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Prodea Group: "Siamo experience makers. Contenuto ed emozione al centro dei nostri eventi"

Articolo da e20 aprile-giugno 2017. La società oggi è strutturata in cinque business unit e vanta un ampio portafoglio di clienti e case history internazionali di grande impatto, come lo show 'The Opera' e l’inaugurazione del Dubai Water Canal.

Nata nel 1995 come azienda di eventi&field marketing, Prodea si è poi evoluta a metà anni 2000 prima verso gli eventi business/corporate e successivamente verso i big events&show, in Italia e all’estero. Il passaggio fondamentale è stata la costituzione, 4 anni fa, di Prodea Group, la content production agency nata dall’unione di Prodea con la società di produzione televisiva Showlab e quella di entertainment design D-wok. Oggi è una società che spazia nel mondo degli eventi con più divisioni, organizzate come singole business unit (Big Events/Show, Business Events, Consumer Events, Sport&Sponsorship e Entertainment design) ognuna con un responsabile di produzione.

I contenuti sono elaborati da un team di creativi e gestiti, nella relazione con il cliente, da una squadra di account.

“La divisione Big Events/Show - spiega Marco Cicchetti (FOTO), ceo - guarda al mercato italiano e sempre di più all’estero per realizzare celebrazioni, grandi inaugurazioni, ricorrenze e cerimonie, eventi di piazza e soprattutto format creativi di show. La Corporate si rivolge alle aziende per convention, roadshow, press conference, incentive, team building, mentre la Consumer lavora sul territorio, con tour, attività promozionali, sostegno al Pdv, iniziative trade, promozionali e concorsuali. L’Entertainment Design, invece, ci permette di fare ricerca e sviluppo di tecnologie e performance, e di creare storytelling per i clienti. L’ultima nata, la Bu Sport&Sponsorship, propone eventi di nostra esclusiva, e lo sviluppo della sponsorizzazione che ne consegue. Oggi, siamo 110 persone, presenti con sedi a Torino, Milano, Roma, Dubai, Mosca e Rio de Janeiro. Le sedi estere sono hub su continente o area geografica di appartenenza”.

Quali servizi siete oggi in grado di fornire? Avete un ambito di specializzazione?
Ogni business unit ha una propria specializzazione e, per dare un valore aggiunto per il cliente, integriamo i nostri servizi in maniera consulenziale riuscendo a coprire esigenze diverse. Puntiamo molto sull’elemento tecnologico, sull’innovazione  e sviluppo di nuovi format, tramite una Bu interna di Ricerca e Sperimentazione. Siamo abituati ad avere un approccio tailor made, che sviluppiamo elaborando sempre nuove idee, tecnologie e performance. Siamo in grado di lavorare in campi diversis- simi come l’Opera Lirica, dove i più grandi teatri  al mondo utilizzano i nostri sistemi di video design, le convention, sviluppando show e storytelling con l’utilizzo attento della tecnologia, per passare ai tour sul territorio e alle attività di field. Questo approccio ci aiuta a essere sempre curiosi, a fare esperienza continua che accresce professionalità e competenze.

Su cosa puntate? Quali sono i vostri valori?
Puntiamo molto sulla costruzione di un’esperienza per il pubblico, qualcosa da vivere emozionandosi e non semplicemente un evento da guardare. Siamo experience makers, perché raccontare una storia e far vivere un’emozione sono gli obiettivi di ogni nostro evento. Siamo un laboratorio che disegna abiti su misura per il cliente, che vive di immaginazione e di curiosità cercando sempre di guardare avanti. E questo approccio ci ha fatto conquistare la fiducia di molti clienti che lavorano con noi da anni e ci ha aperto le porte a nuovi settori.

In particolare, come vi posizionate rispetto alle nuove tecnologie? 
Sulle nuove tecnologie, abbiamo sempre investito molto in termini di tempo, risorse, studio e ricerca. Abbiamo sperimentato molto e continuiamo a farlo nell’interazione tra tecnologia e performance umana: dallo show interattivo con i robot all’ultima inaugurazione del Dubai Water Canal dove abbiamo creato uno show d’acqua innovativo e originale. Siamo stati tra i primi a lavorare con il videomapping, così come su scenografie dinamiche, ologrammi, virtual interaction o simulazioni 3D al servizio  di eventi o scenografie e produzioni musicali o teatrali: tra le ultime realizzazioni c’è sicuramente ‘The Opera’, una reinterpretazione dell’opera lirica italiana, uno show spettacolare realizzato a Muscat, in Oman, nel marzo scorso, e che adesso girerà il mondo portando una nuova visione di una grande eccellenza italiana.

Il digitale è parte integrante della nostra offerta, inteso come estensione e complemento dell’evento. Lavoriamo molto sulla realizzazione di contenuti, come, ad esempio, abbiamo fatto recentemente con Martini&Rossi in un tour in tutta Italia dove abbiamo agito localmente tramite l’evento e mediatizzato lo stesso attraverso la creazione di contenuti digital ad hoc e attivazione di influencer.

Oggi, secondo lei, vince la specializzazione o l’allargamento delle competenze?
Vince una competenza allargata fornita da persone specializzate: ognuno deve saper far bene il proprio mestiere, integrandosi con le altre competenze dell’azienda. Siamo convinti che vinca la specializzazione per offrire un servizio ampio e competente su  più aree, erogato da persone curiose, aperte alla novità e alla sfida quotidiana.

A quante gare partecipa l’agenzia in un anno? 
Partecipiamo a un centinaio di gare annue. La gara è oggi un’opportunità per ampliare il numero clienti, allo stesso tempo, negli ultimi anni, abbiamo registrato un’inversione di tendenza: alcuni clienti, dopo averci selezionato tramite gara, ci hanno ingaggiato sul medio periodo.

In occasione del Bea 2016 avete vinto due premi (3° premio ‘Evento Pubblico’ e miglior ‘Evento Low Budget’) grazie al progetto firmato per Sisal ‘Colobraro 6 Magico’. Ce ne parla?
Il duplice riconoscimento dimostra come anche con piccoli budget si possa lavorare con la forza della creatività e dell’idea. Nello specifico, un buon lavoro fatto a quattro mani con il cliente ci ha concesso di rendere unico quello che sulla carta sarebbe potuto essere un evento irrilevante e scontato. L’importanza e lo spessore dello storytelling, ancora una volta, ci ha concesso di essere protagonisti.

Prodea ha recentemente primeggiato anche in occasione del Middle East Event & Exhibition Show Awards. Ce ne parla?
Abbiamo vinto il più importante premio del live entertainment del Medio Oriente grazie al progetto per l’inaugurazione del Dubai Water Canal, una conferma e consacrazione del Made in Italy e dell’Italian Way. Un condensato di stile e bellezza, ma anche di tecnologia, creatività, capacità produttiva e organizzativa. Performer che si muovevano interattivi con i video su una cascata d’acqua alta 15 m, 3 km di laser show, uno spettacolo sull’acqua lungo tutto il canale, effetti pirotecnici.

L’evento si è tenuto alla presenza dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e primo ministro degli Uae e Ruler di Dubai. Da una tribuna semicircolare, che riproduceva la scenografia di un antico teatro romano, grazie alla fusione di coreografie danzanti sotto l’acqua con video ed effetti olografici creati ad hoc, il pubblico  ha potuto vivere lo storytelling della costruzione del Dubai Water Canal in modo emozionante e immersivo. Successivamente, il canale si è trasformato in un vero e proprio palcoscenico per la seconda parte dello show. In un crescendo di emozioni visive spettacolari, alimentate da proiezioni lungo le rive del canale e da ballerini-acrobati in costume che sull’acqua hanno raffigurato il nuovo life style di questa rinnovata area della città, Dubai Water Canal è stato, per l’emirato, l’evento più importante del 2016 perché capace di cambiare in modo sostanziale e imperituro la sua topografia, rendendo più semplici e affascinanti i trasporti cittadini.
Il ‘big show’ d’inaugurazione del Dubai Water Canal suggella la scelta strategica di sviluppo internazionale iniziata nel 2013 in Russia, a Mosca, e che proseguirà a breve in Brasile.

Ci può raccontare nel dettaglio una case history esemplare del vostro modus operandi?
Per Fastweb abbiamo realizzato il canvass 2017 al Forte Village in Sardegna. L’idea è stata quella di costruire intorno a un unico percorso di comunicazione tutti gli elementi dell’evento: dalla performance di apertura agli speech, fino alla cena di gala. Un palco tecnologico, con un led 3 mm di 20 m, e 4 colonne led seetrough in grado di muoversi lungo il palco e di modificare i contenuti, due motori a controllo numerico per le performance, uno schermo ad acqua da 10 m e una serie di laser. I led semi trasparenti permettevano di sovrapporre due livelli di immagini che si spostavano sincronizzate con i video, o di interagire con i performer. Tutte le presentazioni sono state riviste per uscire dalla logica powerpoint trasformandole in animazioni su fondo grafico  o in video di speech support. Lo stesso palco, grazie all’attivazione dello schermo ad acqua e ai video creati appositamente, la sera si è trasformato in uno Yellow Submarine con un equipaggio di performer che  hanno fatto vivere l’esperienza di un surreale viaggio  negli abissi, con show d’acqua e concerto finale.

Quali programmi avete per questa seconda metà dell'anno? 
Il 2017 si è aperto sotto i migliori auspici. Abbiamo iniziato a raccogliere il risultato di una riorganizzazione strutturale effettuata negli ultimi due anni, abbiamo investito in creatività e project management, ampliando e migliorando la qualità e completezza dell’offerta. Puntiamo al consolidamento del mercato italiano e un ulteriore sviluppo di quello estero: stiamo lavorando ad alcuni progetti di respiro internazionale, in ambito show, e lavorando a un importante evento in Italia che sarà da guinness dei primati.

Marina Bellantoni