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Cabiria BrandUniverse, creatività e qualità integrate

Presidiare l’universo della marca in ogni suo aspetto, unendo la metodologia classica del branding con gli strumenti strategici tradizionali e digitali. È questo il punto di forza della società che fonda il proprio know-how sulla creatività, intesa come il motore di ogni progetto: non un vezzo estetico, ma un medium che risponde al brand e ai suoi codici. Pubblichiamo l’intervista a Valeria Raffa, partner, strategic and creative director Cabiria BrandUniverse (The Story Group), uscita su NC - il giornale della Nuova Comunicazione.

Fornire una consulenza strategica e creativa, di design e contenuto, incentrata sulla marca e sul suo universo. È questa la ragion d’essere di Cabiria BrandUniverse, società nata nel 2009 a Milano, parte di The Story Group, specializzata in branding, inteso come quel lavoro che, quando ben fatto, trasforma un’azienda e i suoi prodotti in un brand, ossia in un’entità concettuale in grado di generare valore aggiunto, conquistando uno spazio nella mente delle persone ed emergendo rispetto ai competitor.

“Cabiria BrandUniverse - spiega Valeria Raffa (foto in alto), partner, strategic and creative director Cabiria BrandUniverse & executive creative director The Story Group - ha la capacità di presidiare l’universo della marca in ogni suo aspetto, unendo la metodologia classica del branding con gli strumenti strategici tradizionali e digitali. Il nostro know-how si fonda sulla creatività, motore di ogni progetto e sul design, curato nei dettagli. Uno dei punti di forza di Cabiria è la totale sinergia con le altre società del Gruppo, Lifonti & Company per lo stakeholder engagement, e Social Content Factory per la videostrategy, rendendo vivo il concetto di universo della marca, grazie a un sistema di expertise totalmente integrato al servizio di ogni brand”.

Il mondo della marca è spesso in bilico tra online e offline. Come elaborare strategie che sappiano comunicare il brand in modo realmente integrato?

Mondo fisico e digitale non sono più distinti, costituiscono il mix di esperienza rispetto a un brand, si mescolano confluendo principalmente nei nostri smartphone. Una strategia integrata, per dirsi tale, deve essere ben gestita e rispondere sempre alla marca e ai suoi obiettivi, coerente con la brand essence e perfettamente in sintonia con il linguaggio dei canali, fisici e digitali. La strategia è il direttore d’orchestra che tiene le fila dell’opera: oggi abbiamo più strumenti a disposizione e più possibilità di misurare i risultati, ma anche molta più complessità, uno ‘script’ chiaro è il metodo per rendere efficace la strategia e generare valore.

Quali sono le nuove soluzioni di brand communication per coinvolgere con successo il pubblico e creare valore per la marca? Che ruolo svolge la creatività?

Nel mondo sempre connesso dell’adesso e dell’ora sono i social media a farla da padroni, ma non senza la creatività che è la prima password del 2017 per ogni progetto di successo, con l’obiettivo di rendere il brand un compagno di viaggio nella vita delle persone, coinvolgendole con strategie incentrate sui contenuti testuali, visivi e video. L’altra parola chiave del 2017 è qualità, apprezzata da tutti, Millennials compresi, che deve permeare tutti i progetti, supportando la marca per fare breccia. Le nuove soluzioni non sono quindi tecniche ma emotive, la marca crea valore se propone contenuti e azioni, che generano un reale beneficio per le persone, si veda per esempio la campagna Levi’s Jeans contro l’uso delle armi in America.

Quali sono i vantaggi e le criticità dei social media per la marca e la sua comunicazione?

Il brand per essere vivo deve essere social, pronto a rivelare la sua personalità e i suoi valori alla comunità, grazie a contenuti in linea con il tono di voce modulato in maniera armonica sui vari canali. Le marche, grazie ai social, sono sempre con noi, si manifestano con storie alle quali possiamo e spesso vogliamo prendere parte: un esempio recente è quello di Adoberemix, che ha coinvolto le persone nell’interpretazione creativa del proprio logo. L’identità di un brand sui social svolge un ruolo chiave: deve essere visivamente forte, proprietaria, con un’insegna da mostrare, che è il suo logo.

E per quanto riguarda il retail? Quali sono le strategie da seguire per far spiccare l’identità della marca all’interno dei punti vendita?

Viviamo in un mondo ibrido in cui i format classici sono stati stravolti e reinventati. La marca è regina, il faro che fa luce sull’esperienza che vogliamo vivere, rappresenta il differenziale che aiuta a scegliere. E lo diverrà sempre di più, abituati come saremo a luoghi contaminati o totalmente automatizzati, come il nuovo store di Amazon. Negli ambienti retail del futuro, il protagonista sarà il branded environment che avrà il compito di connotare gli spazi, utilizzando tutti i codici sensoriali di marca: visivi, olfattivi, tattili, contribuendo a creare un’esperienza legata a una marca.

Ci racconta una case history particolarmente rappresentativa del vostro modus operandi?

Una case history significativa è rappresentata da ‘Il Mistero Sottile’, un progetto di comunicazione integrata che ha visto impegnate tutte e tre le società di The Story Group. ‘Il Mistero Sottile’ è una serie thriller voluta da BTicino, azienda innovativa specializzata in domotica, creata e prodotta da Social Content Factory con un concept di alta qualità autoriale e un taglio creativo cinematografico. La serie rivoluziona lo scenario del branded content, integrando perfettamente i prodotti nel contesto narrativo che vede protagonista l’attore Giorgio Pasotti. Cabiria BrandUniverse ha curato il branding, il look&feel, l’allestimento degli eventi, l’advertising, l’art direction del sito e i visual per i social media. Mentre Lifonti & Company si è occupata della digital content strategye della strategia di distribuzione ads.

Mario Garaffa