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Agi: il giornalismo di qualità oggi passa anche da podcast, video e newsletter verticali. Ippolito: "Oltre 50 i progetti di brand journalism firmati con la Factory, a fine gennaio il lancio del nuovo sito realizzato con D-Share. La raccolta a Manzoni"

Oltre 1000 lanci al giorno, più di 80 giornalisti e collaborazioni con 200 aziende: sono i numeri snocciolati dall'Ad dell'agenzia stampa nata 70 anni fa in occasione della presentazione del nuovo Rapporto Agi-Censis 'I professionisti dell’informazione nell’era trans-mediatica: grado di fiducia, elementi critici e attese degli italiani'. Un approccio orizzontale e allo stesso tempo verticale quello promosso da Agi, con l'obiettivo di trovare la migliore modalità di racconto possibile sfruttando tutte le opportunità messe a disposizione dalla tecnologia.

Il sistema dell'informazione è in crisi profonda anche sul piano reputazionale e deve recuperare fiducia presso i cittadini, che nutrono forti dubbi in merito alla professionalità dei giornalisti. E' quanto emerge dal Rapporto Agi-Censis 'I professionisti dell’informazione nell’era trans-mediatica: grado di fiducia, elementi critici e attese degli italiani', presentato ieri sera, 2 dicembre, a Milano, in occasione dell’evento 'Il futuro dell’informazione: dalla storia d’Italia all’editoria 5.0' organizzato da Agi – Agenzia Italia presso il Piccolo Teatro Studio Melato di Milano (leggi news).

Agi

 Agi, che nel 2020 compirà 70 anni di attività, promuove da sempre un giornalismo di qualità, che ora evolve in linea con le opportunità offerte dalla tecnologia. Come ha spiegato l'Ad Salvatore Ippolito ai microfoni di ADVexpressTv, il rinnovato approccio di Agi, segnalato anche da un nuovo logo presentato in anteprima ieri sera, è allo stesso tempo verticale e orizzontale. Verticale perché si va in profondità considerando la complessità un valore positivo da sintetizzare e mettere a disposizione dei clienti. Nascono con questa logica i nuovi notiziari tematici, dedicati ad argomenti specifici come ad esempio la Salute, la Scienza e la Tecnologia, il Food e così via. Ma verticali saranno anche le newsletter dedicate alla politica, l’economia, la scienza, l’energia, il cibo e la mobilità sostenibile, un modo per dare nuova linfa a uno strumento ancora efficace. 

Orizzontale, invece, perché si allarga la copertura. Come? Ad esempio attraverso il lancio della Factory, per aiutare le aziende a raccontarsi. Come ha affermato Ippolito ai nostri microfoni, sono già 50 i progetti di brand journalism realizzati

Su tutto questo si innesta la tecnologia, fattore abilitante che consente di realizzare nuovi prodotti e servizi mettendoli a disposizione di un giornalismo .0. Dal 2020 spazio allora ai podcast, ad Agimotion, innovativo strumento che consente di trasformare un testo in un video con pochi clic, e alla traduzione in linguaggio giornalistico delle Instagram Stories

Un'evoluzione resa possibile anche dall'acquisizione da parte di Agi del 51% di D-Share, azienda italiana specializzata proprio nelle tecnologie e nei progetti digitali per i media. Come già pubblicato da ADVexpress (leggi news), a gestire le advertising solutions di Agi.it, sarà A. Manzoni & C., concessionaria del Gruppo Editoriale GEDI.  La novità più importante sarà però senza dubbio il lancio del nuovo sito, nuovo spazio multimediale attivo da fine gennaio. 

Se il 2019 è stato un anno di grande lavoro, con un'evoluzione positiva del bilancio, nel 2020 e nel 2021 la trasformazione dovrebbe dare i primi frutti

L'obiettivo di questo percorso di rinnovamento? Trovare la migliore modalità di racconto possibile, perché, come ha sottolineato Ippolito ai microfoni di ADVexpressTv, le piattaforme sono solo uno strumento di distribuzione, sono la cura dei contenuti e l'attenzione alla qualità a fare la differenza

Serena Piazzi