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Industry

Coronavirus. Quale l'impatto sulla event industry italiana/2. I commenti di Manfredini (Mediagroup98), Ferrara (Just People), Magaraci (InventaTRO), Rosso (Rossoevolution)

Nella seconda puntata del nuovo giro di microfono, i protagonisti della live communication italiana hanno espresso preoccupazione per le perdite che sta registrando il comparto. Ridimensionare i toni allarmistici e attivare sostegni alle imprese è ciò che chiedono alle istituzioni: Manfredini (Mediagroup98), Ferrara (Just People), Magaraci (InventaTRO), Rosso (Rossoevolution)

Dopo avere indagato il sentiment dei big player del settore della live communication italiana durante una prima fase in cui il Coronavirus non riguardava da vicino il nostro Paese, l'inchiesta avviata da e20express continua con focus sull'impatto che le restrittive ordinanze emesse dalle istituzioni, per contenere il contagio in Italia, hanno sulla event industry nazionale (leggi news).

Nelle puntate precedenti della nostra inchiesta, da quando è scoppiato il caso Coronavirus ad oggi, le preoccupazioni degli operatori locali erano contenute e limitate al primo semestre dell'anno (leggi news 1) (leggi news 2) (leggi news3) (leggi news 4) (leggi news 5).

Da qualche giorno invece la situazione è cambiata. Franco Gattinoni, presidente dell'omonimo gruppo, tra i primi ad alzare la voce sul disastro economico innescato (leggi news), così come hanno fatto Federcongressi&eventi (leggi news), ANBC - il settore Banqueting & Catering (leggi news), l’associazione parchi permanenti italiani (leggi news), Federalberghi (leggi news), solo per citarne alcuni.

Il grido di aiuto che si è sollevato da più parti per la crisi che l'eccessivo allarmismo creato da governo e media sta provocando a molti settori, non solo quello degli eventi, sembra sia servito a qualcosa: già da ieri, mercoledì 26 febbraio, sono stati usati toni più pacati, e da Milano hanno iniziato a fare un passo indietro ridimensionando un'ordinanza eccessivamente restrittiva.

Un segnale positivo arriva anche dalla conferma delle date della 54ª edizione di Vinitaly, che si terrà regolarmente da domenica 19 a mercoledì 22 aprile (leggi news).

In Italia l'event industry è un settore da 900 mln di euro all'anno e 50 mila addetti ai lavori (leggi news), e l'impatto coronavirus sta avendo conseguenze negative sull'intera filiera della live communication (leggi news).

Intanto il Club degli Eventi e della Live Communication, composto da oltre 40 tra le maggiori realtà del settore, si riunirà mercoledì 4 marzo per attivare un piano di azione con l'obiettivo di salvaguardare il comparto delle imprese e dei lavoratori che vi operano.

Nella seconda puntata del nuovo giro di microfono, i protagonisti della live communication italiana hanno espresso preoccupazione per le perdite che sta registrando il comparto. Ridimensionare i toni allarmistici e attivare sostegni alle imprese è ciò che chiedono alle istituzioni anche: Maria Cristina Manfredini, Presidente Mediagroup98, Antonio Ferrara, Ceo Just People, Antonio MagaraciManaging Director InventaTRO, Daniele Rosso, Presidente Rossoevolution.

 

Maria Cristina Manfredini, Presidente e direttore creativo Mediagroup98

Cristina Manfredini

"La situazione è piuttosto difficile. Mediagroup98 opera peraltro anche nel settore della gestione dei beni culturali e dei Musei pubblici e privati quali ad esempio i Musei Ferrari che sono attualmente chiusi con tutto l’indotto relativo alle attività di eventi, edutainment, factory tour ecc. La chiusura delle scuole comporta a valle, il blocco di tutti gli eventi quali fiere dell’orientamento ed educational. Sul mercato domestico stiamo assistendo a cancellazioni solo in piccola parte riprogrammate, anche perchè soprattutto nel segmento corporate (pensiamo ai motivazionali per le reti di vendita) ci sono eventi che o si fanno in questo periodo o si passa all’anno prossimo. Il problema è che per come è fatto il mercato degli eventi perdere queste settimane significa perdere la parte restante del primo semestre perchè salta la programmazione: se un ristorante sta chiuso due settimane poi riapre e bene o male si riprende, per gli operatori degli eventi non è così, anche perchè c’è un eccessivo effetto paura per cui assistiamo in questi giorni a cancellazioni di eventi anche nelle zone che non sono colpite da restrizioni e su mesi ancora lontani. Stiamo pensando a soluzioni diverse sia in termini organizzativi che strategici puntando su eventi online su piattaforme dedicate: certo non è la stessa cosa che unire le persone in un luogo e in un momento, ma potrebbe anche essere un’occasione per diversificare, e il luogo può anche essere virtuale. Nel frattempo è necessario far sentire la nostra voce verso il Governo e le Regioni perchè attivino ogni forma di sostegno alle imprese e ai lavoratori colpiti sul piano economico da questa emergenza sanitaria, e su questo il Club degli Eventi può aiutare. E’ una situazione difficile ed è evidente che solo chi è grande e strutturato potrà resistere, per quello che ci riguarda già da un mese abbiamo previsto scenari come questo e sappiamo di potercela fare, ma sarà durissima. Credo però che alla fine di quello che sarà un periodo nero per l’Italia  ci risolleveremo e mi aspetto un rimbalzo del mercato degli eventi, perchè ho la convinzione che dopo tutto questo “distanziamento sociale” ci sarà la voglia di reincontarsi e gli eventi anche a questo servono". 

 

Antonio Ferrara, Presidente Just People

ferrara

"In questi primi giorni surreali stiamo cercando di capire l’entità del danno economico che sta portando e porterà questo fenomeno mai vissuto in precedenza. Just People già lavorava con diverse modalità in smart working (per esempio le mamme lavoratrici hanno sempre avuto un occhio di riguardo da parte della proprietà sulla possibilità di lavorare da casa), ma da lunedì 24 febbraio stiamo lavorando tutti in questa modalità. Presidiamo l’ufficio e i magazzini con il minimo impiego umano e con le dovute precauzioni perché siamo ancora on field su diversi progetti. In queste ultime ore purtroppo sono già molte le rinunce da parte dei nostri clienti a svolgere attività già programmate e tante anche le disposizioni di rinvio. La speranza e la preghiera è che rientri tutto il prima possibile per non far perdere a noi dell’event industry e all’economia italiana in generale opportunità che difficilmente possono essere rimpiazzate nel breve".

 

Antonio MagaraciManaging Director InventaTRO

inventa

"La situazione è cambiata repentinamente e inaspettatamente. >Bisogna, quindi, prendere atto che tutto il comparto degli eventi in Italia, e non solo, sta perdendo business inesorabilmente per via delle restrizioni imposte. In molti abbiano sottovalutato l’impatto economico sul territorio nazionale - una diffusione tale in Italia non era prevedibile -: è devastante per il mondo degli eventi, intrattenimento e turismo in generale. Ogni Paese sta agendo secondo la propria situazione e l’Italia opera in stato di emergenza. Bisogna però guardare alle effettive difficoltà per questo settore: è auspicabile che siano stanziati degli aiuti concreti - sgravi fiscali o facilitazioni per l’accesso al credito per esempio -, soprattutto per sostenere le piccole e medie realtà che operano esclusivamente in questo ambito".

Daniele Rosso, Presidente Rossoevolution

rosso

Vorrei solo fare un appello al governo e ai Media di non pensare solo ai propri interessi ma anche alle conseguenze delle loro azioni e dichiarazioni. È stato seminato un panico generale eccessivo sia in Italia che nel resto del Mondo dove siamo diventati degli appestati. La situazione può essere recuperata o precipitare, a seconda di come si comporteranno e cosa dichiareranno nei prossimi giorni. Va bene lavorare per contenere il virus e i contagi, questo è il loro lavoro esattamente come far si che il paese non si fermi e che le conseguenze economiche non siano 100 volte più gravi del Virus. Attualmente la maggior parte dei clienti ha spostato di un paio di mesi ma è fondamentale che poi non si trasformino in cancellazioni. Siamo “industry” abituate a lottare ma non se ci tolgono tutte le “munizioni”

Maria Ferrucci