Interviste

Cannes Lions 2019. Porro (giurato Film): "La comunicazione dei valori, della vita reale e delle persone accomuna molti progetti e fa crescere il business e i sentimenti positivi. L'Italia deve scommettere su più campagne per vincere"

L'executive creative director di Havas Milan dà questo consiglio all'Italia "E' necessario iscrivere più progetti, essere più presenti in tutte le categorie e lavorare ancora di più sulla rilevanza delle idee e delle campagne. Probabilmente in alcuni casi i nostri lavori hanno meno impatto di altri, ma questo è anche l'effetto di una situazione economica di un Paese nel quale non c'è una stabilità finanziaria, con un impatto diretto sulle aziende che si orientano così verso campagne commerciali e decisioni più tattiche e meno strategiche che hanno obiettivi a breve e non a lungo termine".

In attesa di conoscere quanti e quali dei 42 progetti italiani iscritti nei Film saranno ammessi in shortlist, abbiamo intervistato Giovanni Porro, executive creative director di Havas Milan, giurato per il nostro Paese nella categoria, per farci anticipare qualche dettaglio sui trend emersi dalle campagne che ha visionato online la scorsa settimana e per capire se l'Italia può contare su 'assi nella manica' nei Film.

"In base alle campagne che ho visionato posso affermare che quest'anno ci sono diverse tipologie di film, da quelli commerciali con un approccio classico, a progetti legati a brand che hanno rinunciato a fare la pubblicità in senso tradizionale per parlare di argomenti più rilevanti per i consumatori, come i temi sociali, ambientali e i sentimenti".

"Ho potuto osservare che sempre di più le marche oggi cercano argomenti in comune con i consumatori, affrontando temi sempre più d'attualità che li coinvolgano e li attivino nelle relazioni con il brand" ha aggiunto Porro. 

Qualche esempio? "Le questioni legate alla convivenza sociale, il senso di uguaglianza, l'attenzione alle pari opportunità, a problematiche che accomunano la gente, storie di vita reale e di persone vere, insomma come in tv anche in pubblicità la realtà vince sulla finzione".

"Il mondo della comunicazione in questo modo dà una mano al business del brand e fa crescere sentimenti positivi nella società" sottolinea Porro, ma "serve coerenza tra messaggi e marche" aggiunge.

Riguardo all'Italia Porro anticipa: "certamente ho visto progetti che meritano, anche se ho notato che in alcuni Paesi il livello medio delle campagne è più elevato ed è correlato a uno sforzo maggiore nella direzione di quella meaningfullness che oggi tutti cercano di raggiungere".

All'Italia il creativo dà quindi questo consiglio: "E' necessario iscrivere più progetti, essere più presenti in tutte le categorie e lavorare ancora di più sulla rilevanza delle idee e delle campagne. In alcuni casi i nostri lavori hanno meno impatto di altri, ma questo è anche l'effetto di una situazione economica di un Paese nel quale non c'è una stabilità finanziaria, e le aziende si orientano così verso campagne commerciali e decisioni più tattiche e meno strategiche che hanno obiettivi a breve e non a lungo termine".

"I progetti più interessanti per l'Italia sono nel viral, nel digital e sui social, dove probabilmente ci sono meno vincoli e una maggiore libertà da parte dei clienti che permette alla creatività di esprimersi senza freni".