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Fiera Milano e Firenze Fiera, siglato un accordo di riservatezza per una possibile partnership commerciale strategica. Luca Palermo: "Dobbiamo aggiornare il modo di fare fiera in Italia"

La notizia è stata resa nota dal consiglio d'amministrazione della società milanese. L'Ad di Fiera Milano ha puntualizzato in un'intervista rilasciata al Foglio che "dobbiamo pensare a un sistema Fiera Italia: dobbiamo creare compagini nazionali ad esempio nell’agroalimentare”. Come testimonia l’accordo con la Fiera di Parma per la fusione tra la milanese TuttoFood e la parmense Cibus che porterà alla nascita di una piattaforma fieristica europea nel comparto agro-alimentare

Fiera Milano ha firmato un accordo di riservatezza con Firenze Fiera per una possibile collaborazione commerciale strategica. La notizia è stata resa nota dal consiglio d'amministrazione di Fiera Milano Spa, società che opera nel settore fieristico e congressuale. Il Consiglio d'amministrazione ha anche nominato il nuovo Consigliere Indipendente non esecutivo, il professor Ferruccio Testa, Rettore del Politecnico di Milano.

Nell'accordo siglato si legge che: "è funzionale ad avviare consultazioni preliminari volte a definire gli obiettivi e il perimetro relativi ad una potenziale partnership strategica tra Fiera Milano e Firenze Fiera avente ad oggetto la definizione ed implementazione di iniziative di sviluppo congiunto in ambito fieristico e congressuale. Ulteriori sviluppi verranno comunicati al mercato nei modi e nei termini previsti dalle applicabili disposizioni di legge".

Come dichiara al Foglio Luca Palermo (in foto), ad e direttore generale di Fiera Milano: “Dopo 18 mesi di Covid stiamo riprendendo, come ha dimostrato il Salone del Mobile, grazie anche alla ferma volontà della imprese di tornare in trincea: in epoca pre Covid ospitavamo oltre 50 manifestazioni l’anno, da febbraio a oggi ne abbiamo già fatte 26 e, nonostante Omicron, non abbiamo cancellato nessuna manifestazione. Stiamo andando meglio delle nostre previsioni che fissavano nel 2025 un ritorno allo stato prepandemia”.

Fiera Milano spa, dopo due anni di pandemia, ha visto il fatturato passare da 280 a 168 milioni. Pesanti ripercussioni anche in termini di affluenza hanno visto manifestazioni come l’Artigiano in Fiera che nel 2019 aveva accolto oltre 1 milione di persone, totalizzare nel 2021 600 mila presenze. Lo stesso Salone del Mobile ha segnato 260 mila presenze contro le quasi 390 mila di tre anni fa. 

Per tornare ad essere davvero competitivo, come il leader tedesco, il sistema fieristico italiano necessita di una totale rivisitazione. Palermo in tal senso spiega al Foglio che “le imprese sono diventate più selettive, si presentano solo nelle fiere leader di settore, dobbiamo riuscire a rispondere a questa nuova esigenza, creando partnership: non è facile, veniamo da una tradizione di campanilismo che ci impediva perfino di dialogare, ora non è più così”.

I primi passi di questa rivoluzione sono già stati fatti ad esempio con l’accordo tra Fiera Milano e la Fiera di Parma per la fusione tra la milanese TuttoFood e la parmense Cibus che porterà alla nascita di una piattaforma fieristica europea nel comparto agro-alimentare. A questo si aggiungano le trattative con Firenze Fiera.

“Le fiere sono un motore dello sviluppo economico, un moltiplicatore di business ma anche di turismo d’affari alto-spendente, di servizi specializzati e di posti di lavoro per cui non possiamo limitarci alla fusione o alleanza di due fiere ma dobbiamo pensare a un sistema Fiera Italia: dobbiamo creare compagini nazionali ad esempio nell’agroalimentare. Dobbiamo cogliere l’opportunità subito, il biennio 2022-23 sarà decisivo: se non lo sfrutteremo saremo condannati”.