Interviste

Cannes 2019. Bartoletti (giurato Film Craft): "I trend emersi finora? Dai long ai short film, i marchi raccontano quello che fanno di buono e con effetti speciali mixano generi e mondi diversi guardando al futuro. L'Italia sempre più brava"

Ecco le prime anticipazioni raccontate ad ADVexpress dal Partner ed Executive Producer di Indiana Productions, impegnato in queste settimane al Festival di Cannes come giurato nella categoria che premia le tecniche e i processi che portano alla creazione di un film, dalla regia agli effetti speciali, al montaggio, dalla sceneggiatura al sound design.

Da inizio settimana è al Festival di Cannes 2019 dove, in qualità di giurato italiano nella categoria Film Craft, sta visionando le oltre mille entries complessive per selezionare quelle che passeranno il turno andando in shortlist.

Parliamo di Karim Bartoletti, partner ed executiver producer di Indiana Productions, raggiunto telefonicamente sulla Croisette per farci raccontare i trend che emergono dalle prime campagne viste e per ricevere qualche anticipazione sui progetti italiani.

"La parola che più caratterizza la categoria è  'tanto', perchè sono davvero numerose le campagne ammesse in Film Craft, che vengono a loro volta divise per sottocategorie legate ad esempio a miglior fotografia, miglior utilizzo delle musiche originali e non, visual effects ecc" esordisce Bartoletti. "Positivo il fatto che la giuria sia eterogenea, composta cioè non solo da creativi ma anche da producer, registi, esperti musicali, professionisti del settore, ciascuno con un punto di vista nella valutazione dei diversi aspetti del crafting, che deve essere effettuata 'staccandosi' dall'idea della campagna per concentrarsi sull'execution e sulla sua coerenza con il tema trattato".

In merito ai trend che accomunano le campagne  Bartoletti indica innanzitutto la varietà di formati e di lunghezze, poichè "si va dai progetti più lunghi che raggiungono una durata di un'ora e quaranta minuti a short film di 30 secondi". E ancora, la tendenza dei brand "a diventare più buoni, ovvero a raccontare quello che di bello e positivo fanno nel mondo e per la società. Mai come oggi le aziende parlano di valori umani e questa tendenza porta con sè uno stile di comunicazione che a volte sfocia nel documentaristico, ideale per raccontare storie di persone vere. Come nel caso di un progetto per Volvo nel quale un professore insegna ai bambini a non inquinare con la plastica".

"Numerose campagne parlano di futuro e delle tecnologie come la robotica, la realtà aumentata, segno di una diffusa volontà di comprendere quali saranno le nuove frontiere tech e come impatteranno sulle nostre vite. In quest'ambito molti film mostrano una contaminazione  di generi e diversi, mescolando gaming, effetti speciali, realtà, fantasia e serie in una sola storia e raccontando con effetti speciali mondi differenti".

Segnali positivi dai progetti italiani? : "Ad oggi posso affermare con decisione che il nostro Paese, nonostante una diffusa tendenza a piangersi addosso, mostra bravura e intelligenza nel crafting, complici anche clienti italiani che chiedono progetti internazionali e la possibilità, oggi, di realizzare film con un alto livello di crafting anche con budget ridotti".

Un consiglio al Paese? "Iscrivere a Cannes più progetti e venire al Festival con l'intento di comprendere dove ci posizioniamo nel mondo dell'adv e dove potremmo arrivare guardando al futuro".