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Dal Sasso (Nielsen) su Decreto Dignità: "Nel 2017 investiti 56 milioni in pubblicità tabellare per i giochi. Lo 0,7% su un mercato da 8,2 miliardi. Un impatto moderato. Interessante capire come reagiranno le aziende"

Come evidenzia ad ADVexpress il manager, il mercato dei giochi in Italia riguarda soprattutto una quarantina di aziende, le prime dieci delle quali rappresentano il 90% degli investimenti tabellari del settore, concentrati per il 90% in tv. Secondo Dal Sasso l'impatto del Decreto Dignità "sarà esiguo, poiché, relativamente alla pubblicità tabellare, impatterà per lo 0,7% sugli 8,2 miliardi che hanno costituito nel 2017 il mercato pubblicitario complessivo.

Lo scorso 3 luglio il  Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al 'Decreto Dignità' che prevede uno stop alla pubblicità dei giochi d'azzardo, come da iniziativa del vice premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Come già pubblicato da ADVexpress (leggi news), il Decreto non riguarderà i contratti in essere validi fino al ’30 giugno 2019′

Nel testo è previsto il divieto di “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet”.

Dal 1° gennaio 2019 il divieto verrà applicato “anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale”. 

Quale l'impatto sul mercato pubblicitario di questa manovra? 

Lo abbiamo chiesto a Nielsen.

Ecco cosa ci ha risposto Alberto Dal Sasso,  Alberto Dal Sasso (nella foto), AIS Managing Director di Nielsen.

"Abbiamo misurato la quota di comunicazione tabellare dei giochi, che nel 2017 ha toccato i 56 milioni di euro di investimenti, comprendendo scommesse, attività dei giochi online, lotterie nazionali e giochi in generale. Un dato significativo, che tuttavia in termini di valore rappresenta lo 0,7% degli 8,2 miliardi del mercato pubblicitario 2017. Maggiore preoccupazione riguarderà invece le squadre di calcio che beneficiano delle sponshorship e delle attività di marketing di numerose aziende del settore".

"Il 90% dei 56 milioni viene investita in tv, il mezzo che più di altri ha un bacino di ascolti maggiori - ha precisato  Dal Sasso -  mentre un'esigua parte, pari al 5% sul web, il 4% tra stampa e radio".

"A riguardo, sarà ancor più interessante osservare come reagiranno le aziende investitrici, una quarantina secondo le nostre stime. Di queste le prime dieci rappresentano il 90% degli investimenti tabellari dei giochi, con un budget che spazia dai 3 agli 8 milioni. Riteniamo che così come è avvenuto, ad esempio, con la pubblicità del tabacco, che in passato è stata vietata, anche in questo caso le imprese del settore troveranno nuove modalità di comunicazione e visibilità".

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