Davide Mazzucchelli, founder e Ceo di Synapsy
Agenzie

Synapsy si apre al digital per far vivere gli eventi anche online

Nata nel 2014 con una specializzazione negli eventi, l’agenzia guidata da Davide Mazzucchelli, come spiega il manager in un'intervista sulla rivista NC - Nuova Comunicazione, amplia la propria offerta con servizi di comunicazione digitale, per poter offrire ai clienti risultati ampiamente misurabili, e al pubblico esperienze in cui online e offline si fondono, creando emozioni indimenticabili. Ma soprattutto per far vivere anche online un evento, che è oggi l'ultima frontiera del 'fisico'.

Il digitale è oggi un touchpoint necessario per realizzare progetti stimolanti, che coinvolgano il pubblico: è partendo da questa convinzione che l’agenzia di eventi Synapsy (clicca qui per accedere alla Directory) ha deciso di ampliare la propria offerta, aprendosi alla comunicazione digitale. Nata nel 2014 dall’unione di professionisti che lavoravano in vari ambiti della comunicazione, si è fin da subito occupata prevalentemente di eventi, aprendosi però, nel tempo, ad altri ambiti. Come spiega Davide Mazzucchelli (in foto), ceo & founder Synapsy e Synapsy Mice.

Che cosa vi ha spinto ad aprirvi alla comunicazione digitale? Quali sono gli obiettivi che volete perseguire nei confronti dei clienti?

Abbiamo sempre vissuto il digitale come un’evoluzione del nostro lavoro, un nuovo canale dalle infinite potenzialità, un touchpoint necessario e stimolante per realizzare progetti, ma soprattutto per coinvolgere e targettizzare al meglio il pubblico con cui ci relazioniamo. Si tratta di un mercato che registra enormi percentuali di crescita. Per quanto riguarda il rapporto con il cliente, ci consente innanzitutto di ampliare e completare la nostra offerta e di operare in un settore che permette miglioramenti e ottimizzazioni continue, oltre, soprattutto, a dare luogo a risultati ampiamente misurabili.

Come integrate questi due mondi? Quali soluzioni e servizi offrite ai vostri clienti?

Costruendo competenze. Sarebbe stato sicuramente più facile inglobare in Synapsy qualche agenzia specializzata in digital marketing, ma siamo convinti che sia meglio formare internamente le persone, supportando il processo con l’ingresso di qualche professionista specializzato. Online e offline vanno integrati mettendo le varie competenze a disposizione del gruppo. Gli eventi rappresentano uno degli ultimi ‘prodotti analogici’ in termini di comunicazione. L’ultima frontiera del ‘fisico’. Ed è proprio questa fisicità che trasferiamo online, sia con i social network che con le dirette streaming. O ancora con nuove app dedicate agli stessi eventi, spesso presentati con attività teaser nei giorni, o settimane, precedenti. Oggi, rispetto al passato, possiamo contare su una quantità di dati e informazioni tali da orientare, anche in tempo reale, le nostre strategie di comunicazione, dalla pianificazione al contenuto, nei minimi dettagli. In questo processo, i social media garantiscono un’ampiezza di audience in tempo reale che va oltre l’evento in sé.

Qual è la richiesta dei clienti in materia di risultati degli eventi? Come le tecnologie digitali possono aiutare? E quali utilizzate maggiormente?

Sicuramente uno degli aspetti più interessanti è la gestione e la raccolta dei dati e delle informazioni: dalle segreterie gestite attraverso chatbot alle campagne di marketing automation che aiutano a tracciare i comportamenti e l’interesse verso quello che stiamo proponendo. I risultati che promettiamo ai nostri clienti non sono solo legati a risultati e numeri, ma anche a emozioni. Lavoriamo con l’intrattenimento e ci aspettiamo che il nostro lavoro non finisca la sera dell’evento, ma che i nostri ospiti lo ‘portino a casa’ attraverso le emozioni che hanno vissuto.

Dal canto suo, cosa chiede un’agenzia di eventi al mondo del digital?

Semplificazione, ampliamento della visibilità, affidabilità e in alcuni specifici casi garanzia di conversione, ovvero fatturato. Tutti aspetti fondamentali per avere un buon ritorno sull’investimento in un settore che da quest'anno rappresenterà più della metà delle spese di marketing di un’azienda. Noi vorremmo capitalizzare le tecnologie messe a disposizione dal digital per rendere autorevole chi ci affida la propria comunicazione. Anzi, mettiamo il cliente nelle condizioni di essere una fonte di informazioni autorevole, anche perché quello che in passato si concludeva con l’evento, oggi continua a vivere in rete e sui social media.

In un mondo della comunicazione sempre più fluido come è quello in cui viviamo, come evolve il rapporto fra agenzia e azienda? Quali sono le parole chiave di questa relazione?

Le aziende cercano sempre più spesso un solo interlocutore, che sappia garantire un prodotto o un servizio ‘chiavi in mano’, in modo che il rapporto sia impostato in un’ottica di partnership. Fondamentali, per instaurare un rapporto di fiducia, sono poi la fantasia nel pensiero, l’affidabilità nell’esecuzione e la trasparenza nella gestione del budget. Bisogna considerare sempre che, grazie a informazioni sempre più diffuse, la nostra ‘audience’ sarà esigente, preparata, attenta e un po’ diffidente. Oggi la vera sfida si gioca su credibilità e verità, due aspetti che mettono al centro la persona, intesa come individuo capace di governare una situazione e delle relazioni. Tutto il resto fa parte della categoria ‘strumenti di lavoro’.

Il confronto: come si applicherebbero le tecnologie digital di oggi a un evento organizzato cinque o dieci anni fa?

Di questi tempi, ha poco senso fare confronti fra gli strumenti di lavoro disponibili oggi e dieci anni fa. Anche soltanto cinque anni fa, avevamo a disposizione tecnologie molto meno performanti rispetto a quelle che usiamo oggi. Il mondo sta cambiando velocemente e radicalmente. Un evento di dieci anni fa sarebbe simile a uno di oggi soltanto perché l’intrattenimento live non è cambiato nel meccanismo e non cambierà: l’uomo da sempre mette in scena spettacoli e forme di intrattenimento di vario tipo. È cambiato però il modo di organizzarlo, di comunicarlo, di renderlo spendibile sul lungo periodo.

Come prosegue il percorso di crescita dell’agenzia? Come cambia il suo posizionamento?

Dopo aver consolidato le divisioni di comunicazione e produzione di eventi, nel 2017 abbiamo costituito Synapsy Mice, spin-off dell’agenzia nel settore dei viaggi d’affari e nel 2019 investiremo nella comunicazione digital per integrare e completare il percorso di crescita. Abbiamo assunto personale specializzato che porterà grandi risultati e stiamo formando internamente delle persone che si occuperanno solo di questo settore, applicando tutto il loro know-how agli eventi, che resteranno, per almeno il prossimo biennio, il core business di Synapsy.

Ci può raccontare una case history significativa del nuovo approccio dell’agenzia?

Abbiamo recentemente organizzato per H&M un progetto di comunicazione che prevedeva una fortissima integrazione tra gli eventi e il digital. Il cliente doveva promuovere una capsule collection realizzata in collaborazione con una famosa casa di moda. Prendendo spunto dalla cultura pop degli anni ‘80, abbiamo realizzato tre grandi cubi che ricordavano uno degli oggetti icona degli eighties: il cubo di Rubik, il coloratissimo giocattolo di plastica che ha fatto ‘impazzire’ un’intera generazione. L’abbiamo ingrandito di circa 100 volte, abbiamo sostituito le ‘faccine’ in plastica con tanti piccoli schermi led e abbiamo ingegnerizzato il tutto per permettere la rotazione delle varie parti, in modo che fossero visibili i contenuti da qualunque posizione.

Il susseguirsi di filmati, immagini grafiche e icone di riferimento degli anni Ottanta o degli stessi brand, ha catturato l’attenzione di chiunque passasse nelle vicinanze. Abbiamo aperto pagine sui principali social network e favorito l’interazione degli utenti realizzando un set fotografico apposta per loro. All’interno di uno dei tre cubi si potevano, infatti, provare i capi della nuova collezione e farsi fotografare, pubblicando la foto sul proprio profilo con un apposito hashtag. Anche il claim ‘Be pop. Be Popular’ è un evidente richiamo alla corrente artistica e sociale che ha contraddistinto quegli anni irripetibili e ha contribuito a rendere ancora più visibile l’operazione.