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TV Key Facts: cresce il consumo di video online, che nel 2020 raggiungerà 53 minuti al giorno da mobile (+44 minuti rispetto al 2012). Buoni contenuti generano buoni risultati su tutte le piattaforme. I dati fondamentali per targettizzare contenuti e adv

Cambiano le modalità di fruizione, ma la tv si conferma la piattaforma più importante a livello globale per consumo di video. In Europa, in particolare, il consumo televisivo è ai massimi livelli (nel 2018 ha toccato la media di 3 ore e 58 minuti al giorno, in crescita di ben 49 minuti rispetto al 1993). Ma gli utenti cosa guardano? Long-form content che li emozionino, mentre sul web prediligono video brevi, creati per lo più dagli influencer.

RTL AdConnect ha pubblicato la 25° edizione del Total Video Key Facts, che presenta dati interessanti relativi ai trend internazionali del mondo dei media e della pubblicità. Il venticinquesimo volume della serie edito da RTL è stato presentato oggi, 23 maggio, a Milano, dal management della concessionaria multicanale legata al Gruppo Bertelsmann.

"Oggi la sigla TV ha assunto un nuovo significato, quello di Total Video - ha esordito Stéphan Coruble, Managing Director RTL ADConnect - . La vera sfida è comprendere che cosa è necessario fare per ottenere attenzione in uno scenario contraddistinto da un'ampissima offerta di contenuti, trasversale alle diverse piattaforme".

Il primo fattore fondamentale è proprio il contenuto. "Le persone amano le storie e la televisione è un medium eccellente per creare uno storytelling in grado di emozionare e dunque di ingaggiare l'audience, per questo i 'long-form' video hanno successo oggi", ha detto Coruble. Certo, è necessario tenere conto del fatto che, a seconda del Paese, alcune tipologie di contenuto possono essere più apprezzate rispetto ad altre. Se in Italia, ad esempio, si guardano più film, in Germania sono i contenuti sportivi a farla da padrone.  

Una tendenza evidente è il successo di tutti i contenuti locali: basti pensare, per quanto riguarda il nostro Paese, a serie come il Commissario Montalbano, in grado di conquistare ben 10,9 milioni di telespettatori (incluse le repliche, ndr.). 

Se gran parte dei contenuti presenti sui canali televisivi dei tradizionali broadcaster è locale (su Raiuno la percentuale è del 95%, per fare un esempio), la regola non vale sulle nuove piattaforme, dove il contenuto è per la maggior parte made in USA. Su Netflix, solo il 2% dell'offerta è made in Italy

"L'abitudine allo SVOD (Subscription Video On Demand) si sta diffondendo sempre di più - ha spiegato Coruble - . I consumatori amano fruire dei contenuti senza pubblicità e sono disposti a pagare per questo, basti pensare che in Europa ci sono 104 milioni di SVOD viewers". 

Tuttavia si tratta di un fenomeno ancora piuttosto circoscritto: la penetrazione di SVOD in Europa è infatti ancora sotto il 25%

Naturalmente non sono soltanto i video lunghi a essere guardati, in rete si vedono infatti anche tanti video brevi, come dimostrano i dati relativi a YouTube. "Ciò che si nota è la crescente qualità dei video - ha dichiarato Coruble - : oggi ci sono infatti società che curano i contenuti degli influencer, rendendoli più professionali". 

In generale, è evidente che buoni contenuti generano ottimi risultati su tutte le piattaforme. Oltre naturalmente a essere un catalizzatore per gli investimenti pubblicitari, anche se per le aziende che investono in rete Ad fraud e Brand safety sono due tematiche molto importanti, da non sottovalutare. Basti pensare che in UK il 10,4% dei video è esposto a rischi legati alla brand safety

Una possibile soluzione? Acquistare direttamente dai publisher, per essere certi della qualità degli spazi. 

A fornire qualche dato ulteriore in merito al consumo di video è stato Jean-Baptiste Moggio, Head of Marketing di RTL AdConnect. 

"La tv rimane la piattaforma più importante a livello globale per il consumo di video, anche se ci sono molte differenze tra i diversi Paesi - ha affermato il manager  - . In Europa sono gli ungheresi a vedere più tv, con 4 ore e 40 minuti al giorno in media, seguiti dagli italiani con 4 ore e 8 minuti. Agli ultimi posti Danimarca con 2 ore e 37 minuti e Paesi Bassi con 2 ore e 36 minuti. Nel 2018 la media europea degli adulti si è attestata a 3 ore e 58 minuti, ovvero ben 49 minuti in più rispetto al 1993". 

Cresce in modo costante anche il consumo di video online da mobile e da pc, che nel 2020 raggiungerà 53 minuti al giorno, ovvero 44 minuti in più rispetto al 2012

Questo comporterà non soltanto la crescita delle piattaforme come YouTube, dove l'aumento del consumo di video è legato soprattutto agli influencer. 

Se nel 2018 gli investimenti pubblicitari globali in total video hanno raggiunto i 219,96 miliardi di dollari (di cui 188,16 miliardi destinati alla tv e 31,8 miliardi ai video online), nel 2020 la pubblicità destinata ai video online raggiungerà i 43,4 miliardi di dollari sui 235,4 miliardi totali

Se ormai la fruizione in contemporanea di più schermi nello stesso momento da parte dei membri della stessa famiglia è realtà, si aprono interessanti opportunità per le aziende che, grazie a un uso efficace dei dati, possono pianificare pubblicità targettizzata sui diversi device.

"Il futuro sarà proprio questo - ha affermato Moggio - , riuscire a raggiungere con la pubblicità giusta la persona più in target nel momento più appropriato, proprio grazie ai dati". 

"L'era della tv è tutt'altro che finita - ha sottolineato Coruble - . Display flessibili, auto con finestrini che si trasformano in schermi e altre interessanti novità, che saranno in mostra alla prossima edizione del CES a Las Vegas, allargheranno ulteriormente gli orizzonti del 'total video'".

Serena Piazzi