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Sanremo 2021 senza pubblico, in platea solo figuranti ed eventi fuori Ariston annullati. Il mondo dello spettacolo insorge: “Se c’è il pubblico, riapriamo cinema e teatri”

Pubblico ridotto di figuranti contrattualizzati e tamponati, diversi per tutte e cinque le serate, sala stampa con massimo 70/80 giornalisti, interviste in remoto e incontri di persona previsti solo per la conferenza del mattino. Limitati al minimo tutti gli eventi extra che satellitano intorno il Festival con palco centrale inattivo in piazza Colombo e chiusura attività del Palafiori dove di solito viene allestita Casa Sanremo.

Sanremo 2021 “non sarà un evento pubblico”: se il nuovo Dpcm, in vigore fino al 5 marzo, non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri e nei cinema anche all’aperto”, all’Ariston “non c’è alcuna ipotesi di presenza di pubblico né pagante, né su inviti”. A sottolineare “una certezza, scontata anche per la Rai”, è il prefetto della città dei fiori, Alberto Intini, dopo l'incontro con gli organizzatori incentrato sul piano sicurezza per il prossimo festival, confermato dal 2 al 6 marzo.

L'unica soluzione possibile per una platea in sicurezza, potrebbe essere quella già adottata dai programmi televisivi che utilizzano un piccolo numero di figuranti tamponati e contrattualizzati. 

Potrebbe esserci solo una ‘deroga’ per la serata finale del 6 marzo, a Dpcm scaduto. “E’ ancora tutto in itinere e prima di compiere valutazioni bisognerà capire l’evolversi della situazione: l’unica cosa che mi sento di dire è che la norma è chiara e Sanremo non sarà un’eccezione”  sottolinea ancora Intini.

Ridotta anche la mondanità che solitamente popola le attività e gli eventi extra festival. Il Palafiori rimarrà chiuso a meno che non serva come sede alternativa di appoggio per disporre di maggiori spazi propedeutici al distanziamento. La sala stampa sarà chiusa durante le serate. Solo una conferenza al giorno, quella istituzionale del mattino, alla presenza di massimo 70/80 giornalisti che potranno accedere alla sala, per poi liberarla e consentirne così la sanificazione in vista della riapertura del giorno dopo o per incontri straordinari con gli artisti. 

Nessuna intervista in presenza. Da qui anche l'ipotesi di abolire passerelle, esibizioni extra sul palco centrale, dove gli scorsi anni si tenevano esibizioni esterne dei cantanti successive a quelle ufficiali in diretta tv e ogni occasione possa presupporre un'interazione fisica con i protagonisti di questa edizione.

In tanti, operatori dello spettacolo ma anche opinion leader vari, hanno espresso la propria perplessità di fronte a un'organizzazione che va avanti come se non fossimo al centro di una pandemia. Per loro sarebbe stato più opportuno posticipare il Festival nei mesi estivi o a settembre, Che cosa succederebbe se un cantante si dovesse ammalare? Chi ne risponde? La Rai è un servizio pubblico e non può avere autonomia di scelta su una manifestazione come il Festival, durante una pandemia che, a marzo, non sarà finita, anzi già si teme la terza ondata.

La polemica è insorta sul web anche da parte del mondo del teatro e del cinema relativamente alle ipotesi iniziali di un festival con il pubblico.

In internet tra i primi a lamentare questo fatto la regista Emma Dante: "Se si decide di fare Sanremo con il pubblico, si riaprono i teatri e i cinema. È pacifico".

Girando di bacheca in bacheca, la polemica continua con tanti altri nomi storici dello spettacolo nazionale come Renzo Arbore, che dice, come riportato da La Stampa: "Il Festival faccia di necessità virtù. Il pubblico vero non si può avere ma dei figuranti sì. Basteranno ad Amadeus e Fiorello che sono bravissimi e sapranno inventarsi qualcosa di adatto per giocare comunque. Non si può fare finta di niente: gli spettatori sanno benissimo che teatri e cinema sono ancora chiusi e che è un Festival nato in una pandemia".

Manuela Kustermann, attrice e direttrice del Vascello di Roma, ha scritto sui social: "Se il Festival di Sanremo apre al pubblico, mobilitiamoci, scendiamo in piazza. Ci sentiamo mortificati, dimenticati. Si parla di turismo, mai di cultura, mai di teatro. È vergognoso che da mesi il ministro Franceschini sia latitante, non dica nulla, non si esponga."