Evento culturale

Sharitaly 2017, l’evento sull’economia della collaborazione è in corso a Milano. Tra le novità i laboratori serali sull’home sharing e con le social street

La manifestazione è curata e organizzata dall’associazione Collaboriamo, che offre consulenza e servizi sulla sharing economy, e TraiLab, laboratorio di ricerca sulle azioni trasformative dell’Università Cattolica di Milano. La kermsse è in corso a Base Milano il 5 e 6 dicembre 2017.

È un momento di trasformazione, e di nuove opportunità, quello che oggi vede la sharing economy evolvere verso una fase di naturale assestamento del mercato. Una fase da cui emerge l’apertura a nuovi modelli di collaborazione con terze parti sia business sia non profit, nell’intento di generare ulteriori possibilità di crescita attraverso un’offerta diversificata, e di favorire la costruzione di filiere inedite, fra cui spicca in particolare l’importanza dei servizi assicurativi per la credibilità delle piattaforme. Cresce anche il crowdfunding trainato dall’equity e si amplia il dibattito sui diritti dei lavoratori delle piattaforme.

È questo il panorama che si evince dal quarto rapporto annuale “La Mappatura delle piattaforme collaborative” a cura di Marta Mainieri (Collaboriamo) e dal quinto “Report sulle piattaforme di crowdfunding”, realizzato da Ivana Pais (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Claudio Bedino (Ceo e founder di Starteed.com), presentati alla quinta edizione di Sharitaly 2017 – Platforms in action, evento sull’economia della collaborazione curato e organizzato dall’associazione Collaboriamo (che offre consulenza e servizi sulla sharing economy) e TraiLab (laboratorio di ricerca sulle azioni trasformative dell’Università Cattolica di Milano), in programma a Base Milano il 5 e 6 dicembre 2017.

Le due ricerche offrono un’analisi dettagliata e nuovi spunti di riflessione sul modello piattaforma, servizio tipico dell’economia collaborativa, che sempre di più si sta affermando come esempio di crescita non solo di nuovi servizi ma anche di nuove filiere, nuove organizzazioni, e nuovi modi di stare insieme. Un modello che nel nostro Paese fatica ancora a crescere a causa degli scarsi investimenti e del consolidamento del mercato delle grandi piattaforme internazionali, ma che si sta tuttavia evolvendo e affermando come proposta per innovare servizi e offerta tradizionale.

"Siamo in un momento di trasformazione. Le piattaforme di sharing economy si stanno aprendo, integrando la loro tradizionale offerta peer to peer con una rivolta anche al business e al terzo settore. Nascono nuove opportunità per i servizi collaborativi ma anche per grandi e piccole imprese, per cooperative e associazioni lasciando intravedere la creazione di nuove filiere" dichiara Marta Mainieri, fondatrice di Collaboriamo, società che offre consulenza e servizi sull'economia collaborativa e di piattaforma.

Segnali positivi anche per il settore del crowdfunding: "Il crowdfunding in Italia continua a crescere. Si sono ormai consolidate le principali piattaforme, con una specializzazione rispetto ai modelli di crowdfunding proposti e agli ambiti di intervento. Si rileva una crescita delle campagne proposte da grandi organizzazioni, profit e non profit, che integrano il crowdfunding nelle loro strategie di fundraising, ma soprattutto di marketing e di ricerca e sviluppo" commenta Ivana Pais, dell’Università Cattolica di Milano.

Sharitaly è un’iniziativa patrocinata dal Comune di Milano e sostenuta in qualità di Sponsor principale da Leroy Merlin - realtà che crede nell’economia collaborativa come importante asset del suo rinnovato DNA di azienda-piattaforma -, cui si aggiungono tra gli altri CNA Lombardia, Housers, Alleanza delle cooperative italianeReale Group. Sharitaly è ospitato per il terzo anno consecutivo negli spazi di BASE Milano, tra i partner della due giorni, la cui missione dedicata all’innovazione e alle nuove industrie creative è affine alle tematiche trattate.

Mappatura delle piattaforme collaborative

Dalla mappatura emerge la tendenza delle piattaforme ad aprirsi verso nuovi mercati. Nonostante l’offerta p2p rimanga l’attività principale, la ricerca evidenzia la presenza di una maggiore componente orientata al business. I dati raccolti dimostrano infatti che circa 1/3 delle piattaforme ha un’offerta orientata anche al business profit e non profit.

Se da un lato l’internazionalizzazione delle piattaforme fatica a crescere perché non è trainata da grandi investimenti, dall’altro aumenta la consapevolezza degli imprenditori che considerano sempre più strategico aprirsi all’estero per aumentare la propria customer-base. Ciononostante il 67% del mercato delle piattaforme è ancora prevalentemente locale o nazionale e il 35,6% ritiene importante essere presenti anche a livello internazionale ma considera prioritario consolidarsi prima sul mercato nazionale/locale.

Le transazioni monetarie rimangono il modello di business prevalente con una particolare attenzione al mercato dei servizi assicurativi che viene ritenuto importante per dare credibilità alle piattaforme e rilanciare gli scambi. Il 77,7% dei soggetti intervistati dichiara infatti che la presenza di un’assicurazione sulle transazioni fra pari sia fondamentale per aumentare la fiducia nella piattaforma.

Fra i settori di spicco della sharing economy si confermano in crescita i servizi alle persone (pari al 20% delle piattaforme analizzate), dove emergono ambiti nuovi come quello immobiliare; seguono fra gli altri i trasporti (pari al 14,4% ma in calo significativo), i servizi di scambio/affitto/vendita (14,4), servizi alle imprese ( 9,6%), turismo (12,8%), cultura (8,8%) ecc.

Tema di grande attualità è inoltre quello della regolamentazione dei nuovi rapporti di lavoro scaturiti dalle opportunità della gig economy, ma spesso ancora poco tutelati. Una risposta a queste tematiche arriva dal nuovo modello del platform cooperativism, caratterizzato da piattaforme cooperative fondate sul principio della mutualizzazione dei costi sociali e sulla condivisione collettiva dei rischi del lavoro autonomo.

Il modello piattaforma trasforma anche il territorio e il business. Leroy Merlin, main sponsor della quinta edizione di Sharitaly, con il punto vendita di Torino Giulio Cesare punta ad un modello di negozio-piattaforma, nel quale i collaboratori possano attivarsi con progetti sul territorio, volti a coinvolgere la comunità, offrendo servizi utili e con il supporto dei cittadini stessi. Si tratta di un nuovo modo di fare impresa che sia inclusivo e aperto verso l’esterno, che crea così un legame stretto con il territorio e la comunità, uno degli stakeholder più importanti per l’azienda.

Report sulle piattaforme di crowdfunding

Sul fronte delle piattaforme di crowdfunding, il report mostra un mercato in forte slancio, con un significativo tasso di crescita (+45% rispetto al 2016), superando la soglia complessiva di investimento di 41 milioni di euro. Il crowdfunding si conferma sempre di più uno strumento importante per finanziare progettualità in diversi ambiti.

Più nel dettaglio, il 2017 è stato in particolare l'anno dell'Equity Crowdfunding, che ha visto un incremento pari al 150%, con una raccolta rivolta a Startup e PMI che ha superato gli 11M di Euro, portando a 78 le imprese che hanno raccolto capitali attraverso questo strumento.

Sharitaly 2017 | Platforms in action

5-6 dicembre 2017

BASE Milano, Via Bergognone 34 - Milano

Programma completo disponibile sul sito www.sharitaly.com.

MG