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Green Pass per congressi, fiere ed eventi: non è obbligatorio, ne “facilita la partecipazione” ma potrebbe complicare il lavoro degli organizzatori

Sull'opportunità di un utilizzo del certificato, che attesta l'avvenuta vaccinazione o la negatività al Covid, in occasione di eventi aggregativi per i quali non è stato regolamentato dal governo l'obbligo, si interrogano i player della event industry. Interessanti spunti di riflessione sulla questione arrivano da Paolo Zona, past president di Federcongressi&eventi, nell'intervista rilasciata a Meeting e Congressi.

Il Green Pass, documento che attesta l'avvenuta vaccinazione o la negatività al Covid, valido dal 1° luglio in tutta Europa verrà richiesto per spostarsi tra le regioni in fascia arancione e rossa, per visitare gli anziani nelle case di riposo, per partecipare a feste e banchetti di nozze. 

Non è invece stato regolamentato nessun obbligo al suo utilizzo per fiere, congressi ed eventi, come stabilito dal decreto Riaperture e dalla conferenza Stato-Regioni e Province Autonome.

Nella nota con cui il ministero della Salute ha annunciato la disponibilità online dei green pass, le fiere, i convegni e i congressi sono inseriti tra gli eventi per cui il certificato “facilita la partecipazione”. Non è ancora chiaro quindi se sarà reso obbligatorio

Stessa cosa per i gestori e organizzatori di spettacoli e concerti che potranno richiedere, come stabilito dal dpcm Green pass, di mostrare il certificato. Al momento però la questione non è ancora stata regolamentata, quindi allo stato attuale non è dato sapere se o in quali occasioni il green pass sarà obbligatorio per accedere a questi eventi. È possibile che verrà reso obbligatorio per gli eventi con capienza maggiore di quella attualmente consentita (fino a un massimo di mille spettatori in impianti all’aperto e fino a 500 al chiuso).

Le regole invece per entrare in cinema e teatri prevedono già misure di sicurezza come il distanziamento tra le sedute delle platee e l’obbligo di mascherina. Non sarà quindi richiesto il green pass per assistere agli spettacoli.

Tanti gli interrogativi che si pongono a riguardo anche gli organizzattori di eventi tra cui ad esempio la convenienza ad adottarlo come misura anti-Covid, se dovesse garantire in quel caso l'abbattimento ad esempio del distanziamento fisico.

Ne ha parlato Paolo Zona, past president di Federcongressi&eventi, nell'intervista rilasciata a Meeting e Congressi spiegando anche la posizione dell'associazione a proposito della 'certificazione verde'.

Esiste solo una circolare del minostro della salutre di Speranza che fa una eccezione per le fiere ma solo per il personale operante all'interno della fiera, compresi i dipendenti della fiera stessa.

Federcongressi&eventi ritiene che l'eventuale adozione del green pass per gli eventi aggregativi non modificherebbe comunque l'adozione delle misure anti-contagio che l'organizzatore è tenuto ad ottemperare nel rispetto delle linee guida dettate dalla conferenza Stato-Regioni e Province Autonome.

Il green pass inoltre attesta lo stato sanitario del soggetto che lo esibisce esponendo così l'organizzatore ad una gestione di quel dato diversa da quella a cui siamo abituati per il dato anagrafico semplice. E questo comporterebbe un aggravio di responsabilità e lavoro.

Infine sottolinea Zona, "l'adozione del green pass non ci dà garanzie di mancata trasmissione del virus. Il soggetto vaccinato ad esempio non è immune al contagio, è immune alla malattia grave ma non esclude la sua positività in quel momento con la possibilità che contagi altri soggetti presenti all'evento e non vaccinati".