Rivista e20

e20 n.104. AGENZIE. Genius Progetti, investire nel talento

Del talento non si parla mai quanto si dovrebbe. Eppure - ancor più in questo periodo storico - sono le intuizioni, le idee, le soluzioni innovative, la capacità di pensare ‘out of the box’ a fare la differenza. Lo potremmo chiamare anche ‘genio’ termine che, letteralmente, significa proprio “disposizione naturale spiccata, attitudine, talento”. Da sempre Genius Progetti fa tesoro dei suoi talenti per progettare e costruire eventi efficaci e memorabili per i clienti. Proprio per questo, il team è il cuore di tutto.

‘OPEN MINDED’ NEL DNA
In Genius non esiste una divisione netta dei ruoli. “Certo, ognuno di noi ha un ruolo-base, ma tutti sono liberi di fare proposte per portare valore aggiunto ai progetti - spiega Federica Morini, senior account executive Genius Progetti -. Crediamo in un approccio ‘internazionale’ al lavoro, che segue le inclinazioni del team per metterne in luce tutte le potenzialità”. Ognuna delle risorse è perfettamente in grado di svolgere tutte le mission. “Siamo sempre coinvolti tutti quanti nella progettazione e nella pianificazione delle attività, fissiamo aggiornamenti costanti e ci teniamo informati su tutto ciò che succede nelle varie commesse. Questo ci permette di specializzarci in molteplici rami e di essere interscambiabili: una gran forza grazie alla quale possiamo risolvere in tempo reale richieste, urgenze e problematiche di qualsiasi tipo e livello”.

LA FORZA DEL MULTIPOTENZIALE
Abbiamo chiesto a Genius di parlarci del team per illustrare un esempio concreto di come la ‘multipotenzialità’ possa portare valore ai progetti. Tra i tanti componenti della squadra, Genius ne ha scelto uno in rappresentanza di tutti - il gruppo è giovane e numeroso - perché ben incarna la filosofia della società. Carlo Raiteri ha 28 anni ed è entrato in Genius come account. Ben presto, però, ci si è accorti che era una persona estremamente creativa e propositiva. D’altra parte, il suo curriculum parlava chiaro: ha studiato Sport Management negli Usa e vi ha lavorato come live events logistic director. Tornato in Italia, ha sviluppato una serie di progetti legati alla musica come freelance, in particolare, come writer per siti di musica elettronica e come collaboratore di un’agenzia di booking & management olandese sempre legata all’elettronica, con cui poi ha partecipato ad eventi in Olanda e in India. La forte passione per la musica gli permette di essere sempre ‘up to date’ su tutte tecnologie e innovazioni di settore. “Per questo, in Genius, hanno cominciato ad affidarmi la parte di content ed entertainment di alcuni progetti e live event – spiega Raiteri -. Ora sono event coordinator del gruppo, in un momento storico molto sfidante: il focus si è spostato su come trasformare esperienze prettamente fisiche e social per renderle fruibili in formato digitale. La difficoltà maggiore è riuscire a non perdere del tutto il contatto con la realtà e quindi, a creare una sorta di ponte tra il mondo degli eventi pre Covid-19 e quello virtuale del futuro”. Raiteri raggiunge gli obiettivi impiegando in modo innovativo realtà aumentata/virtuale e video immersivi. “In questi ultimi mesi abbiamo vissuto il boom degli eventi in streaming con pubblico virtuale, eventi sportivi a porte chiuse con multi-schermi per mandare in onda i fan connessi da casa tramite webcam, l’integrazione di ‘special event’ all’interno di videogiochi - concerti su Fortnite, Virtual Festival su Minecraft -, senza dimenticare l’ascesa degli e-sport sul grande schermo (anche su Sky, ndr), arrivando fino al pubblico dei più giovani. Il livello di dettaglio nella creazione di virtual reality si è elevato notevolmente, permettendo la creazione di ambientazioni molto scenografiche ed emozionanti, anche da casa. La sfida è saper utilizzare tutte queste innovazioni tecnologiche, il cui sviluppo è stato accelerato dall’arrivo della pandemia, integrandole agli eventi fisici una volta tornati alla normalità. A mio parere, che manca ancora per colmare del tutto il divario tra realtà e mondo virtuale, è una maggiore stabilità e accessibilità dell’intelligenza artificiale. Per fare un esempio, immaginiamoci di poterci collegare da casa per un evento con un presenter, e che quest’ultimo interagisca con ogni ospite in modo diverso, leggendo il body language di chi è connesso e interagendo con esso adattandosi e modulando la presentazione di conseguenza. Sarebbe davvero interattivo e coinvolgente”.

EVENTI E TOUR, ANCHE DIGITAL
Tra i nuovi progetti di Genius, sette tour europei che toccheranno circa 140 tappe, eventi sportivi in tutta Europa, declinati come tour taylor made per i clienti fidelizzati. Inoltre, sono in corso progetti di stand internazionali, europei e lanci prodotto, così come importanti celebrazioni di anniversari in modalità digitale. Tra le case history esemplari sul piano dell’innovazione, una cena per un importante cliente di automotive a Palazzo de Rossi, a Bologna, nel 2019. Per l’occasione è stato chiamato un pianista e compositore neo-classico, Luca Longobardi, con la direzione di una breve esperienza immersiva con musica, video e luci. L’obiettivo era rielaborare e presentare i concetti chiave della vettura esposta, emozionando il pubblico in meno di 10 minuti. Legandosi alle caratteristiche della vettura, Genius ha ideato un’esperienza multisensoriale che comprendeva video emozionali processati a tempo di musica, giochi di luce a tuttotondo e brani dove la musica classica si sposava a quella elettronica. Per il 2021, invece, è appena stato lanciato un nuovo format di roadshow dove viene utilizzata la realtà aumentata e gli ospiti vengono invitati a vivere un’esperienza di immersiva di Factory Tour con gli Oculus. È stata sviluppata un’app per attivare dei contenuti in realtà aumentata sulle vetture esposte, inserendole all’interno di ambientazioni virtuali e rendendo consultabili le schede tecniche e video in maniera interattiva. Per rendere l’esperienza ‘Covid-friendly’ anche in località dove ci sono forti restrizioni, l’intera esperienza è stata resa fruibile anche tramite audioguida, con un presenter virtuale che ha accompagnato l’ospite per tutto il percorso.

di Serena Roberti
 

Rivista e20 n. 104 Feb-Mar-Apr 2021
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