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Tra le priorità del Governo Draghi gli investimenti per la ripresa del turismo: "Sono soldi che tornano indietro". Per i settori di cultura, arte e spettacolo dal vivo: "Serve fare ancora di più"

A illustrare quanto necessario per risollevare le sorti del nostro Paese duramente colpito dalla pandemia, il discorso del premier al Senato. Parole che hanno convinto la maggioranza a dare fiducia al nuovo esecutivo e che sottolineano un cambio di passo necessario in molti settori, tra cui il turismo, e l'imprescindibilità di altri, quali cultura, arte e spettacolo, per il benessere dell'Italia.

Il 17 febbraio Mario Draghi ha ottenuto la fiducia in Senato dopo un discorso che ha convinto i più sulla validità del nuovo esecutivo da lui guidato.

Nell'intervento del premier tanti i punti trattati per risollevare il Paese dai danni causati dalla pandemia, tutti accomunati da un'unica base di partenza: la necessità di un cambio di passo. Tra i settori imprescindibili per la crescita e il benessere del Paese, la cultura, lo spettacolo dal vivo e l'arte.

"Le restrizioni per la pandemia hanno messo a dure prova musei, cinema, teatri, tutto lo spettacolo dal vivo e l’arte in generale", un comparto che dalle parole di Draghi va sostenuto "perché il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. Una perdita economica ingente ma ancor più grande la perdita dello spirito. Molto è stato fatto per ristori adeguati: serve fare ancora di più, rafforzare le tutele dei lavoratori" e le risorse del Next Generation Ue vanno utilizzate per "il capitale umano" e le "nuove tecnologie".

"Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura in tutte le sue forme perché imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese".

Dopo l’uscita dall’emergenza sanitaria, non tutto potrà tornare come prima. Importanti, in questo contesto, lo specifico riferimento nel discorso di Draghi al turismo che va supportato sia per superare il ‘disastro creato dalla pandemia’, sia per affrontare la sfida del cambiamento e della sostenibilità.

“Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce” ha ribadito l’ex governatore della Bce. “Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi".

Tra le attività che dovranno cambiare "Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14% del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare l’ambiente, preservare cioè almeno non sciupare città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni, attraverso molti secoli, hanno saputo preservare e ci hanno tramandato” ha dichiarato Draghi.

Aggiungendo: "Alcune imprese potrebbero non aprire dopo la pandemia ma una che certamente riaprirà è il turismo, investire nel turismo, sostenere il turismo non significa buttare via i soldi, quei soldi tornano indietro. Si tratta di una questione essenziale, l’uscita dalla pandemia è la migliore forma di sostegno ma bisogna impedire che queste imprese falliscano perché altrimenti si perde il capitale e soprattutto il capitale umano.”

“L’intervento del Presidente del Consiglio ci conforta e ci riconferma che il Turismo avrà un ruolo centrale nel tessuto economico del Paese. Per troppi anni è mancata una visione industriale del turismo con uno sviluppo programmato e strutturato di lungo periodo; è tempo che questo comparto sia finalmente inteso come un’asse portante sia del PIL sia dell’occupazione. Pur provando soddisfazione nel leggere questa rinnovata attenzione nei confronti del settore e condividendone la visione prospettica, ci preoccupano i tempi per il passaggio delle consegne e per la creazione del nuovo Ministero con le relative attribuzioni. Il comparto versa in condizioni gravissime e molti provvedimenti, peraltro già approvati e ancora in fase di chiusura, hanno subito un’ulteriore battuta d’arresto in concomitanza con la crisi di governo. Prima di qualsiasi programma di lungo periodo serve un intervento urgente per accelerare i tempi della macchina burocratica che non ha ancora portato a termine l’erogazione degli stanziamenti già previsti a beneficio delle imprese e va al più presto aperto un tavolo di confronto per discutere dei temi più urgenti e prioritari, come ad esempio la copertura delle perdite subite nel secondo semestre 2020”. Il commento del Presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, al discorso di Draghi.

Gli fa eco Fulvio Avataneo Presidente AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio: “Siamo molto soddisfatti dell’importanza che il presidente Draghi ha voluto attribuire al settore, riattivando un Ministero che mancava ormai da troppo tempo. E il fatto che lo abbia dotato di una propria autonomia finanziaria sottolinea, a nostro modo di vedere, l’essenzialità del comparto per l’economia del Paese. Ci auguriamo che il ministro Massimo Garavaglia affronti e risolva le numerose e importanti questioni che lo attendono con la consapevolezza di rappresentare un dicastero importante, di serie “A”, in grado, se opportunamente sostenuto e coadiuvato, di partecipare più che attivamente non solo alla ripresa ma anche al futuro del nostro Paese. Da parte della nostra Associazione troverà certamente tutta la collaborazione e il supporto necessari. Ci auguriamo di poterlo incontrare presto per definire l'agenda delle priorità. Buon lavoro Ministro!"

Il presidente di Assoturismo Vittorio Messina aggiunge: "Ora attendiamo che queste intenzioni annunciate dal premier incaricato si concretizzino nel programma del governo: un nodo fondamentale sarà lo spazio che verrà concesso al settore all'interno del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, che va rimodulato, come abbiamo chiesto più volte, in direzione di una maggiore attenzione alle micro, piccole e medie imprese".

"L'Italia è un grande Paese di cui dobbiamo essere orgogliosi e per il quale siamo pronti a ripartire con coraggio e fiducia, ma la ricostruzione del turismo deve essere in cima alla lista delle priorità" dice Marina Lalli di Federturismo Confindustria. Più velocità e accessibilità, meno burocrati e virologi è quello che chiede Luca Patanè, presidente di Confturismo, che ricorda: "Che l'Italia sia un paese bello, attrattivo, con un patrimonio immenso ci sta e fa parte del motore del turismo mondiale. Questo è un dovere che ci tramandiamo di generazione in generazione ma bisogna ricordarsi che molti popoli non vanno al Duomo e nei centri storici ma al centro commerciale. Quindi la nostra attrattività è anche nel commercio, nello shopping, nel cibo. Differenti popoli e differenti emozioni, dobbiamo mantenere e accrescere il nostro immenso patrimonio e renderlo fruibile a tutti ma promuovere e raccontare l'Italia in tutte le sue sfumature".

"Apprezzo le note sui progetti inerenti la digitalizzazione, i programmi di innovazione, ma in particolare apprezzo la presa di coscienza dello sforzo necessario da parte della generazione di Draghi di impegnarsi, come fecero i loro padri e nonni, per le nuove generazioni che meritano un futuro migliore" ha dichiarato Ivana Jelinic a capo della Fiavet.