
Mercato
Via libera al Decreto Dignità. Stop alla pubblicità dei giochi d'azzardo. L'impatto su Mediaset e Serie A
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al 'Decreto Dignità' che prevede uno stop alla pubblicità dei giochi d'azzardo, come da iniziativa del vice premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (nella foto).
Come già pubblicato da ADVexpress, il Decreto non riguarderà i contratti in essere validi fino al ’30 giugno 2019′. Nel testo è previsto il divieto di “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”.
Dal 1° gennaio 2019 il divieto verrà applicato “anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale”.
Restano escluse dal divieto le lotterie a estrazione differita, come la Lotteria Italia.
Una 'manovra' che interesserà direttamente il mondo dei media e il mercato della pubblicità, che si vedrà impoverito non poco in termini di raccolta pubblicitaria. Sempre secondo Agimeg, si parla di un potenziale impatto in termini di minore pubblicità e sponsorizzazioni dai giochi nel 2019 pari a circa 200 milioni, corrispondenti al 3,2% del mercato, di cui 70 milioni sulla TV. Circa 130 milioni di euro si dividerebbero fra sponsorizzazioni, soprattutto di squadre di calcio, Internet, TV locali e Radio. Impatto diretto anche sui conti dello Stato, che, stando alle stime, vedrebbe sfumare circa 700 milioni di entrate in tre anni (dati Agimeg).
Veniamo invece agli effetti del decreto su Rai e Mediaset.
Sulla tv pubblica, in realtà, le conseguenze non saranno significative perchè dopo la convenzione Stato-Rai per l'affidamento del servizio pubblico, è già vietata, da aprile 2017, ogni pubblicità sulle scommesse.
E' inoltre già effettivo da tempo sui canali generalisti un divieto di trasmissione di messaggi di questo genere dalle 7 alle 22 di ogni giorno nelle trasmissioni televisive (sui canali da 1 a 9 del telecomando). L'orario limitato non si applica tuttavia ai programmi di Mediaset Premium e Sky, i canali tematici a pagamento, le tv locali, le radio nazionali e locali.
Il nuovo decreto dovrebbe penalizzare maggiormente le reti Mediaset che, come riporta il Sole 24 Ore, secondo gli analisti di Fidentiis, gestisce il 50% del budget annuale del gioco d'azzardo sui media tradizionali, all'incirca attorno ai 70 milioni (dato totale 2016). Il gruppo di Cologno dovrebbe lasciare dunque sul terreno il 6% del margine ebit consolidato.
Effetti negativi arriverebbero in generale a tutto il mercato dei media considerando che, secondo l'ultimo studio dell'agenzia Agimeg su dati Nielsen, citato oggi dal Sole 24 Ore, tra gennaio e settembre 2017 la raccolta derivante dalla pubblicità sui giochi d'azzardo è stata di 45,9 milioni di euro, in crescita del +1,8% rispetto ai 45,1 milioni dello stesso periodo del 2016. L'85,7% degli investimenti è andato in Televisione, che ha raccolto 39,4 milioni di euro (+3,8%). La Radio, con oltre 2 milioni di euro di investimenti è cresciuta del +900%). In calo invece la pubblicità su quotidiani (1,5 milioni contro 2,9 milioni) e periodici (358mila euro contro 511mila euro).
Infine, anche la Serie A guarda con preoccupazione al nuovo decreto perchè ben 11 squadre su 20 hanno un partner commerciale legato al mondo delle scommesse e a livello annuale 120 milioni all'anno vengono utilizzati per fare pubblicità attraverso lo sport.

