ed altre componenti non ordinarie (Nella foto l'AD Maurizio Scanavino).

Al netto di questi effetti – sottolinea la società – il risultato netto rettificato è negativo per 25,7 milioni rispetto ad un utile di 800 mila euro nello stesso periodo di un anno prima.

I ricavi sono stati pari a 248,9 milioni, con una flessione del 17,8%.

I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 14,2% del fatturato consolidato (18,4% sul brand Repubblica).

I primi sei mesi dell’anno, a fronte di un calo della diffusione nelle edicole, hanno visto un forte aumento degli abbonamenti digitali. “L’attività di vendita degli abbonamenti digitali ha confermato il trend positivo, sostenuta sia dal proseguimento delle azioni di massimizzazione della redditività della customer base sia dalle maggiori attivazioni conseguenti alla crescente attenzione dei lettori per le notizie riguardanti la diffusione del Covid-19”, spiega Gedi.

All'interno di questo contesto è stata avviata una politica promozionale sia sui prodotti premium (Rep:, Topnews, Stai con Noi) sia sugli abbonamenti annuali alla copia replica.
Tutte queste azioni hanno incrementato la customer base che a fine giugno ha raggiunto i 231 mila abbonati su tutte le testate del Gruppo, quasi il doppio rispetto all'analogo mese del 2019 e superiore di circa 104 mila abbonamenti rispetto a fine dicembre 2019.

I ricavi pubblicitari, pari a 102 mln, hanno subito un calo del 30,8% rispetto ai primi sei mesi del 2019. La flessione è sostanzialmente riconducibile agli effetti del Covid-19.

Con riferimento ai diversi mezzi del Gruppo, nel semestre la pubblicità su stampa è risultata in calo del 31,9% e quella sulle radio del 41,6%; più contenuta è stata la flessione della raccolta su internet, -8,1%.

Rispetto ad una flessione del fatturato di 54 milioni rispetto al primo semestre 2019, gli interventi sui costi hanno consentito di portare a soli 26,5 milioni gli effetti negativi sul risultato. .

I primi sei mesi dell’anno, è calata la diffusione nelle edicole, ma sono aumentati gli abbonamenti digitali.

“L’attività di vendita degli abbonamenti digitali ha confermato il trend positivo, sostenuta sia dal proseguimento delle azioni di massimizzazione della redditività della customer base sia dalle maggiori attivazioni conseguenti alla crescente attenzione dei lettori per le notizie riguardanti la diffusione del Covid-19”, spiega il gruppo editoriale.

“All’interno di questo contesto è stata avviata una politica promozionale sia sui prodotti premium (Rep:, Topnews, Stai con Noi) sia sugli abbonamenti annuali alla copia replica. Tutte queste azioni hanno incrementato la customer base che a fine giugno ha raggiunto i 231 mila abbonati su tutte le testate del gruppo, quasi il doppio rispetto all’analogo mese del 2019 e superiore di circa 104 mila abbonamenti rispetto a fine dicembre 2019”.