Evento b2b

The pulse - feel the love for eye care, l'evento globale di Transitions Optical realizzato da admproductions che è stato seguito da 10mila partecipanti da 98 paesi

Un grande successo di pubblico trasmesso tre volte in due giorni e tradotto in 13 lingue diverse per consentire ai professionisti dell'ottica di tutto il mondo di unirsi e sentire l'amore per la cura degli occhi. Un’occasione per confrontarsi e condividere le tendenze del mercato dell’eyewear alla luce dei cambiamenti imposti dalla pandemia e i trend in fatto di abbinamenti lenti e montature.

“Incredibile è stata la resilienza della nostra industria ottica messa in atto nella seconda parte del 2020”, ha affermato Chrystel Barranger Presidente Transitions Optical & Essilor Europa dopo aver dato il benvenuto al pubblico intervenuto 

Transitions Optical, con questo evento globale organizzato dall'agenzia americana admproductions, è riuscita a catturare l’attenzione di oltre 10.000 professionisti del settore, provenienti da 98 paesi tra Nord America, Sud America, Europa, Africa, Asia e Australia, trasmesso tre volte in due giorni e tradotto in 13 lingue diverse per consentire ai professionisti dell'ottica di tutto il mondo di unirsi e sentire l'amore per la cura degli occhi.

La resilienza – ovvero la capacità di affrontare e superare periodo di difficoltà – è il punto di partenza per una riflessione a 360° sul settore. L’emergenza Covid-19 ha riscritto alcune delle dinamiche del mondo dell’ottica, introducendo una serie di cambiamenti. “Dalla nostra posizione privilegiata e globale abbiamo potuto osservare - e ora possiamo condividere – i cambiamenti nei comportamenti e anche le pratiche di successo cheabbiamo messo in atto, in modo che tutti possano beneficiarne in questo 2021”. Perché cambiamenti e difficoltà possono anche trasformarsi in opportunità.

Tre i focus principali: salute, stile e comportamenti d’acquisto.

La protezione degli occhi mai come ora, infatti è al centro delle esigenze e delle richieste dei portatori. Il lockdown,lo smart working, la didattica a distanza e il conseguente maggior uso di dispositivi digitali hanno aumentato i fastidi agli occhi, l’affaticamento e in alcuni casi le difficoltà di visione. “Questo ha amplificato l’attenzione delle persone verso il benessere visivo”, ha spiegato Elise Bioche, VP marketing globale di Transitions

In questo periodo di crisi l'industria ottica è tra le realtà che hanno resistito, questo è stato possibile anche grazie a nuovi comportamenti d’acquisto introdotti nei punti vendita, funzionali alle necessità di distanziamento, come ricevere su appuntamento. “La prenotazione degli appuntamenti è una nuova funzionalità che vediamo crescere nella vendita al dettaglio, rispondendo sia ai problemi di sicurezza che a quelli di comodità”, ha affermato Stéphane Amministratore Delegato e Senior Partner di BCG.

Il Covid-19 ha modificato i comportamenti di acquisto dei consumatori, sempre più attenti alla salute e al benessere e quindi disponibili a spendere di più per queste categorie. Si compra meno ma più di qualità, si tende a stare meno all’interno dei punti vendita e a privilegiare in alcuni casi gli acquisti online, ma allo stesso tempo le persone sonopronte a trascorrere più tempo di qualità in negozio quando ne vale la pena. È una straordinaria opportunità in unsettore come l’ottica in cui la consulenza professionale è un valore aggiunto. E se l'esperienza del negozio èessenziale, non bisogna tralasciare l’online e il digital che vanno visti come un’opportunità, un modo per catturate iltraffico online e veicolarlo verso il proprio negozio. Utili da promuovere anche prove virtuali (nel 2020 Transitions ha registrato un'esplosione delle sessioni a livello globale), piattaforme di prenotazione di appuntamenti, promemoria.

A conclusione l’interessante presentazione di Doug Stephens, futurista canadese, oratore, autore e consulente aziendale sul futuro della vendita al dettaglio e del consumismo, con una riflessione su come l’attuale situazione vada affrontata con uno sguardo rivolto al lungo periodo, “perché penso ci sia un'enorme tendenza in una crisi comequesta per i brand e per i dirigenti a diventare molto miopi, incollati semplicemente alle notizie di oggi”, afferma. E aggiunge, “la vita non è un riflesso del retail. Non modelliamo le nostre vite sul modo in cui facciamo acquisti. Lavendita al dettaglio è un riflesso della vita”. Quindi per capire come cambierà il retail, vale la pena capire come stacambiando la vita in questi mesi. “Smart working, home schooling, le città che cambiano volto, con esodi dal centroverso le periferie o luoghi ancora più lontani, per poter vivere e lavorare dove più si desidera”.

Stephens è fermamente convinto che l’emergenza COVID-19 abbia solo accelerato cose che sarebbero accadute comunque, “una piccola crepa nel tempo che sta trascinando la società e l'industria del retail, fuori dall'era industriale esaldamente dentro l'era digital”. Nel post-pandemia i negozi diventeranno un canale di comunicazione e i mediadiventeranno il negozio. “Che si tratti di TikTok o Instagram o Facebook o Twitter, il presupposto è che (...) al consumatore sia permesso di acquistare nel momento esatto in cui sviluppa l'interesse attorno al tuo prodotto”, afferma Stephens.  “Ora abbiamo i mezzi per costruire molto di più di quello che i negozi hanno l'abitudine di offrire. Possiamo dare la possibilità di provare cose, di sperimentare i nostri prodotti prima di acquistarli”.

Come adattare tutto questo al campo dell'ottica? Il negozio stesso sta diventando un canale mediatico: tutto ciò che riguarda il modo in cui appare, le persone che ci lavorano e le cose che dicono ai clienti hanno importanza intrinseca. “In altre parole, il tuo centro ottico è una pubblicità vivente ed è il canale multimediale più potente che hai, e questosignifica che dobbiamo iniziare a pensare a queste cose in modo diverso”,sottolinea Stephens.

Oggi se pensiamo a un negozio di ottica, abbiamo in mente un’immagine asettica, clinica, molto medica. Secondo Stephens questo non è l’approccio giusto e, sfruttando il case study di un unconventional shop, il Silver Lining Opticaldi New York, racconta quale possa essere l’alternativa. “Ci sono altri marchi là fuori che hanno sfidato coraggiosamente le convenzioni dei centri e dei negozi di ottica convenzionali. L'arredamento, gli infissi, la segnaletica, persino le loro confezioni suggeriscono che ci hanno pensato, che è stato pensato, che queste sono decisioni precise che stanno prendendo per creare un'immagine di brand, per ritagliarsi una posizione forte nel mercato. Quello che dovremmo fare nel mondo dell’ottica è dare ai consumatori nuove ragioni, nuovi motivi per essere conquistati, per essere interessati al tuo brand, ai tuoi prodotti e nuovi motivi per voler visitare i tuoi negozi. Quindi gli eventi che organizzi diventano contenuti amplificare sui tuoi canali online”. Un modo nuovo per pensare lo spazio di vendita che diventa esso stesso strumento di comunicazione.

Infatti conclude Stephens, “la mia convinzione è che se riusciamo a reinventare le nostre attività, ad affrontare tuttocon occhi nuovi, a creare nuove proposte di valore più forti e avvincenti, potremo creare davvero esperienzestraordinarie per i consumatori sia online sia nei nostri negozi. Così assisteremo alla nostra versione dei ruggenti anni'20, i ruggenti anni '20 del 2000”.