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Dopo un anno "straordinario" MFE entra nella sua fase più ambiziosa e punta allo sviluppo globale. Berlusconi: "Siamo l’unica multinazionale italiana del settore media"
"L’anno scorso vi avevo parlato di un anno eccezionale. Quest’anno lo definirei straordinario". Con queste parole Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di MFE-MediaForEurope, ha aperto il tradizionale brindisi natalizio con la stampa. Un incontro dal tono celebrativo, nel quale l’AD ha rivendicato i risultati del 2025 come il culmine di "sette anni di lavoro, determinazione e coraggio" che hanno portato il Biscione "in una nuova dimensione", fino a diventare, come sottolinea, "l’unica multinazionale italiana del settore".
Berlusconi insiste sulla discontinuità rispetto al passato: "Oggi non siamo più quello che eravamo prima. Oggi siamo un’altra cosa. La "nuova dimensione" non è uno slogan, ma il risultato di un percorso industriale iniziato quasi dieci anni fa, fatto di investimenti, riorganizzazioni e una precisa direzione strategica fondata su tre linee guida: prodotto, sistema cross-mediale e crescita internazionale".
Il primo pilastro resta il prodotto, che continua a crescere nonostante la frammentazione del mercato e la concorrenza delle piattaforme OTT. Con il 37,5% di share sul totale individui, Mediaset è per il terzo anno consecutivo il primo editore italiano.
"Abbiamo superato la concorrenza del servizio pubblico", afferma Berlusconi, pur precisando che "la gara non è ciò che ci interessa, se non per il riflesso commerciale. Ora la distanza dalla Rai è significativa: dal 2019 il servizio pubblico è sceso dal 38% al 35,8%, mentre Mediaset è salita dal 33,6% al 37,5%".
L’anno registra inoltre un successo editoriale senza precedenti: La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti, che dal 14 luglio ha totalizzato 40 milioni di contatti, salendo da 3,8 a oltre 5,3 milioni di spettatori e superando nel target 15-64 anni il competitor Affari Tuoi (25,1% contro 17,6%). Italia 1 conferma la leadership sui giovani, mentre in autunno Rete 4 sorpassa La7.
Il secondo asse strategico riguarda la costruzione di un ecosistema integrato che unisce televisione, digitale, radio e DOOH. "Non ci credeva nessuno" ricorda Berlusconi. "Gli altri broadcaster si chiedevano cosa stessimo facendo".
La scelta, inizialmente controcorrente, ha oggi un impatto concreto: la piattaforma MFE raggiunge 96,5 milioni di italiani ogni settimana, superando ampiamente YouTube (38 milioni), Netflix (14,5 milioni) e Prime Video (13 milioni). "Siamo la piattaforma con più copertura. Incredibile, ma è così", commenta il manager.
Il digitale registra numeri record: 10,058 miliardi di video visti (+6,3%) e 984 milioni di ore di tempo speso (+12,5%), risultati che distanziano nettamente Rai e Sky. Anche RadioMediaset si conferma leader, con 1,4 milioni di ascoltatori nel quarto d’ora medio.
C'è poi il capitolo internazionale, definito da Berlusconi "la linea strategica più importante". Il gruppo opera oggi in sei Paesi (Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo) raddoppiando di fatto la popolazione raggiunta: da 110 a oltre 220 milioni di persone. La forza lavoro è passata da 5.244 a oltre 13.000 collaboratori.
Anche i risultati economici mostrano la “nuova dimensione” con i ricavi che da quasi 3 miliardi hanno superato i 7 miliardi di euro e un risultato operativo che da 356 è passato a 729 milioni di euro.
L’integrazione con ProSiebenSat.1 continua a generare sinergie: "Dai 261 milioni iniziali si saliremo a 315 milioni entro quattro anni. Sul fronte finanziario, la capitalizzazione di MFE (2,427 miliardi al 28 novembre 2025) supera quella di tutti i principali broadcaster europei, inclusa ProSiebenSat.1" precisa Berlusconi.
MFE sta definendo un nuovo piano per la Germania: «Molto complicato ma necessario», chiarisce Berlusconi, che ribadisce l’impegno etico: "Faremo di tutto per evitare licenziamenti".
Il gruppo accelera il passaggio da holding finanziaria a società operativa, con l’integrazione dei team e la nomina ufficiale di Simone Sole come nuovo CFO.
Tra le difficoltà del comparto un "economia europea sotto pressione e il mondo dei media sotto stress". A pesare è la "terribile concorrenza dei giganti del web, che operano drasticamente senza le stesse regole"
L’obiettivo del gruppo è quindi "resistere e sottrarsi a questi mostri, continuando a investire in un modello europeo forte, scalabile e integrato".
Nonostante la soddisfazione, l’AD non concede spazio all’autocompiacimento: "Possiamo smettere di guardarci intorno? Assolutamente no. MFE ha la solidità e il coraggio per creare un gruppo che resiste, che compete e che cresce a livello globale"
Maria Ferrucci

