Monitor Eventi

Monitor sulle Agenzie di Eventi in Francia, cauto ottimismo per il 2011

ANAé ha condotto, in collaborazione con Bedouk Meetings & Events Media, una ricerca di mercato sull’industria degli eventi. Il campione ha coinvolto 300 agenzie francesi. Dopo le non facili annate del 2009 e 2010, il settore appare in lenta ma costante ripresa. Le tipologie di eventi più richieste sono gli eventi corporate (31%), gli eventi interni (17%), le fiere (10%), i congressi (10%) gli eventi pubblici (10%), per finire poi con gli eventi consumer (7%) e culturali (5%).

ANAé, l’Associazione francese nata con l'intento di rappresentare le agenzie qualificate operanti nel settore degli eventi, ha condotto per il sesto anno consecutivo – in collaborazione con Bedouk Meetings & Events Media - una ricerca di mercato sull’industria degli eventi. Questa ricerca, che studia l’impatto economico e le principali tendenze del settore, ha mostrato una certa ripresa del mercato degli eventi per l’anno 2010 e prospettive incoraggianti per il 2011.
Il campione ha visto coinvolte circa 300 agenzie francesi di cui il 50% del giro d’affari doveva essere basato sulla produzione di eventi, con un fatturato annuale superiore ai 300.000 euro, fondate prima del 2008.
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La ricerca riferita all’anno 2009 aveva mostrato un calo del 13,5 % (circa 2 miliardi di euro) sul giro d’affari rispetto all’anno 2008. Le agenzie erano diminuite: alcune erano state costrette a chiudere, altre erano state acquisite da grandi gruppi.

Nel 2010 mondo degli eventi è in leggero recupero ma la crisi persiste.
Le tendenze del 2010 vedono il mercato concentrarsi ancora una volta sulle aziende. L’83,5 % degli eventi sono commissionati da aziende, l’8% dal settore pubblico e solo il 7,5% dalle associazioni.

I principali settori che utilizzano l’evento come leva di comunicazione sono il settore finanziario-bancario-assicurativo (46,5%), seguito dal settore industriale (37%), dalla grande distribuzione (31%) e dal chimico-farmaceutico (25,5%).
Dopo un 2009 caratterizzato dalla riduzione della portata degli eventi, il 2010 ha ritrovato una ripartizione della “taglia” degli eventi simile al 2008.
Il 44% degli eventi realizzati hanno coinvolto un numero di partecipanti compresi tra 50 e 200 (+10% rispetto al 2009), il 20% tra 200 e 500 (+3% rispetto al 2009), il 12% degli eventi hanno visto coinvolti piu’ di 500 partecipanti e il 24% meno di 50.

La tipologia di eventi piu’ richiesta sono gli eventi corporate (31%), seguiti dagli eventi interni (17%), dalle fiere (10%), dai congressi (10%) e dagli eventi pubblici (10%), per finire poi con gli eventi consumer (7%) e culturali (5%).

Un punto fermo della ricerca è che la Francia continua ad essere la destinazione preferita per gli eventi realizzati da agenzie francesi, restie a spostarsi in Europa/oltre oceano. Il 74 % degli eventi vengono realizzati in Francia (il 60% a Parigi). A seguire troviamo la Spagna (in calo), gli Stati Uniti, l’Italia (in calo) e il Marocco (in crescita). La scelta della Francia come destinazione è anche dovuta al fatto che l’89% degli eventi commissionati alle agenzie francesi provengono da aziende francesi o con sede in Francia.

Il 2011 ci mostra un quadro più ottimista: il giro d’affari è in aumento, anche se i margini si stanno riducendo notevolmente. La tendenza in atto durante il 2009/2010 di privilegiare eventi sfarzosi persisterà nel 2011. Per questo motivo le agenzie dovranno raddoppiare gli sforzi per preservare i loro margini, guadagnare la fiducia dei clienti e accaparrarsi lo status di 'partner' tanto ambito da chi fa questo lavoro.

Restando sul tema delle agenzie, viste come partner delle aziende, i dati sono poco confortanti. Solo il 34% del fatturato di un’agenzia deriva da conferme di incarichi senza essere rimesse in gara, il 39% del fatturato deriva invece da nuove gare alla quali l’agenzia di eventi ha dovuto partecipare nonostante l’azienda fosse già sua cliente e il 27% deriva da nuove gare alle quali l’agenzia non aveva mai partecipato.
Purtroppo il criterio principale che porta alla scelta di un’agenzia è ancora il costo, seguito dalla creatività, dal savoir fare e dalla pro-attività.