Rivista e20

e20 n.104. TENDENZE. La rivincita della Live Communication

Al termine delle restrizioni ci sarà un forte rimbalzo per l’industria degli eventi. Ad affermarlo è una ricerca realizzata dal produttore di videoproiettori Epson, che stima una impennata nella domanda di festival, concerti e turismo. L’indagine, svolta in collaborazione con Steven Taylor, psicologo che ha studiato l’impatto delle pandemie sul comportamento sociale umano, suggerisce che gli europei si troveranno travolti da un’ondata di entusiasmo post-pandemia per le occasioni di incontro quali festival, concerti, intrattenimento dal vivo e attrazioni turistiche. Condotto in cinque Paesi (Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito) lo studio ha coinvolto appassionati di eventi, rivelando che quasi nove su dieci (89%) sentono la mancanza degli eventi e più di nove su dieci (92%) non vedono l’ora di parteciparvi di nuovo, una volta che le restrizioni saranno abolite. La ricerca suggerisce, inoltre, che la domanda di partecipazione sarà ancora più forte dopo la pandemia di quanto non fosse prima dell’inizio delle restrizioni. In Italia, un’alta percentuale (84%) sta pianificando di andare allo stesso numero di eventi o a un numero maggiore, una volta che le restrizioni saranno rimosse (in Europa il dato si discosta di poco: 83%) e, tra coloro che programmano un numero più elevato di partecipazioni, oltre la metà degli intervistati italiani (61%) ha riferito che andrebbe a più eventi perché “la vita è breve” e vogliono “recuperare il tempo perso” (contro il 56% dell’Europa). Il sentimento “la vita è più breve” è più alto in Italia (61%) contro la media europea (55,8%) e vede la ‘Silent Generation’ (nati prima del 1946) e i ‘Baby Boomers’ (nati tra il 1946 e il 1964) come le categorie più attente/entusiaste (68,8%), oltre a registrare un 67,6% fra le donne. Più della metà ha anche detto che gli eventi sociali “fanno bene alla mia anima e mi rendono felice”, il che è particolarmente vero in Spagna con il 57,6%, e in Italia con un 47,8%.

PRIVAZIONE DELL’EVENTO
La ricerca rivela che molte persone dicono di aver trascorso l’isolamento sentendo la mancanza gli eventi e ricordando quelli a cui avevano partecipato in precedenza. Più della metà della media europea (54%), rispetto al 50,3% dell’Italia, ha trascorso il lockdown condividendo ricordi di eventi passati con amici e familiari, mentre il 51% europeo, contro il 61% dell’Italia, ha ammesso di guardare concerti ed eventi online o in tv come sostituto della partecipazione agli eventi. Il 78% dice che “vedere e/o programmare eventi con amici o familiari” li fa sentire felici, mentre il dato italiano registra un 74,2%. In Europa, più di sei su dieci (63%) hanno detto di essersi sentiti annoiati, tristi e frustrati per non poter andare a eventi durante i Lockdown, mentre l’Italia registra un 59,4% ed è più alto per le donne con il 60,6%, le categorie ‘Generazione Z’ (nati tra il 1994 e il 2001) con il 65,8% e ‘Millennials’ (nati fra il 1980 e il 1993) con il 62,4%. Rispetto alla media europea, il Bel Paese, inoltre, rileva uno dei dati più alti anche per la voce ‘tristezza’ con il 48%, preceduta solo dal 58% della Spagna. Nello specifico, le categorie italiane più tristi sono le donne (55,4%) e la ‘Silent Generation’ (75%). A livello europeo, invece, annoiarsi è l’emozione più alta nel Regno Unito (48%), nella ‘Generazione Z’ (52,2%) e nelle donne (45,9%). In Francia, il ‘denaro risparmiato’ è il più menzionato con il 44%, contro il 36,6% dell’Italia, mentre i tedeschi sono ugualmente ‘annoiati’ o dicono di aver ‘risparmiato’ (43%).

CRESCITA POST-TRAUMATICA
La ricerca rivela che la pandemia ha incoraggiato le persone ad apprezzare di più le piccole cose e a dare maggior valore a ciò che è stato loro negato. Una volta che le restrizioni saranno rimosse, questo probabilmente si tradurrà in un periodo di maggiore apprezzamento o cosiddetta ‘crescita post-traumatica’. Complessivamente, in Europa il 43,9% ha affermato che una volta terminata la pandemia “apprezzeranno di più le persone che amano e/o avranno un rinnovato apprezzamento del legame con gli amici e la famiglia per le esperienze condivise”, contro il 35,4% in Italia, mentre rispetto al 41,7% europeo che afferma che “coglierà ogni opportunità per vivere appieno la vita e o uscire e divertirsi” dopo la fine dell’isolamento, il dato italiano si attesta al 44,8%. In tutti i gruppi di età, le caratteristiche di crescita post-traumatica sono più evidenti nelle generazioni più anziane come i Baby Boomers e la Silent Generation. Le donne sono anche più propense degli uomini a mostrare caratteristiche di crescita post-traumatica ottimistiche che confermano la vita.

di Francesca Fiorentino
 

Rivista e20 n. 104 Feb-Mar-Apr 2021
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