Rivista e20

e20 n.104. INCHESTA RIPARTENZA DIGITALE. Agenzie, nuove skill per ripartire

Secondo una recentissima indagine, oggi accedono a internet 4,66 miliardi di persone con un + 7,3% (316 milioni di persone) rispetto a gennaio 2020. Un incremento pazzesco, dettato anche dalla situazione di emergenza sanitaria che ha dato una forte accelerata all’ascesa del digitale. I professionisti degli eventi si sono trovati ad affrontare nuove sfide per progettare esperienze virtuali o ibride create attraverso piattaforme online e soluzioni innovative. Nella nostra inchiesta abbiamo coinvolto agenzie, partner e location per raccontare vantaggi ed eventuali limiti della ‘digital revolution’. Nella prima parte ci concentriamo sullo stato dell’arte visto dalla prospettiva delle agenzie: il quadro che emerge dalle risposte dei nostri intervistati è quello di uno scenario storico devastante che, tuttavia, ha spinto le strutture ad accelerare la corsa al digitale e sviluppare rapidamente nuove competenze per rispondere alle esigenze di mercato. Competenze che ricopriranno un ruolo fondamentale anche in futuro, quando – tutti si auspicano - potranno integrarsi all’esperienza live, imprescindibile per creare engagement, memorabilità e relazioni umane.

RESILIENZA E OPPORTUNITÀ
In quest’era di Covid-19, il settore degli eventi si è attrezzato, talvolta in tempi record, per rispondere ai nuovi bisogni di mercato della live communication. Un cambiamento repentino di scenario che porta con sé risvolti interessanti per il futuro. Cosa ne pensano le agenzie? Proprio sui plus della digitalizzazione si concentra Martina Vailati, key account manager Mixer Group: “La pandemia ha ridisegnato le linee guida del nostro settore, rendendo gli eventi digitali un primario strumento di comunicazione. A nostro avviso, in questo interminabile anno le aziende si sono rese conto dell’efficacia dello strumento, dei suoi benefici in termini di saving, di generazione di lead e di semplicità organizzativa, trovando vantaggi importanti anche a discapito dell’evento fisico tradizionale. Come in tanti altri settori, anche in questo la fine della pandemia porterà alla luce un nuovo modello ibrido dove eventi virtuali e in presenza si completeranno a vicenda, ma con i primi in una posizione ‘da podio’ e più privilegiata di un tempo”. “Questa situazione - spiega Angelo Mazzi, partner Mai Tai & Digital Yummies - ci ha offerto nuove opportunità di crescita e di differenziazione che, fino a due anni fa difficilmente sarebbero state prese in considerazione così seriamente. Lavorare con nuovi strumenti in contesti meno conosciuti e ‘sicuri’ ci ha permesso di crescere sia professionalmente che personalmente. Il fatto di mettersi in gioco e di dover studiare nuove modalità di veicolazione di contenuti per la realizzazione di eventi concepiti fino a qualche anno fa solo secondo logiche e dinamiche analogiche… tutto ciò è stato stimolante. Gli aspetti positivi sono molteplici e faccio fatica a trovare aspetti negativi nel momento in cui queste competenze acquisite vengono considerate come asset fondamentale dal quale ripartire”. In poco più di un anno, quindi, le agenzie hanno dovuto acquisire rapidamente un alto livello di preparazione e consapevolezza nel settore digital. “Siamo passati in maniera brusca dagli eventi live agli eventi digital, cercando di apprenderne, il più velocemente possibile, tecnologie e meccaniche, ma tralasciando troppe volte i contenuti che facevano la differenza in un evento - Silvia Ranzi, event specialist The Italian Connection -. Oggi, siamo tutti più preparati e siamo in grado di realizzare gli eventi digital in base al target e a ciò che si deve comunicare. Insieme a noi è cresciuta anche la conoscenza da parte dei clienti che sono sempre più aperti a nuove soluzioni e non hanno più ‘paura’ di affrontare un evento on line”. Se, quindi, da una parte le agenzie e strutture hanno dovuto attrezzarsi, dall’altra anche i clienti hanno dovuto ‘imparare’ a destreggiarsi con il nuovo mezzo di comunicazione. “All’inizio alcune aziende avevano deciso di rinviare i propri eventi in attesa di un ritorno alla normalità, ma ora hanno capito che si possono fare in forma digitale e che ciò rappresenta anche una grande opportunità di innovazione e cambiamento - sottolinea Alessandro Sbrogiò, ceo Target Motivation -. Se guardiamo all’anno trascorso, notiamo quanto sia cresciuta questa nuova fiducia nel digitale ed è anche grazie a questo che siamo riusciti a mettere insieme quasi 10.000 partecipanti in contemporanea da tutto il mondo. Certo, avendo organizzato eventi in presenza per più di 35 anni, non può non mancarci far incontrare le persone dal vivo, con tutto ciò che comporta - vedersi, emozionarsi, provare empatia, entrare in contatto -. Eppure stiamo cercando di vivere la situazione come una valida alternativa per la live communication, un’alternativa che permette di collegare persone da tutto il mondo ottimizzando i costi di logistica”. Conferma Laura Garbarino, ceo Uvet Events. “In questo momento le aziende sono tutte orientate verso il digital. D’altra parte, è l’unica possibilità attuale per comunicare. I vantaggi sono molti: la possibilità di raggiungere gli interlocutori in tempo reale coinvolgendoli nel processo informativo, formativo e culturale aziendale; il tempo di progettazione e realizzazione dell’evento molto breve; una riduzione dei costi diretti e indiretti; la creazione di scenografie di pura fantasia con l’utilizzo di software che rendono l’impatto sorprendente; il nuovo ruolo dei clienti, spesso protagonisti in una sorta di modalità ‘televisiva’. Gli aspetti negativi sono riassumibili nell’unico ‘minus’ evidente: la mancanza del contatto fisico, con una diminuita empatia e un coinvolgimento più limitato”. Interessante l’analisi di Roberto Silva Coronel, ceo MMM Group che sostiene che, a trarre particolari vantaggi da forme di evento ibride sarà il settore del b2b. “I clienti del business to business sono più evoluti: le grandi aziende stanno investendo su piattaforme all’avanguardia ad alto tasso di interattività. Nel b2c, invece, non si è ancora capito il vero valore di creare un evento digitale con tutti i crismi, a partire dalla possibilità di tracciare il comportamento degli utenti”.

di Serena Roberti
 

Rivista e20 n. 104 Feb-Mar-Apr 2021
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