Rivista e20

e20 n.104. INCHESTA RIPARTENZA DIGITALE. Entertainment, first

In quest’ultimo anno di pandemia, la domanda che tutti i professionisti del settore si sono trovati a porsi è: come è possibile progettare un’esperienza digitale efficace, coinvolgente e gratificante per chi partecipa a un evento attraverso piattaforme e format innovativi? Lo abbiamo chiesto ai player del settore, che individuano nel modello televisivo con tutti gli elementi annessi - regia, script, presentatore tv - il format più idoneo per produrre eventi che inducano una partecipazione attiva. Un modello che deve nascere sempre e comunque da un’idea creativa forte e appoggiarsi a tecnologie all’avanguardia che comprendono una serie di tool altamente esperienziali, tra cui spicca la gamification.

CREATIVITÀ E TV FORMAT
La creatività è la chiave di tutto, sia che si tratti di un’esperienza live o digital. A maggior ragione, se ci muoviamo nel virtuale, la creatività deve ‘esplodere’ all’ennesima potenza per dare vita a una fruizione da parte degli utenti coinvolgente e ingaggiante. “Per noi la parola d’ordine, quando eravamo in presenza così come oggi, è proprio ‘creatività’ - commenta Alessandro Sbrogiò, ceo Target Motitivation -. Per questo, abbiamo dato vita a una business unit interna dedicata agli eventi digitali, la B.U. Design & Technology, composta non solo da tecnici e informatici, ma anche da creativi di vario tipo come copy, grafici e designer. I creativi devono sviluppare format che siano in grado di conquistare i partecipanti e di farli sentire parte di un gruppo. Ogni ospite non deve sentirsi solo una comparsa passiva che si collega dal proprio pc, ma deve vivere un’esperienza attiva. Negli eventi online curiamo molto la grafica degli ambienti virtuali in modo che sia scenografica e spettacolare - per esempio, ricreando in 3D le location nel dettaglio o le piazze più famose al mondo -, diamo la possibilità a ogni partecipante di creare un avatar con cui esplorare gli spazi e fruire dei contenuti attraverso video, immagini, pdf e modelli 3D, ma anche con cui interagire con gli altri partecipanti o con i relatori via chat e, addirittura, con cui prendere parte a team building su misura. Questi ultimi sono delle esperienze ludiche, con quiz e altri giochi, pensate per rafforzare lo spirito di squadra anche in un momento particolare come quello che stiamo vivendo”. Accanto alla creatività, servono tecnologie adeguate. Per il coinvolgimento on line, la scelta più efficace sembra essere quella di ‘prendere a prestito’ i modelli televisivi, lavorando su format che abbiano regia, script, tempi della Grande Sorella e anche presentatori che si muovano a proprio agio nel contesto tv. “Servono esperienza e professionalità - spiega Angelo Mazzi, partner Mai Tai & Digital Yummies -. È fondamentale avere a disposizione un team che sappia applicare la qualità del mezzo televisivo alle dinamiche digitali, producendo prodotti che non abbiano nulla da invidiare a veri e propri format televisivi. Dopodiché servono competenze specifiche nelle infinite potenzialità delle nuove tecnologie che, però, vanno integrate e rese fruibili a target non necessariamente ‘nativo digitale’. Inoltre, bisogna sempre essere disposti a imparare e a mettersi in gioco, anche rischiando. È necessario saper declinare la creatività adattandola ai nuovi mezzi e avere ben chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere, non pensando semplicemente di adattare un evento fisico in modalità digitale. Si può fare davvero tanto se si è disposti a sperimentare e a farsi guidare da chi conosce, con competenza e professionalità, questo mondo estremamente affascinante”. Ogni dettaglio, nell’experience virtuale, fa la differenza. “L’evento digitale va ormai studiato in ogni suo aspetto come l’evento fisico - sottolinea Silvia Ranzi, events specialist The Italian Connection -. Vincono gli eventi realizzati in live studios, vere e proprie produzioni televisive mandate in onda in streaming. La gestione dei contenuti è molto importante e suggeriamo sempre la conduzione di un presentatore che sappia gestire ospiti e tempistiche per evitare momenti morti e tempi troppo lunghi. Anche la qualità di grafiche, effetti e, soprattutto, dei contributi foto e video non va assolutamente tralasciata. Come si dice sempre: ‘entertainment first’, per non perdere l’attenzione e il coinvolgimento dell’audience”. A questo proposito, è fondamentale avere ben chiara la programmazione degli eventi, che deve essere adattata al nuovo mezzo. “Come per qualsiasi evento, il palinsesto è la base del successo - commenta Roberto Silva Coronel, ceo MMM Group -. Ma, i palinsesti, se ben studiati, devono fare uno sforzo non tanto nella linearità, ma nel parallelismo dei contenuti. Il digitale è più ingaggiante nel momento in cui è l’individuo che si sceglie quello che vuole in base alle sue esigenze. Se si propongono diversi contenuti in contemporanea, ognuno sceglie il proprio percorso su misura. In questo modo, l’effetto sarà molto più ingaggiante e sarà possibile raccogliere preziosi dati di preferenze”.

ENGAGEMENT IPER TECNOLOGICO
Anche i partner riconoscono nel modello televisivo e teatrale un format d’ingaggio vincente, unito all’utilizzo di tecnologie sempre più evolute tra cui spicca la gamification. “Gli eventi digitali danno vita a format di tipo televisivo puntando su elementi diversi come la necessità di creare piattaforme di streaming che garantiscano engagement sempre più stimolanti ma, soprattutto, richiedendo altissima qualità nell’output video e audio – sottolinea Alberto Frigerio, socio e responsabile tecnico Star Service -. Per progettare un’esperienza digitale efficace prendiamo spunto dal teatro, il quale ci insegna da secoli che nulla può davanti a un monologo di qualità illuminato anche solo da un unico sagomatore. Per creare qualcosa di coinvolgente occorre affidarsi ora più che mai a professionisti esperti che riescano a mettere a fuoco il messaggio e che rendano gli ospiti davvero partecipi e non meri spettatori. L’assenza di barriere data dalle nuove tecnologie non significa che tutti possono creare un evento utilizzando Zoom. Non ci si può improvvisare maestri dall’oggi al domani in una materia tanto complessa che richiede competenze trasversali molto sofisticate”. L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia diventa una skill indispensabile per gestire gli eventi on line. “Nei brief dei clienti, vengono sempre più richiesti il coinvolgimento e l’interazione diretta degli utenti collegati da remoto - spiega Manuel Sannazzaro, head of projects Johannes -. Le dirette streaming non prevedono più la sola visione dell’evento, ma il tutto viene sempre più integrato con tool di ingaggio durante lo streaming, come quiz, survey e chat dedicate, così da arricchire di contenuti la diretta e rendere protagonista l’utente finale”. In particolare, la tecnologia di live view implementata da Johannes permette di mostrare a video gli utenti che partecipano da ogni parte del mondo. Rimangono fondamentali i tool di photo & video booth digitali e i relativi wall e mosaici alimentati da tutte le foto scattate dai vari utenti, che la società ha la possibilità di creare e sviluppare da zero in modo da ottemperare a tutte le richieste dei clienti. Non di minor importanza è anche lo sviluppo di quiz/survey e gaming realizzati ad hoc, che hanno sempre più una declinazione di edutainment. Grazie a un team interno formato da sviluppatori, grafici e project manager, Johannes ha recentemente lanciato l’‘Hy.Pe Project’ (Hybrid Platform Experience), piattaforma completamente 3D, sviluppata in collaborazione con la società Lapis, che consente la ricreazione di ambienti con render grafici o fisici e panorami a 360°, totalmente navigabili tramite dei pin di traslazione che permettono agli utenti di muoversi tra gli spazi. È sempre più necessario, dunque, tentare di abbattere la barriera che c’è tra l’utente a casa e lo speaker in remoto. “Per farlo - spiega Gaia Terrazzi, director of sale and marketing Terraevents -, crediamo che la chiave sia quella di mettere in piedi un’esperienza più interattiva possibile e che si avvicini a quella che gli ospiti potrebbero fruire in presenza. Le nostre attività virtuali coinvolgono direttamente i clienti con esperienze hands-on. Gli speaker sono artisti e artigiani altamente qualificati che seguono gli ospiti aiutandoli nell’attività passo per passo come fossero fisicamente accanto a loro, al fine di mantenere l’attenzione sempre alta per tutta la durata dell’evento”. Tra i tool più efficaci, ricorre l’impiego di tecnologie di gamification, in vero trend di questo periodo storico. “Le regole sono le stesse di sempre - sottolinea Axel Egon Sanvoisin, chief of innovation officer e partner Clonwerk -. Conoscere il brand e i clienti a cui ci si rivolge; conoscere le potenzialità degli spazi, sapere che cosa offrono e come si è abituati a viverli, per trasmettere ai partecipanti la migliore esperienza possibile. Una previsione? Pensiamo che nel giro di pochi, forse pochissimi anni, saremo in grado di realizzare eventi digital completamente virtuali sfruttando le tecnologie più avanzate nel campo del gaming iperrealistico. Le possibilità di ibridazione sono enormi e in continua espansione verso ogni campo”. L’esperienza digitale, infatti, deve essere a servizio dell’evento. “Chi partecipa deve appassionarsi, bisogna saper creare una programmazione di contenuti interattivi e ingaggianti e, al tempo stesso, saper utilizzare il digitale per far partecipare l’utente in modo attivo all’evento - spiega Roberto Rosati, amministratore delegato TMP Group -. Come? Gamification all’ennesima potenza, tecnologie Ott, realtà aumentata e realtà virtuale sono alcuni degli strumenti che permettono di aumentare il livello di experience dell’utente durante l’evento e anche nel post evento”.

di Serena Roberti
 

Rivista e20 n. 104 Feb-Mar-Apr 2021
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