Enrico Conforti al Bea World 2018
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Coronavirus. Conforti (Alphaomega): “Dalla dichiarazione di ‘causa di forza maggiore’ la situazione è più complicata”

Sugli eventi annullati prima che fosse dichiarata la ‘causa di forza maggiore’, testimonia la sigla, sono state pagate tutte le penali previste da ‘cancellation policy’. Mentre nelle ultime due settimane l’agenzia deve studiare azioni per tutelarsi. Anche le gare stanno subendo un forte impatto da questa emergenza. La soluzione è usare canali alternativi, come il digitale. Un esempio: la campagna social #distantimauniti.

L’impatto che l’emergenza sanitaria sta avendo sul mondo degli eventi si traduce in cancellazioni o slittamenti di eventi già pianificati. Come possono tutelarsi i player del settore? Cosa succede se salta un evento? Vengono pattuite delle penali? Un tema caldo che abbiamo affrontato con un giro di microfono tra le agenzie, insieme alla questione delle gare.

Alcune agenzie, infatti, dichiarano di continuare a partecipare a gare per eventi che non sappiamo se verranno mai realizzati. Per questo, oggi più che mai è necessario che le gare vengano retribuite. Cosa ne pensano le agenzie degli eventi e come si stanno attrezzando?

La parola a Enrico Conforti, partner & founder Alphaomega (clicca qui per accedere alla directory).

“Bisogna innanzitutto scindere le fattispecie tra eventi posticipati e annullati – spiega Conforti -. Nel primo caso l’impatto economico degli slittamenti è stato meno incisivo, la maggior parte dei costi sono stati stornati sulla nuova calendarizzazione, abbiamo dovuto far fronte a penali legate ai cambi data (voli, alberghi, location, …) che sono state concordate con i clienti. Nella seconda fattispecie va fatta un’ulteriore analisi. Sugli eventi annullati prima che fosse dichiarata la ‘causa di forza maggiore’ sono state pagate e girate dall’agenzia al cliente tutte le penali previste da ‘cancellation policy’. Sugli eventi annullati dopo il manifestarsi della ‘causa di forza maggiore’, parliamo quindi di casi molto recenti riconducibili alle ultime due settimane, stiamo valutando le azioni da mettere in atto caso per caso (es. azzeramento penali, rimborsi su anticipi già pagati, …).

“Le gare rappresentano per un’agenzia come la nostra un investimento decisamente oneroso sia in termini di costi delle risorse allocate, sia in termini di ‘time consuming’. Come tutti i player del nostro settore lo abbiamo accettato come rischio imprenditoriale, la retribuzione per una gara nel nostro mercato equivale a essere automaticamente esclusi dalla stessa.  Per tutto il settore degli appalti pubblici (o ad essi assimilabili), aperti a tutte le aziende che rientrano nei requisiti previsti dal disciplinare e dal bando di gara, non può esser contemplato alcun rimborso. Per le gare su clienti corporate, spesso a invito, è rarissimo che vengano riconosciuti dei rimborsi, anche se in casi sporadici ci è capitato.

Le gare oggi? Siamo di fronte a un’emergenza che se pur temporanea, ha travolto anche le gare su progetti a medio-lungo termine. Ne stanno entrando alcune, ma il clima di grande incertezza non fa bene al settore perché non permette di pianificare in maniera appropriata. Si lavora su progetti che consentono a noi ed ai nostri clienti la massima flessibilità organizzativa, si aspetta che passi quanto prima questa crisi brusca ed imprevedibile, si cerca di utilizzare canali di comunicazione alternativi come il digital”.

#distantimauniti

Un esempio è la campagna social #distantimauniti realizzata per conto del Ministero dello Sport sull’emergenza coronavirus (leggi news). Uno slogan forte e diretto firmato dai grandi campioni del nostro sport (da Valentino Rossi a Bebe Vio, da Marco Belinelli a Leonardo Bonucci, non riesco a citarli tutti …) che hanno prestato la propria immagine per lanciare messaggio apparentemente antitetico: “La distanza che ci impone questo coronavirus ci deve necessariamente unire nel fare fronte comune all’emergenza, e soprattutto nell’essere pronti a ripartire, perché l’unica certezza che abbiamo è che si ripartirà e che continueremo a fare il nostro lavoro con immutato entusiasmo”.

Ilaria Myr