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Coronavirus. Dal Governo misure inadeguate per il turismo. Gattinoni: "Senza modifiche al Decreto Rilancio, il turismo organizzato morirà. Necessario ampliamento a 750 mln del fondo dedicato"

Per il Vicepresidente FTO (in foto), distrutte le prospettive di ripresa del comparto che conta 13.000 imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, 80.000 addetti e un valore di 20 miliardi, a cui si aggiungono 650.000 posti di lavoro e 85 miliardi di volumi creati dall’indotto. A rischio entro giugno oltre mezzo milione di occupati nella filiera.

A pochi giorni dalla registrazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio, iniziano a farsi sentire quei settori che considerano insufficienti e inadeguate alla ripresa le misure messe in campo.

Tra questi il turismo organizzato che, come spiega ad e20express il vicepresidente FTO (Federazione Turismo Organizzato aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia) e presidente dell'omonimo gruppo Franco Gattinoni (in foto), è rimasto profondamente deluso da un Decreto che "non prevede nulla di significativo per il settore e distrugge le prospettive di ripresa del comparto che conta 13.000 imprese tra agenzie di viaggi, tour operator e organizzatori di eventi, 80.000 addetti e un valore di 20 miliardi, a cui si aggiungono 650.000 posti di lavoro e 85 miliardi di volumi creati dall’indotto. Le misure economiche del Decreto Rilancio attualmente previste per il settore turismo sono assolutamente insufficienti, inefficaci e non consentono alle imprese di superare un periodo di crisi che si protrarrà fino alla fine del 2020. Gli aiuti forniti dal Governo sono pressoché inadeguati per le piccole agenzie, e totalmente inesistenti per le medie/grandi agenzie e imprese di settore. Le richieste fatte in questi mesi non sono state recepite, senza modifiche al Decreto, il turismo organizzato morirà".

Le misure emerse nel DL, sono definite dal manager inadeguate perché non rispecchiano le richieste fatte al governo precedentemente con il Manifesto per il Turismo italiano (leggi news) di cui il Club degli Eventi e della Live Communication è partner.

Richieste che possiamo così riassumere: 

· Ampliamento del Fondo per il Turismo Organizzato e degli Eventi: si rende necessario un significativo incremento del fondo attualmente previsto (25 milioni di euro) portandolo ad almeno 750 milioni di euro, eventualmente recuperando la copertura finanziaria dalla riduzione di una parte di quanto attualmente stanziato per il Tax credit vacanze, ovvero 2,4 miliardi di euro; 

· Ammortizzatori sociali: l’attuale formulazione danneggia il settore.  Le 9 settimane aggiuntive di ammortizzatori sociali per il periodo da giugno a ottobre non sono sufficienti per le imprese della filiera del turismo organizzato e degli eventi, che non avranno ricavi ed avranno invece un’attività molto ridotta fino a fine anno. Si richiede quindi l’estensione a 18 settimane aggiuntive e continuative fino al 31 ottobre 2020. Si richiede altresì che il Governo, a settembre, si impegni a riverificare la situazione in termini di ripresa delle attività, per valutare eventuali misure aggiuntive di sostegno all’occupazione;  

· Tax credit vacanze: lo stanziamento di 2,4 miliardi non rappresenta un reale sostegno al settore del turismo in quanto non crea maggiore domanda. La filiera del turismo organizzato beneficerà in modo marginale di questo stimolo, che privilegerà un rapporto diretto tra cliente e struttura alberghiera, non avendo peraltro previsto che tale strumento possa essere impiegato anche per l’acquisto di altri servizi turistici. Si chiedono pertanto due interventi: destinare quota parte di questo stanziamento al Fondo specifico creato per il turismo organizzato; consentirne l’utilizzo anche per l’acquisto di pacchetti turistici e servizi turistici collegati.

 · Credito d'Imposta: deve essere eliminato il limite di 5 milioni di euro relativo al credito di imposta per gli affitti anche per il settore del turismo organizzato e degli eventi, così come già previsto per le strutture alberghiere.

Quale scenario si prospetta per il turismo se le cose dovessero rimanere così come le hanno proposte?

"Lo scenario che si prospetta davanti a noi, è critico, basti pensare che sono a rischio entro giugno oltre mezzo milione di occupati nella filiera. Le aziende del turismo organizzato, Network turistici, tour operator, agenzie di eventi, non possono permettersi l’interruzione della filiera produttiva, altrimenti non si potrà più ripartire. Nel 2020 abbiamo lavorato solo per cancellare tutto quanto prodotto l’anno prima e adesso dobbiamo lavorare per provare a salvare e mettere in produzione attività che si consolideranno solo nel 2021. La cassa integrazione per la nostra impresa non è mai stata e non potrà mai essere a zero ore lavorative proprio perchè i cicli produttivi sono più lunghi delle normali attività produttive. Se non si apporteranno le dovute modifiche al governo, il turismo organizzato morirà" ha concluso Franco Gattinoni.