Rivista e20

e20 n.105. AGENZIE. 24 ORE Eventi, diversificazione fluida

Nascere a ridosso di una pandemia può portare a un grande plus: avere già nel dna l’attitudine al cambiamento e alla flessibilità. 24 Ore Eventi fin da subito ha saputo stravolgere i propri modelli di business e adattarli rapidamente a contesti in continua evoluzione. Parola d’ordine, diversificazione: come emerge dalle case history, i progetti sviluppati sono straordinariamente eterogenei, frutto di un lavoro che predilige la qualità del contenuto e la profondità di analisi. Ne parliamo con Federico Silvestri, ad 24 Ore Eventi e 24 Ore Cultura, direttore generale 24 Ore System e direttore divisione Radio 24.

Cosa significa far crescere una struttura in un momento così complicato della storia?
Spesso le migliori opportunità nascono dalle peggiori criticità, in questo caso addirittura da una crisi. Non abbiamo vissuto la pandemia come un problema insuperabile, ma come una sfida al cambiamento.

Quali strategie e soluzioni avete messo in atto?
Abbiamo costruito la trasformazione puntando sui nostri punti di forza: il valore del brand e i contenuti del Gruppo 24 Ore, trasformandone la modalità di fruizione e di accesso. Nuovi format di prodotto tutti in digitale che abbiamo messo a punto individuando sul mercato partner tecnologici che ci hanno permesso di accelerare il processo di innovazione.

Come ideate, progettate e producete i vostri format?
Nascono da confronti interni con le diverse funzioni con cui ci relazioniamo quali redazioni, marketing, ma anche IT e rete di vendita, così come da spunti e stimoli che ci arrivano dal mercato rappresentato da clienti, fornitori e dai partner che ci vengono a proporre o a cui proponiamo l’ideazione di un progetto congiunto.

Uno dei vostri punti di forza è il team che può contare su un supporto editoriale di una realtà simbolo di qualità e informazione. Come avviene il flusso di lavoro?
Non c’è un flusso standard. 24 Ore Eventi a inizio anno mette a punto un calendario editoriale che condivide con la redazione e che sviluppa con il supporto dei giornalisti coinvolti. Al tempo stesso, il calendario viene integrato con iniziative e titoli suggeriti dalla redazione e dall’attualità.

Nel portfolio avete tanti progetti eterogenei. Diversificazione è una delle vostre peculiarità. Qual è il fil rouge?
Il fil rouge è la qualità del contenuto e la profondità di analisi che si riflette nelle agende dei lavori e nel livello sempre molto alto dei relatori che portiamo al tavolo. Contenuti e capacità di sintesi, ma anche efficacia e proposte concrete da cui ripartire sono gli asset che riflettono alcuni dei nostri punti di forza.

Parliamo di alcuni dei progetti realizzati. Partiamo dall’accordo con il Financial Times per la realizzazione di eventi di rilievo internazionale prodotti in Italia...
Con Financial Times, dopo la felice collaborazione dello scorso autunno per ‘Made in Italy: The Restart’, seguito da 30.000 partecipanti su tre giorni e con oltre 60 relatori di altissimo profilo industriale, istituzionale, politico ed economico, abbiamo siglato quest’anno un accordo triennale che vede l’evento del 2020 crescere e rilanciare per i prossimi anni, a partire da questo 2021. L’appuntamento dell’8 giugno è stato il teaser di quello più importante che anche quest’anno si terrà i primi di ottobre.

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Il ‘Luxury Summit’, invece, è l’evento per fare il punto sul mondo della moda a cui hanno partecipato grandi protagonisti come Diego Della Valle e Carlo Capasa. Qual è stato il vostro ruolo?
Come per tutti i nostri Summit, anche per il ‘Luxury Summit’, realizzato il 13 maggio scorso, è stata l’occasione per fare il punto sui macrotrend che caratterizzano il mercato nel 2021, per un settore che ha dovuto affrontare una crisi senza precedenti. Tutela e valorizzazione del Made in Italy, digitalizzazione e sostenibilità sono stati i temi chiave di questa edizione, punto di riferimento per gli addetti ai lavori da oltre 10 anni. Per fare questo, abbiamo messo a confronto i principali rappresentanti delle aziende del settore insieme al mondo associativo e istituzionale con l’obiettivo di dare voce a un dibattito su trend emergenti e scenari evolutivi che guideranno il futuro prossimo.

Qual è il vostro sentiment dopo il primo appuntamento?
È andato molto bene e ha visto la presenza di speaker istituzionali di primissimo piano, tra ministri, imprenditori e manager di grande rilievo. Tra le novità principali, vi è l’ingresso di Sky TG24. L’iniziativa ora viene moderata da giornalisti del Sole 24 Ore, del Financial Times e di Sky TG24 e gli appuntamenti vengono trasmessi in simulcast dagli studi Sky, in diretta televisiva su Sky TG24 e Sky Tg24 Primo Piano e in live streaming sulle nostre piattaforme, con traduzione simultanea italiano-inglese.

Quali i progetti futuri?
Siamo impegnati nel consolidamento della start-up che, ricordiamolo, è partita da poco più di un anno. Per il 2022 le sfide che ci attendono sono anzitutto il ritorno alla fisicità, sviluppando però dei prodotti che tengano conto dell’esperienza fatta in questo periodo dal punto di vista della fruizione digitale e quindi, del come coniugare al meglio queste due anime. Inoltre, osserveremo altri segmenti di mercato per ampliare il nostro posizionamento.

Ultima domanda: a quale prevedete sia il futuro degli eventi? Quali format prenderanno piede e quali trend?
L’approccio agli eventi nel post pandemia - il così detto ‘new normal’ - sarà diverso. Il mondo è cambiato e non si torna indietro. Crediamo che nel futuro si tornerà agli eventi in presenza, ma senza abbandonare la potenzialità di espansione della platea e di fruizione attraverso piattaforme di live streaming. Assisteremo all’affermazione di modelli ibridi che assorbiranno il meglio dai diversi format, fisico e digitale. Il successo dipenderà dalla capacità di sviluppare questi nuovi format, trovando soluzioni che li rendano efficaci e, allo stesso tempo, economicamente accessibili.


LE NUOVE FRONTIERE DELLA CULTURA
Il settore della cultura e dello spettacolo è stato uno dei più colpiti dalla pandemia. In questo scenario, 24 Ore Eventi ha deciso di organizzare la nuova edizione 2021 degli Stati Generali della Cultura, ‘Le nuove frontiere della cultura’, dove riavviare il dialogo sull’economia culturale tra il sistema pubblico e privato italiano. Un’occasione per individuare una strategia vincente di lungo periodo che contempli l’innovazione nel settore culturale, in particolare nelle performing arts e in tutto l’ecosistema editoriale, audiovisivo e musicale italiano. Inoltre, una grande opportunità per raccogliere le opinioni e le prospettive di futuro da parte dei principali protagonisti del settore della industry culturale in Italia.


INNOVATION DAYS, LA FABBRICA DEL FUTURO
Dare voce alle aziende del territorio e con loro parlare di eccellenza, innovazione e lavoro. Ecco i punti di forza degli ‘Innovation Days’, giunti alla terza edizione. La novità 2021 è stata la collaborazione con Confindustria che rafforza ulteriormente il legame con il mondo delle imprese. Il titolo dell’edizione 2021 è ‘La fabbrica del futuro’ e le dirette streaming sono trasmesse da Competence Center o da fabbriche del territorio. Ma con l’edizione 2022 si tornerà alla formula originale del roadshow, creando momenti d’incontro sul territorio tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.
 

di Serena Roberti
 

Rivista e20 n.105 Mag-Giu-Lug 2021
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