Interviste

Simmetrico ripensa la creatività al servizio di nuovi settori di mercato e dà vita a una società dedicata alla progettazione architettonica

Nel mezzo della tempesta Covid-19 che ha travolto la event industry, la sigla ha scelto di intraprendere un percorso per capire il senso di tutto, definire la propria identità e unicità, aprirsi a nuovi mercati, nuovi settori, nuove sfide, che vanno dal real estate a progetti per territori e format open source. Ne abbiamo parlato con Daniele Zambelli, fondatore, ceo e direttore creativo di Simmetrico.

Un topos tanto caro alla letteratura classica è il cosiddetto ‘viaggio dell’eroe’ che, dinnanzi a una crisi, intraprende un cammino di difficoltà e ostacoli da superare per raggiungere una nuova consapevolezza. Una metafora della vita che ben ricalca ciò che ha vissuto il settore degli eventi, che si è trovato, improvvisamente, devastato e paralizzato dalla pandemia causata dal Covid-19.

Nel mezzo della tempesta, Simmetrico ha scelto di intraprendere un percorso per capire il senso di tutto, definire la propria identità e unicità, aprirsi a nuovi mercati, nuovi settori, nuove sfide, che vanno dal real estate a progetti per territori e format open source.

Ne abbiamo parlato con Daniele Zambelli (in foto), fondatore, ceo e direttore creativo di Simmetrico.

Partiamo proprio dal viaggio dell’eroe. Com’è iniziato il vostro?

Quando è arrivato il ciclone Covid-19, noi, come credo molti altri colleghi, ci siamo trovati a dover mettere tutto in discussione. Dopo un primo mo- mento di disorientamento, abbiamo deciso di trasformare questa situazione per tirarne fuori qualcosa di buono e di meglio della paura. Il primo step è stato quello di fare un viaggio dentro noi stessi, di capire davvero chi siamo, cosa offriamo, cosa ci caratterizza e cosa ci rende unici. Il secondo, quello di comunicarlo all’esterno. La paura spesso limita gli orizzonti. Se stai fermo, se sei arroccato nel tuo senso di impotenza ad aspettare che tutto passi, è la fine. Ne abbiamo approfittato per rimettere in discussione la nostra proposition.

Come avete condotto questa auto-analisi?

Siamo partiti da alcune domande fondamentali: “Che cos’è per noi, la creatività, oggi? Cosa ci rende unici e interessanti e quali settori hanno biso- gno di noi?”. In un momento in cui il mercato si e tuffato sul digital, ci siamo voluti sottrarre alla fretta e alla frenesia per riflettere su cosa significhi oggi essere creativi in un mondo che cambia. Abbiamo scoperto che ci sono tante strade, anche nuove, da percorrere. Per questo, abbiamo creato Simmetrico Open, un tavolo di lavoro fatto da Simmetrico per... Simmetrico, verso l’interno e verso l’esterno con l’obiettivo di ‘aprirci’ nelle relazioni con addetti al settore e non, a nuovi territori creativi ancora inesplorati.

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E cosa avete scoperto? Qual è la vostra unicità? Cosa vi rende speciali?

Abbiamo ‘ri-trovato’ il nostro senso. Il senso, per noi, oggi, è sviluppare idee che facciano ‘sistema’, metterci a disposizione di settori anche non usuali, dove portare la nostra idea di creatività: un attitu- dine al problem solving che ha come obiettivo la moltiplicazione della ricchezza dei contesti su cui opera. Per ricchezza intendiamo più vitalità, piu empatia, più bellezza, più consapevolezza. Se questo è vero, abbiamo ricominciato da noi. Abbiamo capito la nostra unicità: negli anni siamo stati decisamente trasversali, le nostre proposte sono numerosissime, così come le aree d’azione. Scenografie, eventi corporate, musei, progetti e produzioni, padiglioni che realizziamo da zero... Dietro tutto questo c’è una creatività di base, una metodologia di lavoro che ci consente un approccio orizzontale, non solo verticale. Architettare su un piano orizzontale il masterplan del progetto ci rende unici.

Cosa s’intende per Masterplan?

Un masteplan nasce dall’ascolto del bisogno del ‘territorio’ che la creatività deve risolvere, discriminando i contenuti più strategici e giocando con essi ‘re-interprendandoli’ per renderli vitali all’interno di una narrazione originale. Prima di creare progetti siamo parner, consulenti, content provider. Architettare il contenuto è la nostra missione, poi segue la forma. Così abbiamo capito che potevamo portare questo nostro approccio anche in altri ambiti.

Quali, ad esempio?

In questi mesi abbiamo dialogato con vari settori di mercato, talvolta complementari. Lunghe conversazioni con architetti, esperti del retail e molti altri professionisti, ci siamo confrontati, ci siamo chiesti come poter collaborare in maniera costruttiva. Il Real Estate è venuto a bussare alla nostra porta. Stiamo lavorando su più fronti nella realizzazione di Masterplan narrativi per la valorizzazione del territorio, progetti ancora top secret. Posso dire, ad esempio, che uno riguarda un ex villaggio turistico nel Sud Italia, che verrà riqualificato - in termini architettonici e valoriali - sia per la comunità di riferimento, sia per accogliere le nuove istanze del turismo esperienziale. Questi progetti ci hanno dato la consapevolezza di poter mettere a sistema un asset strategico di Simmetrico: la capacità di inserire architetture emozionali nei nostri Masterplan narrativi. Da questa sfida, oggi è nata Simmetrico Architettura, una nuova società di progettazione specializzata che ci consentirà di ampliare la nostra possibilità di partecipazione a bandi di gara nazionali e internazionali.

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Qual è stato lo step successivo?

Abbiamo iniziato a comunicare all’esterno le nostre riflessioni, ci siamo ‘aperti’ al mondo in atteggiamento recettivo e le risposte non hanno tardato ad arrivare. Nell’ultimo periodo abbiamo iniziato a lavorare su numerosi progetti, musei, territori... Ci hanno invitati a un tavolo di lavoro progettuale per Expo 2020 Dubai, per cui, oltre al Padiglione Azerbaigian, che è ormai a uno stato avanzato di costruzione, siamo coinvolti nella realizzazione di altri cinque progetti. Gli ingranaggi si stanno muovendo, l’energia circola. Perché bisogna anche fare in modo che le persone si muovano verso un brand, verso un progetto. Non stare ad aspettare.

Lei è figlio di un panettiere, come Fabio Volo, che ricorda sempre che i panettieri sono grandi lavoratori. Non a caso, nel 2019 lei ha ricevuto il premio alla carriera al Bea Italia. Come ci si trova, oggi a rimettere tutto in discussione?

È vero, dalla mia famiglia ho imparato l’etica del lavoro ‘a regola d’arte’, come un tempo si diceva, ma soprattutto mi ha trasmesso il valore della resilienza, la capacità di perseguire gli obiettivi accettando le difficoltà come parte del gioco. Questo non esclude, a volte, lo smarrimento o l’errore. Per me il futuro del nostro settore sta nelle partnership e nelle aggregazioni, nel fare sistema per affrontare le nuove sfide del mercato. Se ci uniamo, se siamo solidali, siamo più forti. Vanno scandagliati nuovi mercati, esplorati nuovi territori, bisogna produrre ricchezza per la comunità. Simmetrico è anche questo: non siamo aperti solo tra di noi, ma verso l’esterno, ai clienti e anche ai colleghi, a business complementari, a partner, a tutti coloro che sentono di condividere i nostri valori e voler intraprendere questo viaggio. Perché, in fondo, nessuno si salva da solo.

Serena Roberti