NC

NC n.90. NC DIGITAL AWARDS 2021. Staffieri (Golden Goose): “Nel post-pandemia i manager digitali fanno la differenza”

Obiettivo della presidente di giuria degli Nc Digital Awards 2021 è stato quello di incentivare la discussione attiva stimolando i giurati a riflettere in modo fluido, associando i ruoli di ‘creativi’ e ‘manager’, in linea con la sfida di ogni azienda di far convergere i più alti valori di brand con i più pragmatici obiettivi di business.

Quest’anno, per la prima volta, Giulia Staffieri, fresca di nomina a Chief Digital presso Golden Goose ha guidato la giuria degli NC Digital Awards. La già global head of digital del colosso tedesco MediaMarktSaturn Retail Group ci ha raccontato il sentiment rispetto all’evento e le linee guida che ha deciso di applicare in qualità di presidente.

Presidente di giuria è un prestigioso incarico...
Un incarico impegnativo e allo stesso tempo ricco di soddisfazioni. Tornare a lavorare al fianco di un parterre di giurati d’eccellenza è per me motivo di orgoglio. Le aziende in campo rappresentano infatti l’eccellenza del panorama Italiano – così com’è sempre avvenuto nelle edizioni precedenti - e quindi anche in questa edizione mi aspetto di imparare molto. Il mio obiettivo è stato quello di incentivare la discussione attiva stimolando i giurati a riflettere in modo fluido, associando i ruoli di ‘creativi’ e ‘manager’. Così come nella vita aziendale quotidiana, infatti, la difficoltà maggiore sta proprio nel saper far convergere i più alti valori di Brand con i più pragmatici obiettivi di Business.

Come valuta il nuovo format Festival?
Campagne innovative, concept creativi sempre diversi e la partecipazione anche di ‘nuove’ agenzie, rappresentano il forte valore aggiunto di questo format che Salvatore Sagone ha saputo sempre negli anni abilmente organizzare. La forza di questo format è quella di sapersi rivolgere contemporaneamente a due target molto diversi: un pubblico di insider del mercato, orientati a un continuo aggiornamento, e un target più mass che intende arricchire il proprio bagaglio di competenze. Cosi come il maestro Manzi in ‘non è mai troppo tardi’ ha insegnato agli italiani a scrivere, così gli NC Digital Awards hanno il medesimo obiettivo divulgativo - direi quasi formativo - ed è per questo motivo che tale appuntamento diviene sempre più indispensabile per il panorama italiano di riferimento.

Quali sono i trend, insight, idee creative, strategie e format innovativi emersi dalle campagne iscritte?
Potrei parlare di nuovi format digitali, omnicanalità, messaggi personalizzati… ma direi che la novità è rappresentata dalle persone. Da quei manager che ai vertici aziendali, hanno il compito di fare la differenza, ancor maggiore nel periodo post-pandemia, all’alba di un nuovo rinascimento. La vera innovazione sulla quale i ‘Manager digitali’ sono chiamati ad agire con proattività e resilienza, risiede non tanto nei mezzi - che diventano ‘latu sensu commodities’ - ma in tre asset fondamentali: consapevolezza del management, capacità di ‘execution’ dell’azienda e conoscenza vera e profonda del proprio target di riferimento. Dovendo scegliere un’espressione univoca direi ‘la consapevole orchestrazione’ di mezzi e risorse aziendali.

Sull’onda di un trend affermatosi con determinazione, il premio cresce con la tipologia ‘podcast’. Cosa pensa di questa leva sempre più strategica?
I podcast rappresentano la migliore risposta dei Brand al bisogno di continua ‘mobilità’ del Cliente. Negli ultimi anni abbiamo visto evolvere il mercato a partire dai tradizionali sistemi di Broadcasting, attraverso piattaforme di Streaming fino ad arrivare all’Addressable Tv e al Podcasting. Al contrario di quanto avveniva in precedenza, le aziende hanno oggi l’opportunità di parlare con i loro potenziali Clienti in modo asincrono e offline. I dati ci dimostrano che questa tipologia di format è in forte espansione in tutte le Country e dovrebbero convincere anche gli ultimi scettici a investire parte del budget aziendale su questo format. Se dovessimo dare una collocazione specifica a questo mezzo direi che offre delle buone potenzialità per trasmettere un messaggio prevalentemente più diretto e informale, che ‘umanizza’ il Brand. La prossima buzzword? Podcastgeneration.

Lei ha da poco iniziato una prestigiosa sfida presso Golden Goose. Ci anticipa l’approccio e gli obiettivi di comunicazione legati al digitale?
Golden Goose è sempre stata per me una di quelle global company da osservare e sono davvero fiera di poter associare le mie competenze al meraviglioso cammino di questo luxury brand. La crescita del marchio in poco meno di 20 anni è stata davvero vertiginosa e la presenza del fondo Permira quale azionista di maggioranza è garanzia di quell’adeguato booster necessario per continuare questo incredibile percorso. In ambito Digitale sono stati assegnati ingenti investimenti a sostegno della nuova strategia di sviluppo nell’ottica dell’omnicanalità. Le parole chiave di questo nuovo corso sono ‘semplicità’, ‘personalizzazione’, ‘esclusività’ e rappresentano i pilastri fondanti della trasformazione digitale della nostra ‘Golden Family’. Il nostro obiettivo? Rilasciare una vera e propria strategia ‘no-channel’, che veda i canali perfettamente integrati tra loro e funzionali a rispondere in modo pragmatico al ‘target consumer’ sempre più connesso, moderno ed esigente.

a cura della redazione

 

Rivista NC n. 90 Lug-Ago-Set 2021
Leggi l'articolo completo in formato digitale: