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Forse a giugno possibili eventi al chiuso fino a 200 persone e all’aperto fino a 1000 secondo il verbale del Comitato Tecnico Scientifico della Presidenza del Consiglio. Nella bozza del Decreto ‘Rilancio’ misure inadeguate per il turismo

Non ancora chiari tempi e modalità per il riavvio delle attività convegnistiche ma qualche spiraglio si apre. Rimarranno comunque chiuse o sospese fiere e congressi e l'organizzazione di eventi in spazi non strutturabili all'aperto o al chiuso che implichino aggregazione di massa.

Dopo settimane di iniziative, da parte della event industry (leggi news) e del settore turismo, per sensibilizzare il Governo verso un impegno concreto che permettesse loro di riprendere l’attività nella fase 2 della pandemia covid-19, finalmente sono iniziate a circolare le prime bozze del DL rilancio, ex Decreto Aprile, con le misure per le imprese.

Per molte misure non sono indicate le coperture finanziarie e le cifre, ma è già possibile vedere un orientamento su come saranno destinate le risorse. Parte integrante del Decreto Rilancio, sarà la delibera del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), come da documento in allegato alla news, che detta le regole da seguire in diversi ambiti per ridurre al minimo l'evoluzione del contagio.

EVENTI 

Relativamente al settore degli eventi balza subito all'occhio una prima indicazione:

Negli eventi organizzati in luoghi chiusi, ferme restando le misure già raccomandate ed in relazione alla garanzia delle misure di distanziamento richieste e dei sistemi di aerazione disponibili, il numero massimo di persone non deve superare il numero di 200Il CTS suggerisce, inoltre, con riferimento anche alle indicazioni fornite dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo riguardo ad analoghe prescrizioni circa le soglie numeriche adottate in altri Paesi europei – se organizzati e gestiti in coerenza con le misure raccomandate – non debbano superare il numero massimo di 1000 persone.

Sulla base delle valutazioni epidemiologiche attuali il CTS ritiene opportuno suggerire che restino chiuse o sospese, in ragione dell’emergenza sanitaria:

- Attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso;

- Organizzazione di eventi in spazi non strutturabili all'aperto o al chiuso che implichino aggregazione di massa, come definite nel documento OMS “Key planning recommendations for Mass Gatherings in the context of COVID-19 Interim guidance” del 19/03/2020.

- Fiere e congressi.

Per quanto concerne gli spettacoli organizzati in sale teatrali e sale da concerto all'aperto o al chiuso con posti seduti preassegnati e inamovibili, il CTS valuta che essi possano aver corso a partire dalla prima settimana di giugno, a condizione che vengano imprescindibilmente garantite tutte le condizioni atte a minimizzare il rischio di diffusione di SARS-CoV-2. In particolare, gli spettatori dovranno mantenere una distanza tra di loro di almeno 1 metro ed indossare la mascherina di comunità, oltre ed evitare di accedere in presenza di sintomi respiratori e/o temperatura corporea >37,5°C; lo stesso criterio dovrà essere applicato agli artisti, alle maestranze e ogni altro tipo di lavoratore presente nel luogo dove lo spettacolo si tiene.

Dovrà, inoltre, essere fatto obbligo agli organizzatori dei sopramenzionati spettacoli, di garantire l’accesso contingentato in maniera ordinata, garantendo, anche al momento dell’accesso e dell’uscita, il distanziamento fisico sopramenzionato. Gli organizzatori degli spettacoli dovranno, inoltre, assicurare la presenza di dispenser con sostanze igienizzanti all’ingresso dello spazio aperto o chiuso dove avranno corso gli spettacoli. Dovrà essere promossa un’adeguata comunicazione che indichi le corrette modalità di comportamento del pubblico, ivi compresa un’appropriata gestione dei dispositivi di protezione. Il personale di servizio a contatto con il pubblico dovrà utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale. Infine, il CTS raccomanda che la vendita dei biglietti e il loro controllo per l’accesso vengano realizzati evitando materiale cartaceo e favorendo modalità telematiche attraverso l’uso di app funzionali allo scopo, anche al fine di evitare aggregazioni presso biglietterie, atrii, anditi di accesso alle strutture.

È condizione essenziale l’adeguata, periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, soprattutto al termine di ciascuno spettacolo, sconsigliando vivamente la consumazione di cibo e bevande – che implicherebbe la rimozione delle mascherine – così come pure la vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione di questi eventi, compresa l’attività di vendita diretta agli spettatori in seduta durante lo svolgimento degli spettacoli.

In ogni caso, si dovrà comunque tener conto di quanto raccomandato precedentemente, rispetto alla massima presenza di persone.

Relativamente alla bozza del DL, nell’articolo 184 c’è un piccolo giallo che riguarda il mondo degli eventi: il primo comma che dava 20 milioni di euro di ristoro per le perdite dovute a covid19 per eventi con almeno 1000 persone di pubblico e alle fiere con durata con inferiore a 5 giorni risulta cancellato e quindi con ogni probabilità è già uscito dalla discussione.

 

TURISMO

All'interno della bozza del DL rilancio, la prima misura che si legge a favore del turismo è all'articolo 183: il Tax credit vacanze, confermato fino a 500 euro ma con molti punti interrogativi nelle modalità di utilizzo. Destinato a redditi fino a 35mila euro potrà essere detratto dal turista al 10% dalla dichiarazione dell’anno successivo e sarà fruito al 90% come sconto sull’importo del soggiorno. Lo sconto, che può essere chiesto fino al 31 dicembre 2020, potrà essere rimborsato alle aziende del turismo solo sotto forma di credito di imposta. 

Il ministro Franceschini, in un’intervista al Corriere, l’ha definita una misura importante che porterà 2 miliardi di euro a tutto il comparto. A quanto pare, però, non subito: sarà tutto da valutare se le misure previste riusciranno a sopperire al fabbisogno di liquidità delle aziende del turismo.

Le reazioni non si sono fatte attendere e AICA Confindustria alberghi nella serata di domenica 10 maggio ha precisato: "Le bozze che stanno girando in queste ore del “Decreto Rilancio” ci lasciano sconcertati. Al 10 maggio ancora non ci sono misure concrete e capaci di sostenere un settore che in questo momento vede il 97% del proprio personale in cassa integrazione. Una situazione drammatica cui gli imprenditori stanno facendo fronte in questi mesi DA SOLI, ma in assenza di interventi consistenti e soprattutto veloci, non sarà possibile pensare alla riapertura”.

Al comma 5 dello stesso articolo abbiamo anche uno stanziamento di 30 milioni per la promozione del turismo in Italia nel 2020 con provvedimento da adottare entro 30 giorni. Nella stessa data sarà anche nominato un nuovo CDA di Enit che aiuterà nella attuazione del provvedimento. Qui possiamo trovare anche l’unica vittoria delle associazioni di settore: un posto nel CDA di Enit sarà riservato a un loro rappresentante.

In una nota congiunta le associazioni del turismo organizzato Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto evidenziano le principali pecche del DL rilancio:

“Se le intenzioni sono quelle contenute nella bozza del DL cosiddetto ‘Rilancio’ si può affermare, senza timore di smentita, che non si è fatto nulla per salvare il turismo dal collasso e che si è dato un colpo di grazia, probabilmente terminale, ad un settore che rappresenta il 13% del PIL e il 15% degli occupati”. 

“Per quanto riguarda i contenuti della bozza di DL, evidenziamo solo alcune delle principali storture: servono finanziamenti a fondo perduto anche per le imprese turistiche con fatturati oltre i 5 milioni di euro; quindi il tetto dei 5 milioni va eliminato. Come attualmente previsto nel decreto, la soglia inserita taglia fuori, di fatto, tutte le medie e grandi imprese turistiche italiane, in particolare esclude oltre il 99% dei Tour Operator, tutte le medio grandi aziende del business travel, dell’incoming, degli eventi – spiegano Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto -. La misura va finanziata con almeno 2 miliardi di euro per essere realmente efficace e il periodo di riferimento del calo di fatturato previsto per il solo mese di aprile va allungato almeno per il periodo marzo-giugno, mesi in cui la filiera turistica ha realizzato ricavi prossimi allo zero”.
“La cassa integrazione, come prevista nella bozza di DL non consente alle imprese di poterne usufruire quando effettivamente necessario e non può essere limitata a 5 settimane nei mesi di giugno, luglio e agosto; mesi che registreranno volumi di fatturato ancora bassissimi. Occorre lasciare alle stesse imprese la possibilità di modularne l’applicazione temporale in base alle effettive esigenze”, aggiungono.
Per le associazioni inoltre “servono prestiti e mutui a 30 anni a tasso fisso minimo a fronte del mantenimento della forza lavoro. Il bonus vacanza, per come ipotizzato, è più un’operazione di marketing da parte del Governo che un vero aiuto alle persone e alle imprese e, peraltro, non è previsto che possa essere utilizzato anche attraverso il canale delle agenzie di viaggi e dei tour operator. Occorre aumentare l’ISEE di riferimento e rendere lo stesso direttamente incassabile dall’imprenditore. Non è immaginabile che le imprese che attendevano un aiuto sulla liquidità diventino invece finanziatrici dello Stato facendosi carico del 90% del valore del bonus come anticipo da portare in compensazione tributaria a fine anno”.

“Dunque nulla è stato fatto ma, soprattutto, non è stato creato un vero fondo a sostegno dei mancati ricavi per le imprese turistiche. Si sarebbe potuto optare anche per una formula che concedesse un credito d’imposta a fronte delle perdite registrate, come pure avevamo proposto, ma tutto è caduto nel vuoto – spiegano Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto -. Senza un fondo a sostegno dei mancati ricavi, nonostante le rassicurazioni del Governo, nessun italiano andrà più in vacanza e nemmeno il famigerato ‘bonus’ potrà essere utilizzato perchè non ci saranno più agenzie di viaggi, tour operator e – da quanto apprendiamo dalle associazioni che rappresentano il comparto alberghiero – anche molte strutture ricettive non riapriranno mai più. Lo sdegno ha ormai superato lo sconforto perchè si tratta di una morte annunciata. E tutto ciò mentre vengono varate ennesime misure a sostegno di altre aziende che da anni prosciugano le casse dello Stato a spese dei cittadini. Questa volta il Turismo alza la voce e non si lascia mettere nell’angolo. Il Turismo merita un vero Ministero, che sia dotato di portafoglio, interamente dedicato al settore e non più condiviso con altri, che sia la cultura o l’agricoltura – concludono le associazioni -. Se la bozza del decreto ‘cosiddetto Rilancio’ verrà confermata tal quale, verrà sancita la fine di un settore che occupa milioni di lavoratori e che fornisce un contributo decisivo all’economia nazionale. Immaginiamo quindi che qualcuno dovrà rendere conto di ciò alle migliaia di lavoratori e di famiglie che presto si troveranno senza reddito in conseguenza di una tale irresponsabile scelta”