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Più pubblico e senza tampone. L'ipotesi di Franceschini per riaprire cinema e teatri

Il ministro della Cultura ha incontrato il Comitato Tecnico Scientifico presentando alcune proposte per consentire che la riapertura di teatri, cinema e sale da concerto, già prevista nelle Zone gialle, possa avvenire con una maggiore presenza di pubblico: 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto, con mascherina Ffp2, ma senza obbligo di tampone

Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, è stato ascoltato dal Comitato Tecnico Scientifico per discutere del riavvio delle attività legate al mondo dello spettacolo. Nel corso del suo intervento, Franceschini ha presentato alcune proposte per consentire che la riapertura di teatri, cinema e sale da concerto, già prevista nelle Zone gialle, possa avvenire con una maggiore presenza di pubblico.

Attualmente i protocolli validati dal Cts prevedono il 25% di capienza massima nelle sale e un tetto di 200 spettatori al chiuso e 400 all’aperto.

Franceschini con la sua proposta vorrebbe portare a 500 gli spettatori al chiuso e 1000 all’aperto e arrivare al 50% della capienza massima delle location. Il ministro sarebbe favorevole all’obbligo di mascherina Ffp2, ma senza dovere fare fare il tampone agli spettatori. 

Il ministro ha proposto inoltre di consentire alle Regioni di sperimentare in determinati luoghi all’aperto eventi con numero maggiore di spettatori, introducendo misure aggiuntive di sicurezza, come già avvenuto in altri paesi europei.

Il Comitato Tecnico Scientifico ha ascoltato le proposte e chiesto al ministro di ricevere nella giornata di mercoledì 14 aprile un documento di sintesi sul quale si esprimerà in tempi rapidi per consentire al Governo di deliberare quanto prima.

Nel suo intervento, Franceschini ha inoltre ribadito quanto per lo spettacolo la situazione non sia più sostenibile e quanto questo settore, al pari di quello della scuola, debba essere considerato essenziale per la vita dei cittadini.

Il 30 aprile il decreto con le misure di contenimento del virus attualmente in vigore scade, quindi verosimilmente verso il 20 aprile il governo dovrà iniziare a discutere le nuove regole.