Rivista e20

e20 n.104. INCHESTA RIPARTENZA DIGITALE. Uvet Events, la sfida dell’engagement ibrido

Uevents è abituata a cambiare pelle: le sfide non spaventano l’agenzia che nasce nel 2002 con il nome di Jakala Events e viene poi acquistata da Gruppo Uvet nel 2013. “Era nata quasi prettamente come agenzia di logistica per eventi e viaggi incentive, ma negli anni si è trasformata sempre più in agenzia di comunicazione e live event, pur mantenendo sempre operativo il servizio di logistica”, racconta la ceo Laura Garbarino. Oggi, un nuovo step: nasce Uvet Events, frutto della fusione tra Uevents ed Econometrica, società attiva nell’editoria e negli eventi fondata e gestita da Gian Primo Quagliano, con un focus specifico dedicato al mercato dell’auto aziendale e del fleet management. Tale fusione consentirà di rafforzare e rendere ancora più efficiente la parte eventi del Gruppo Uvet, che godrà di un’unica cabina di regia per la conduzione delle linee di business legate alla progettazione di eventi, convention, viaggi incentive e attività di formazione aziendale. “Crediamo molto nel settore degli eventi e durante questo periodo non ci siamo mai fermati - ha dichiarato Luca Patanè, presidente Gruppo Uvet -. Uvet Events è il risultato di una sinergia strategica fra due società del Gruppo che, attraverso la condivisione e la valorizzazione di risorse e competenze, consentirà una contaminazione utile nell’ottica di una crescita del business nel settore eventi”. Una scelta strategica che arriva nel mezzo di un percorso ben preciso. Già prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria, la società aveva iniziato un processo di digitalizzazione lavorando alla creazione di una piattaforma ipertecnologica dedicata all’ambito fieristico. “Questo ci ha permesso di essere pronti quando il mondo digitale ha subito un’improvvisa accelerazione: il nostro primo evento digitale è di aprile 2020 - sottolinea Garbarino -. Abbiamo sviluppato soluzioni totalmente digital in cromakey, dal semplice fondale grafico al più complesso ‘unreal engine’. In questo periodo stiamo proponendo spesso il mix tra le tecnologie digitali e le scenografie fisiche, verso una direzione sempre più ibrida”.

PROGETTARE ESPERIENZE COINVOLGENTI
Come progettare un’esperienza digitale efficace e coinvolgente per chi partecipa a un evento? “Innanzitutto, diamo per scontato che la tecnologia debba essere performante al 100% - spiega la manager -. Detto ciò, la leva creativa continua a essere fondamentale. Bisogna proporre format ad hoc e contenuti premianti per assicurare dinamismo e freschezza a questo tipo di eventi e sorprendere con progetti scenografici sempre più innovativi”. La grammatica televisiva ci insegna che il ‘pubblico da casa’ può essere coinvolto in molti modi. “Noi - racconta Garbarino - lo facciamo con operazioni teaser che accompagnano per mano i partecipanti da remoto, permettendo loro di essere coinvolti nella fase pre-evento, con la creazione di stanze virtuali dove le persone posso parlare come se fossero in un’area break, la creazione di chat dove scambiare opinioni, con azioni di gamification, con la creazione di avatar per ogni partecipante, momenti di domande che richiedono la partecipazione attiva degli utenti, l’ideazione di format radio televisivi dinamici per tenere alta l’attenzione, la spedizione a casa di kit personalizzati per aperitivo/colazione/giochi che permettano di brindare e condividere un momento insieme”. Ogni operazione è seguita da un team interno altamente specializzato.

SCEGLIERE GLI STRUMENTI GIUSTI
Ogni evento si caratterizza per storytelling e messaggio da veicolare e, per ciascuno, vanno scelti strumenti e tecnologie ad hoc. “Tra i tanti eventi che abbiamo prodotto nell’ultimo anno - commenta Garbarino -, vorrei citarne tre di tre diverse tipologie. Il primo è l’evento di Natale di una nota banca dove abbiamo utilizzato la tecnica immersiva di un cubo led trasparente che ospitava i relatori e una famosa band italiana. Il ‘wow moment’ è stato il collegamento live di 3.500 persone con i visi proiettati sulle quattro facce del cubo led. In un altro caso, abbiamo fatto uno scouting di location d’eccellenza realizzando un evento prestigioso al Museo del Novecento di Milano per il lancio di un importante piano industriale. Il pubblico era collegato, ma i relatori erano in presenza in loco. Per il terzo evento abbiamo invece scelto di andare ‘a casa’ di un cliente, nella sua sede in Toscana, portandovi tutte le ‘technicality’ necessarie, compresa la connettività, le macchine e il banco regia. Ogni evento viene progettato fin nei minimi dettagli, per consentire anche alle formule ibride di ottenere un alto tasso di engagement”.
 

SOSTENIBILITÀ, CARBON FOOTPRINT PER LE AZIENDE
La salvaguardia del pianeta è ormai un tema centrale per le aziende, sempre più impegnate a mantenere un livello di sostenibilità dimostrabile in tutta la filiera produttiva. Per questo, Uvet Events ha deciso di mettere a disposizione delle aziende che lo richiederanno la ‘carbon footprint’ degli eventi in presenza o digitali, dando loro la possibilità di compensare l’emissione di CO2 prodotta attraverso azioni concretamente sostenibili, come la semina e la piantumazione di grandi quantità di alberi. Il conteggio dell’anidride carbonica dovrà prendere in considerazione moltissime variabili: dagli spostamenti di mobilità terrestre e aerea all’utilizzo di risorse a Km zero, dal corretto smaltimento di materiali e acque alla certificazione etica dei singoli fornitori e molto altro ancora. In questo scenario, che richiede un’expertise specifica e un severo controllo di tutti i segmenti produttivi, Uvet Events si propone anche come consulente per quelle aziende che volessero affrontare la propria transizione sostenibile.

di Serena Roberti
 

Rivista e20 n. 104 Feb-Mar-Apr 2021
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