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Le reazioni alle voci sulla possibile acquisizione di WPP da parte di Accenture. Wieser: “Non è il momento, ma in futuro non la si può escludere”. Sorrell: “Meglio smembrarla e vendere i suoi pezzi più pregiati, come WPP Media”

Continuano a suscitare reazioni e commenti le voci pubblicate nei giorni scorsi da Campaign secondo le quali WPP e Accenture avrebbero discusso nei mesi scorsi di una possibile fusione. Da allora, tuttavia, ci sono stati cambiamenti significativi ai vertici di entrambe le aziende: David Droga ha lasciato la carica di CEO di Accenture Song per diventare Vice Presidente dell’intera Accenture, mentre WPP ha annunciato l’insediamento del nuovo CEO Cindy Rose già da settembre al posto di Mark Read.

La vendita di WPP è da molti anni oggetto di speculazione, e l’annuncio della fusione tra Omnicom e IPG ha ridato vigore alle voci in proposito fin dallo scorso anno. Secondo Brian Wieser, fondatore della società di analisi e consulenza Madison And Wall, uno degli analisti americani più ascoltati e più addentro al mondo dell’advertising (il nome della società deriva proprio dall’intersezione fra Madison Avenue e Wall Street) che ha lavorato in passato per WPP/GroupM e per IPG/Magna, per Accenture concludere un'operazione delle dimensioni di WPP non sarebbe in questo momento prioritario, ma non esclude che ciò possa accadere in futuro.

“C'è sempre stata un'alta probabilità di una crescente intersezione tra media, servizi di marketing e marketing IT – ha dichiarato Wieser –, come dimostrato dall'acquisizione di Sapient da parte di Publicis, dal primo investimento di WPP in Globant e dalle numerose transazioni su piccola scala e opportunità di crescita interna sviluppate dalle holding nel corso degli anni. Con la capacità di fare qualcosa di grande in questo settore, Accenture sembra sempre avere opportunità di perseguire acquisizioni su larga scala, ma la sua strategia fino a questo momento è stata quella di dare priorità alle acquisizioni di dimensioni inferiori e puntare all'espansione organica”.

E ha aggiunto: "Non scommetterei su nulla che ciò possa accadare nel breve periodo, viste le opportunità mancate in passato e le poco chiare opportunità per il settore dell’advertising nel breve termine. Per contro, Accenture continua ad assumere molte persone a livelli senior con una profonda esperienza nel mondo delle agenzie, e la maggior parte di loro presumibilmente avrebbe una visione chiara delle significative opportunità che potrebbero derivare da un'eventuale acquisizione e integrazione di un'azienda di grandi dimensioni come WPP in questo settore. Quindi, nonostante al momento non sembri esserci nulla di concreto in vista, non escluderei la possibilità, in futuro, di un'espansione inorganica e su larga scala dei servizi di Accenture nel settore delle agenzie".

Da parte sua, Sir Martin Sorrell, fondatore e presidente esecutivo di S4 Capital, nonché fondatore ed ex CEO di WPP, ha spesso e ripetutamente invocato la vendita della divisione media della holding, WPP Media, precedentemente nota come Group M. Dopo l'annuncio di Cindy Rose come nuovo CEO al posto di Mark Read, Sorrell ha nuovamente sollevato la questione se per WPP non fossee ‘più vantaggioso’ smembrare le sue divisioni e venderle.

“L'esperienza operativa di Cindy Rose presso Disney, Vodafone e Microsoft può essere stellare e lei essere una manager di grande talento – ha dichiarato Sir Martin –, ma la domanda è se WPP non sia ormai troppo avanti a causa dell'approccio degli ultimi sette anni (una critica diretta ed esplicita alla gestione di Mark Read, suo successore dal momento in cui fu costretto ad allontanarsi dai vertici della holding britannica: ndr) e se non sarebbe più vantaggioso smembrarla nelle sue componenti ancora esistenti o piuttosto ‘consolidarla’ altrove”.

Un ‘altrove’ che Sorrell non nomina esplicitamente ma che potrebbe benissimo essere Accenture.