Davide Mazzucchelli, founder e Ceo di Synapsy
Inchieste

Inchiesta. Synapsy: puntare sulle qualità umane, creando competenza e investendo sui nuovi talenti. Fiducia e complicità sono gli elementi chiave del rapporto di partnership con i clienti. Fatturato 2018 a quota +24%

Continua il viaggio di e20express alla scoperta delle novità, delle vision e dei risultati ottenuti dalle principali agenzie che operano nel settore degli eventi e della live communication. Synapsy ha implementato un approccio innovativo e consulenziale, che le consente di spaziare in vari settori merceologici. Ottima la performance di Synapsy Mice che, nel suo primo anno di vita, raggiunge i 3,7 milioni di euro di fatturato, che si aggiungono ai 7,2 milioni di Synapsy. Product manager, copy, progettisti, art e nuovi talenti digitali i profili professionali più richiesti.

Con questa inchiesta facciamo il punto sull’andamento del mercato degli eventi e della live communication nel più ampio contesto della comunicazione.

In particolare intendiamo informare i lettori di e20express in merito alle novità, alle iniziative e ai risultati ottenuti dalle principali agenzie che operano nel settore.

Oggi pubblichiamo l’intervista a Davide Mazzucchelli (in foto), founder e Ceo di Synapsy (clicca qui per accedere alla Directory).

Alla luce delle continue trasformazioni che stanno caratterizzando il settore della comunicazione, come stanno evolvendo le vostre specializzazioni e la vostra vision, in termini di obiettivi strategici di medio-lungo periodo e di posizionamento sul mercato?

“Synapsy ha una storia breve ma intensa, in quanto in soli quattro anni è riuscita a ritagliarsi una fetta importante di mercato, grazie alla propria vision. Aver fin da subito creato dipartimenti interni, che potessero rispondere celermente e qualitativamente, ha permesso all’agenzia di crescere di anno in anno esponenzialmente rispetto alla media del settore.

L’approccio innovativo e consulenziale, che oggi i clienti ci riconoscono, ci ha consentito di spaziare in vari settori merceologici, portandoci a dei traguardi inimmaginabili.

Riuscire a entrare prima nella top 100 delle aziende italiane che hanno ottenuto la maggiore crescita dal 2014 al 2017 (indagine realizzata dal Sole 24 Ore e Statista, ndr) e a seguire nella top 1000 delle aziende con la crescita maggiore in Europa (pubblicata sul Financial Times, ndr) ha certificato che quanto stiamo facendo è in linea con le richieste del mercato, ma soprattutto ha determinato in noi una grande consapevolezza di voler continuare a essere noi stessi.

Synapsy, nell’ultimo anno e mezzo, ha raddoppiato con la nascita di Synapsy Mice, che in pochissimo tempo ha saputo penetrare in un settore 'saturo', grazie a un approccio dinamico e basato su dei valori, che, sempre più, vediamo scemare, ma che per fortuna molti clienti premiano.

Obiettivo del Gruppo è puntare, sempre più, sulle qualità umane, creando competenza e investendo su nuovi talenti, riteniamo che  preservare la propria capacità di far crescere le risorse sia imprescindibile; sicuramente è più faticoso, ma assai gratificante”.

Come sta cambiando il rapporto con le aziende clienti? Si parla sempre più spesso di rapporto di partnership, ma quali sono gli elementi chiave di questa ‘nuova’ relazione?

“In realtà si tratta di una partnership che si rafforza, di volta in volta, grazie ai risultati più che positivi che si ottengono con reazioni tempestive, problem solving e attenzione ai budget. Il cliente si fida dell’agenzia che, in tempi sempre più stretti, riesce a fornire un prodotto di alta qualità a costi ben definiti. Da qui, fiducia e complicità.  È sempre più naturale aiutare il cliente nelle sue difficoltà interne, risolvere problemi causati da una sempre più stretta programmazione. Questo porta l’agenzia a mettere a disposizione del cliente più risorse rispetto al passato; il cliente percepisce e recepisce di essere realmente al primo posto”.

L’economia italiana continua a faticare. Quanto e in che modo questo contesto influenza l’andamento dell’agenzia? Come avete chiuso il 2018 in termini di fatturato? Quali previsioni avete sviluppato l’anno in corso?

“L’anno 2018 ha certificato l’ottimo lavoro fatto, che ha determinato un aumento di fatturato rilevante, Synapsy è passata da 5,8 milioni di euro del 2017 (+50% rispeto al 2016, ndr) ai 7,2 milioni di euro (+24%, ndr), mentre Synapsy Mice si è attestata a 3,7 milioni di euro nel suo primo anno di vita.

Sicuramente l’andamento dell’economia italiana sta influenzando molto il nostro settore in questi mesi, non tanto in termini di fatturato (in linea con l’inizio del 2018, ndr), ma in termini di marginalità operativa. Infatti si riscontra una impressionante tendenza da parte di alcuni player di settore a un utilizzo massiccio del dumping, non comprendendo che tale pratica rischia di innescare una crisi strutturale in un mercato in ripresa. Il lato positivo di questa azione praticata è che alcune aziende hanno deciso di strutturarsi per far sì che vi sia una correttezza deontologica di base e ciò ci rincuora.

La nostra previsione per l’anno in corso è quella di consolidare e continuare quanto di eccellente fatto fino a ora”.

Quali sono le professioni più richieste dal mercato degli eventi e della live communication? Come evolve il settore? In che direzione stiamo andando?

“Sempre più è necessario puntare su Pm (product manager, ndr) che, oltre a una consolidata esperienza anche tecnica, abbiano ottime capacità relazionali e marketing oriented, in modo che possano seguire il cliente in modo davvero consulenziale. Una figura che possa accompagnare il cliente nelle scelte e si relazioni con fornitori validi, affidabili e che operino in estrema collaborazione con l’agenzia, nell’ottica della gestione economica.

Occorre poi fare focus su nuovi talenti del digital, evoluzione naturale e contemporanea della comunicazione, che merita particolare attenzione nella selezione delle risorse.

Sempre più necessario il copy, che intervenga già nelle fasi di gara anche per i progetti apparentemente più semplici. Progettisti e art completano la rosa dei professionisti che, in team, possono produrre un progetto di alta qualità”.

Tra i temi caldi c’è quello della ‘tutela della proprietà intellettuale’ delle agenzie, a cominciare dai format degli eventi. Qual è la vostra opinione a riguardo?

“Si producono idee, format, brand sempre più curati ed esclusivi. I progetti non sono mai tutelati, ma vengono lasciati al buon senso del destinatario finale. La tutela della proprietà intellettuale è praticamente inesistente”.

Quali sono gli eventi recenti che vi hanno dato maggiori soddisfazioni? Perché?

“Vorrei citare Unicredit, Allianz, Ubi, H&M, Amundi, Deutsche Bank e Jeunesse, perché ci confermano ogni anno di aver consolidato un rapporto di fiducia, lasciandoci operare da veri consulenti, facendosi supportare e guidare nelle scelte e nelle strategie di comunicazione in occasione dei loro eventi”.

Mario Garaffa