Mercato

Mediaset stima una chiusura d'anno con oltre 200 mln di utile e adv che sfiora il +2%. Ascolti in crescita e raccolta a +9% a novembre

A dichiararlo Pier Silvio Berlusconi, l'Ad del Gruppo di Cologno Monzese (nella foto), in occasione dell'incontro con la stampa in cui ha fatto il punto sull'andamento del Biscione in termini di ascolti e di risultati di business.

In chiusura d'anno il management Mediaset si è riunito di fronte alla stampa per fare il punto sull'andamento del Biscione in termini di ascolti e di risultati di business, che grazie alla spirito resiliente del Gruppo porteranno a un risultato di bilancio in utile come lo scorso anno che si era attestato intorno ai 216 milioni di euro, con grande soddisfazione dell'Ad di MediaForEurope Pier Silvio Berlusconi che ha ricordato la difficile situazione da cui erano partiti quest'anno: "Da editore italiano noi stiamo per chiudere uno degli anni più complicati della storia, è stata tosta. La settimana scorsa abbiamo approvato il bilancio dei primi nove mesi: un ottimo bilancio, ma è stata dura. Noi poco dopo l'inizio dell'anno ci siamo trovati con un livello di costi in crescita, ricavi pubblicitari in un mercato in calo, la società di cui siamo soci Prosieben (la partecipata tedesca di cui MediaForEurope ha quasi il 30%) che ha azzerato completamente i dividendi, a pochi mesi dall'inizio dell'anno ci mancavano circa 90 milioni di euro. Ancora una volta Mediaset ha risposto alla grande raggiungendo 91 milioni di euro a impatto positivo sul bilancio."

Un risultato raggiunto grazie a una certosina strategia di efficientamento costi (30 milioni di risparmi sono arrivati dalle sinergie con la Spagna), ma anche grazie a una raccolta con segno +, in controtendenza con il mercato pubblicitario che aveva iniziato l'anno in calo tra l'1,5/2% in Italia e tra il 2,5/3% in Spagna.

A margine dell'incontro l'Ad della concessionaria Stefano Sala ha infatti confermato la previsione di chiusura d'anno con ricavi pubblicitari tra il +1,5% e il +2%, con il mese di novembre che dovrebbe terminare con un +9% (dopo il +8,3% di ottobre).

“La vita per gli editori italiani è veramente difficile" commenta Berlusconi Jr "Noi siamo svantaggiati rispetto ai grandi player internazionali, gli OTT. A partire dal sistema di tassazione con la minimum tax che è al 15% mentre le piattaforme del web pagano il 3%. Oggi noi non possiamo accedere al Tax Credit, tranne che per un 25% nel cinema rispetto al quale preferiamo comunque il 40% di cui beneficiano i produttori indipendenti. E questo è sbagliato"

Balzo in avanti anche per il titolo del Gruppo in Borsa che ha guadagnato il 18% circa dall’inizio dell’anno, "a differenza di quasi tutti gli attori significativi che vedono calare il valore della propria quotazione tra il -16% ed il -18%. Nonostante tutto rimaniamo ampiamente sottovalutati” chiosa Pier Silvio.

Venendo agli ascolti delle reti Mediaset, la stima di chiusira d'anno vedrebbe l'audience (comprensiva di second screen e device digitali) salire di un +1,6% sul 2022 nelle 24 ore sul target individui. Ma il risultato più brillante tra quelli positivi presentati, è stato il raggiungimento del 40,7% di share nelle 24ore sul target commerciale.

A tre mesi dall'avvio del nuovo palinsesto, Pier Silvio promuove Signorini, Merlino e Berlinguer commentando soddisfatto: "Abbiamo degli ottimi risultati in termini di ascolto, che non sono una novità dell'ultima stagione e dell'anno, ma partono da un lavoro in cui abbiamo veramente cambiato marcia tra il 2020 e il 2021. Trovo che il lavoro fatto sul Grande Fratello sia un bellissimo lavoro da un punto di vista editoriale. Non l'ho mai messo in discussione come format, ma la modalità in cui veniva fatto si. In queste ultime puntate ho visto un altro prodotto, rinnovato, pur rimanendo con le logiche tipiche del reality, e penso che la differenza sia stata la nostra insistenza nel mettere vip insieme a persone normali e scegliere perosne positive. Per Pomeriggio 5 è stato un compito arduo. Non sono un grande fan di quei farmat, perché si va dalla cronaca nera a parlare di costume in maniera troppo leggera. Secondo me in discussione è il senso dei contenuti, sul prodotto nello specifico siamo soddisfatti. Myrta Merlino si è trovata a dover cambiare molto con molta concorrenza. Infine di Carta Bianca, sono molto soddisfatto perché è un prodotto che ho sempre apprezzato, con un lungo corteggiamento professionale della signora Berlinguer"

A livello editoriale nelle ultime tre settimane sono partiti Ciao Darwin, Io Canto e Zelig, a rinforzare la fine della stagione e non l'inizio come è sempre stato fatto "così da recuperare il piccolo gap sulla Rai" ha commentato Marco Paolini, direttore generale palinsesto e distribuzione che all’inizio del 2024 andrà in pensione. Al suo posto Giovanni Modina. 

Tra le anticipazioni sul palinsesto, un probabile ritorno di Ilary Blasi alla guida de L'Isola dei Famosi che arriverà in primavera e nulla di diverso da quanto già fatto quest'anno in merito ad eventuali modifiche di programmazione nella settimana del Festival di Sanremo: "Saranno mantenute tutte le trasmissioni come da normale programmazione, compresi i due live del Grande Fratello. L'unica giornata che potrebbe farci sostituire il prime time di Canale 5 è il sabato, ma ne discuteremo con Maria De Filippi" ha chiarito Pier Silvio.

Mentre sul calcio i diritti rimangono troppo costosi rispetto al ritorno sull'investimento. Sia quelli della Serie A che quelli della Champions League e delle altre competizioni europee per club. Mediaset per 51 milioni annui ha ancora i diritti tv della nuova Coppa Italia e della SuperCoppa.

In chiusura della sessione Q&A con i giornalisti, non poteva mancare la richiesta di un'opinione su quanto si vocifere in merito al punto percentuale in più di affollamento chiesto per i tetti della Rai.

"Io trovo che sia esattamente il contrario di quello che andrebbe fatto. Io penso che uno dei più grandi miglioramenti per la Rai e per tutti nel sistema audiovisivo stia proprio nel fatto che la Rai torni a fare con maggiore orgoglio il servizio pubblico, che non significa fare televisione noiosa, ma vuol dire fare sempre prodotti di un certo livello. Io penso che la Rai abbia un ruolo importantissimo per il nostro Paese a livello economico, culturale, di difesa di tutto ciò che è prodotto editoriale, dell'informazione e possa fare bene senza competere con editori privati". 

Maria Ferrucci