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Coronavirus. Il Lockdown di Sfera Communication: 56 giorni in 365 parole

L'agenzia ha voluto raccontare i suoi due mesi di 'confinamento', contraddistinti da diverse iniziative studiate per i propri clienti che a breve vedranno la luce 'live' o che sono già state attivate in modalità digitale.

Il lockdown non ha escluso nessuno. E in ambito lavorativo ha stravolto i modelli operativi delle persone e con loro delle società in cui lavorano. 

Sfera Communication ha voluto raccontare i suoi due mesi di 'confinamento'.

"Abbiamo consegnato una gara per l’anniversario di un’azienda che non si è mai fermata e, anzi, sta dando un grande contributo all’emergenza in atto. Forse questa azienda dovrà rinunciare all’evento per il suo anniversario, o riconvertirlo. Noi abbiamo studiato un progetto che parla di persone e di valori e abbiamo immaginato come trasformare una celebrazione live in un format diverso.

Abbiamo scritto la versione Cut Edition del format TransformAction, ideato con e per Arturo Brachetti. Ne abbiamo regalata una pillola a tutti i nostri contatti e, pochi giorni dopo, lo abbiamo messo in scena (on-line, state tranquilli) per una farmaceutica che desiderava parlare ai suoi agenti di quanto, ora più che mai, sia importante osare, reinventarsi, cogliere le opportunità generate dal cambiamento, trasformare se stessi, il modo di lavorare, le modalità e anche i prodotti.

Abbiamo ideato un progetto ambizioso per un nuovo brand. Un progetto che guarda al futuro, soprattutto quello dei giovani.

Abbiamo dato sfogo alla fantasia per immaginare una serie di ripartenze possibili per un brand che ha bisogno di rilanciarsi e di trovare nuovi interlocutori.

Abbiamo convertito una convention di lancio in una piattaforma informativa, con video, interventi in teleconferenza, contenuti consultabili on-line e off-line e graphic animation.

Abbiamo lavorato il 1 maggio e, in questo anno così strano, è stato il modo più bello di festeggiare.

Abbiamo anche fatto qualche dolce, parecchie pulizie, letto molti libri e tantissimi articoli, visto film, bevuto vino, telefonato per ore e ore.

Abbiamo pianto a abbiamo riso a crepapelle.

Non abbiamo comprato il lievito.

La cosa più importante però, è che ci siamo svegliati ogni mattina con la speranza che accadesse qualcosa di bello, con la voglia di vivere un nuovo giorno e con la convinzione che, anche se ci vorrà tempo, attenzione e fatica, ciò che amavamo tornerà ad essere la nostra normalità.

The shape of ideas può essere molte cose, ma la forma che ci piacerà sempre di più è quella delle emozioni condivise, del live, degli abbracci e degli sguardi vicini".