Celebrazione - ricorrenza

Accesa la fiamma olimpica di Tokyo 2020: la cerimonia è avvenuta a porte chiuse, ma le Olimpiadi si faranno

“La fiamma illumini la nostra strada”, il motto. Il rituale di accensione della torcia si è consumato in un'atmosfera decisamente surreale ad Olimpia, in uno scenario privo di spettatori, salvo 150 personalità scelte tra i massimi rappresentanti del mondo sportivo. La fiaccola, con tutte le restrizioni del caso, attraverserà la Grecia sino al prossimo 19 marzo, laddove da Atene, poi, partirà per il Giappone.

La speranza di sconfiggere il mostro Coronavirus è arrivata dalla Grecia, sotto le sembianze del sacro fuoco di Olimpia. La torcia, accesa dopo un significativo rituale, ha così ufficialmente iniziato il suo viaggio verso Tokyo, dove terminerà la sua corsa nello stadio olimpico il prossimo 24 luglio, al culmine della cerimonia d’apertura.

Cio fiducioso 

"Diciannove settimane prima della cerimonia di apertura dei Giochi ci sentiamo rafforzati nel nostro impegno dalle tante organizzazioni che, in giro per il mondo, stanno prendendo misure significative per contenere la diffusione del coronavirus", ha spiegato, in tono ottimistico, il presidente  del CIO Thomas Bach. L’antico rituale, metaforicamente un ‘ponte’ che collega i Giochi dell'antica Grecia alle moderne Olimpiadi, si è consumato in un'atmosfera decisamente surreale  ad Olimpia, in uno scenario privo di spettatori, salvo 150 personalità scelte tra i massimi rappresentanti del mondo sportivo giapponese ed internazionale, tra i quali, oltre al presidente del CIO, Thomas Bach, il Presidente del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020, Toshiaki Endo, e il numero uno del Presidente del Comitato Olimpico Greco, Spyros Capralos. L'ultima volta in cui tale evento si era tenuto senza che fosse presente il pubblico risale al 1984, quando a Olimpia presenziarono soltanto alcuni alti funzionari e giornalisti. “Questa comunità olimpica mostrerà al mondo intero che la nostra umanità condivisa è più forte di tutte le forze che vogliono dividerci ", ha aggiunto Bach.

Il rito 

La cerimonia, che oggi diventa per l’appunto di speranza, si è svolta nel più classico del rituale. Xanthi Georgiou interprete  del ruolo della sacerdotessa per la prima volta nell'antica Olimpia, ha acceso la fiamma, grazie ai raggi del sole, davanti il tempio di Hera. La cerimonia è proseguita con una danza tradizionale sulla collina mentre le note di un arpa, flauto e percussioni risuonavano per tutto l’antico sito. Al termine della quale l'alta sacerdotessa ha recitato la sua preghiera ad Apollo, lanciando la scena alla prima tedofora per Tokyo 2020, la medaglia d'oro nella pistola di Rio 2016 Anna Korakaki. A completare il rito anche una colomba bianca, simbolo di pace, lanciata in aria e la Korakaki, con in mano un ramoscello d’ulivo e la torcia olimpica, di corsa verso  il monumento dedicato al barone Pierre de Coubertin, il nobile francese che ha rianimato le Olimpiadi in tempi moderni, per poi passare la fiaccola  a  Mizuki Noguchi, la medaglia d'oro della maratona di Atene 2004. La torcia, con tutte le restrizioni del caso attraverserà la Grecia sino al prossimo 19 marzo, laddove da Atene, poi, partirà  per il Giappone.

La speranza 

"Hope Lights Our Way", la speranza illumini la vostra strada, questo il motto scelto per celebrare la corsa della fiaccola, un motto quanto più attuale in un periodo in cui il buio sembrerebbe impadronirsi della strada. La fiaccola e le Olimpiadi di Tokyo, dunque, potrebbero essere un messaggio a tenere accesa la fiamma della speranza. Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha detto che da Tokyo potrebbe ripartire la riscossa del mondo intero, con le prime Olimpiadi “virus free”.  Una volta accesa la fiamma allo Stadio Olimpico il 24 luglio, poco più di 11.000 atleti, in rappresentanza di 206 Comitati olimpici nazionali e la squadra olimpica per rifugiati del CIO, si sfideranno in quelli che saranno i primi Giochi olimpici equilibrati per genere nella storia.

Pasquale Golia