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Debora Villa (NC Digital Awards Presenter): “Come si ‘parla’ a un evento? Vi insegno self - leadership e public speaking”

La conduttrice dell’edizione 2017 degli NC Digital Awards è un’artista poliedrica che affianca l’attività di attrice e presentatrice a quella di autrice e formatrice per le aziende. Debora Villa si racconta al microfono di e20express spiegando quanto sia importante il valore aggiunto di ognuno di noi in un mondo sempre più ‘bramoso’ di storytelling.

Il conto alla rovescia per gli NC Digital Awards 2017 è iniziato. Mercoledì 28 novembre, alle 17.30, lo Studio 90 degli East End Studios di Milano (via Mecenate 88/A) ospiterà il premio organizzato da ADC Group dedicato alla migliore comunicazione digitale e a tutti i mezzi in cui essa è declinata.

A fare gli onori di casa, quest’anno, sarà Debora Villa (foto in alto), affiancata dagli interventi di Salvatore Sagone, presidente di ADC Group.

Artista poliedrica, attrice, autrice, formatrice, Debora Villa lavora da vent'anni per la televisione, la radio, il cinema e il teatro, alternando i ruoli comici a quelli di conduttrice brillante.

Forte di un linguaggio ironico e volutamente provocatorio, Debora Villa è anche autrice di format di branded content per la tv, la radio e il live, in collaborazione con il suo team. Inoltre, dal 2010 si occupa dell’applicazione delle tecniche teatrali nella formazione aziendale e tiene corsi di comunicazione efficace e storytelling, self-leadership e be on stage: oltre il public speaking.

Una figura eclettica che ben si inserisce nel panorama degli eventi e della live communication, dove c’è sempre più richiesta di personaggi ‘di contenuto’ che portino ‘contenuti’.

Sta per aprirsi il sipario sugli NC Digital Awards 2017, che ti vedranno sul palco nelle vesti di conduttrice della serata. Non si tratta della tua ‘prima volta’ agli NC. Com’è andata l’esperienza precedente?

Sono felicissima di avere questo ruolo, non solo perché mi piace vestire i panni della conduttrice, ma anche perché la conduzione degli NC Digital Awards - in passato e soprattutto questa volta - mi ha portato ad approfondire diversi argomenti che generalmente riguardano solo gli addetti ai lavori, lavori diversi dal mio, che però ne sono complementari, quindi mi interessano e mi forzano a cambiare il punto di vista. La volta scorsa ero insieme a Marco Maccarini, storico conduttore degli NC Digital Awards che conosce vita, morte e miracoli del premio. Come direbbero a Pioltello: ero in una botte di ferro! Stavolta dovrò cavarmela da sola e ce la metterò tutta.

Come ti muovi nell’ambiente del marketing e della comunicazione? Come hai intenzione di condurre l’evento?

In generale mi trovo bene, quando un potenziale cliente - azienda o agenzia - ha bisogno di elaborare strategie di comunicazione legate a ‘testimonial’, chiedo sempre di partecipare alle riunioni di brainstorming. Mettermi nei panni dei clienti mi aiuta a sviluppare nuove idee creative, con le quali sono piacevolmente costretta a mettere alla prova le mie competenze e l’esperienza maturata negli anni. Vivo questa condizione come una sfida e uno stimolo.

In questo caso specifico, mi trovo benissimo perché ADC Group è un padrone di casa fantastico. Salvatore Sagone, patron dell'evento, è un gentleman che ascolta tutti e poi decide con criterio: un vero leader.

I protagonisti degli NC Digital Awards sono i concorrenti. Sono tantissimi e tantissime sono anche le categorie. Condurrò la serata con un ritmo veloce e con la professionalità necessaria affinché il mio contributo possa agevolare al massimo la riuscita dell’evento. So che se mi lasciassi andare troppo in virtuosismi comici rischierei di farla durare due giorni!

A proposito di ‘contributo all’evento’: oggi c’è sempre più bisogno di capacità ‘mirata’ di storytelling e di personaggi che portino ‘contenuto’. I brand hanno la necessità di raccontarsi. Tu, che sei attrice, conduttrice, autrice e anche formatrice, cosa ne pensi di questo trend ormai consolidato?

Penso che sia il presente e il futuro. È vero che i brand hanno cambiato il modo di comunicare, in pochissimi anni siamo passati dal product placement al branded content e allo storytelling. Alcuni brand si cimentano anche nella produzione vera e propria. Per questo, anche il ruolo di una figura come la mia deve evolversi per produrre i contenuti di cui parli. In questo scenario, quindi, diventa fondamentale la relazione che si instaura tra ‘il personaggio/testimonial’ e il brand, è una scelta reciproca, un po’ come nei rapporti di coppia… Con qualche differenza, sia chiaro! Se mi rispecchio nei valori del brand, se mi piace il progetto, se vedo delle opportunità di sviluppo creativo interessanti, se c’è fiducia reciproca… È fatta! Diversamente, si rischia di incorrere in situazioni spiacevoli, dal mio punto di vista rischio di disattendere le aspettative della community che mi segue e che mi apprezza, metto i gioco la mia credibilità, l’immagine che mi sono costruita nel tempo. 

Come una figura come la tua può mettersi a servizio degli eventi e della comunicazione dei brand?

Oltre che come attrice posso contribuire come conduttrice, formatrice e speaker in ambito motivazionale quando si parla di donne e di difesa dei propri diritti. Mi diverto molto a diversificare il mio approccio al lavoro. Cambiare a seconda di quello che serve mi offre la possibilità di realizzarmi professionalmente a 360 gradi.

Qual è il tuo ‘modus operandi’?

La spontaneità e saper scegliere a chi affidarmi quando mi rendo conto di non avere sufficienti competenze. Non sono una tecnica specializzata in tutti i mezzi di comunicazione, anzi, a livello digital sono un'allieva, ma amo imparare e sperimentare. Cerco di parlare sempre in modo chiaro, come vorrei che gli altri parlassero con me, anche per essere fedele alla mia cifra stilistica; evolvere e cambiare è doveroso, ma difendere la propria identità e il proprio stile è altrettanto importante.

Quale valore aggiunto pensi possa dare una figura come la tua nei vari ambiti? Oltre alla presentazione/conduzione, parliamo anche di scrittura dei testi e dell’attività di formatrice per aziende. Potresti raccontarci un po’ più nel dettaglio queste tue altre aree di ‘intervento’?

Da sempre mi occupo di scrittura, ed è una cosa che amo molto fare, ma in caso di progetti particolarmente complessi mi piace collaborare con bravi professionisti che conoscono il mio linguaggio, che abbiano il senso dei tempi comici e conoscano i segreti delle soglie di attenzione. Come formatrice, invece, metto in campo le competenze maturate durante i laboratori teatrali che ho sviluppato e condotto negli anni, sia per adulti sia per bambini.

In particolare, considerata la mia predilezione e vicinanza per tutti i temi legati alla sfera femminile, ho messo a punto un programma di affiancamento rivolto a tutte quelle donne che per lavoro hanno bisogno di affinare le tecniche di public speaking, per guadagnarsi la scena anche ‘fisicamente’ attraverso il linguaggio non verbale e l’uso consapevole del proprio corpo durante presentazioni aziendali, convention, interviste, eccetera, per assumere un approccio in grado di affermarne la leadership in contesti particolarmente resistenti alla parità di genere, senza dover per forza sviluppare aggressività.

Ti occupi anche di tecniche teatrali nella formazione aziendale nell’ottica di affrontare tematiche di marketing che sposino gli obiettivi di business. Ci spieghi meglio come funzionano i corsi?

I corsi si basano sulla persona. Insegno alle persone a trovare il proprio modo di sentirsi a proprio agio in una situazione in cui devono vestire i panni del relatore. Non esiste ‘un’ modo né ‘il’ modo, esistono le meravigliose e stupefacenti diversità individuali che devono essere valorizzate. Io do voce a queste. Il raggiungimento degli obiettivi di business dipende da molti fattori, innanzitutto dalla strategia, ma nello stesso modo anche dalla squadra, dalle persone.

Lavori da sola o hai un team ad hoc?

Ho un team strepitoso intorno a me: con lo Studio Bianchi Dorta che mi sta affiancando stiamo costruendo un percorso che mi piace molto.

Infine, visto che ti occupi anche di public speaking e agli NC Digital ti vedremo protagonista della comunicazione con il pubblico, vorremmo sapere da te cosa insegni ai tuoi clienti quando devono parlare in pubblico.  Ci anticipi qualche dritta da condividere con i lettori?

Non ho chicche da regalare perché il lavoro che faccio è tagliato su misura come un abito da sartoria. E siccome quest'anno mi sono inventata la ‘Keyword’ per i vincitori che diventerà un gigantesco photowall ecco la mia Keyword per questa edizione: be yourself!

Perché l'importante non è vincere: è realizzarsi!

Serena Roberti