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Cannes Lions 2018. A.Sadoun (Publicis Groupe): “Con Marcel vogliamo re-inventare un' industry che non sa più giustificare il suo valore”

In uno dei più attesi seminar della giornata, il ceo di Publicis Groupe non ha rivelato nuove caratteristiche o funzionalità di Marcel, la piattaforma di condivisione di idee e contenuti interna alla holding basata su un sistema di Intelligenza Artificiale presentato pubblicamente poche settimane fa, ma ha illustrato i motivi e gli obiettivi che hanno portato al suo sviluppo, chiarendo allo stesso tempo quanto la holding continui a considerare il Festival e la creatività assolutamente essenziali per il futuro dell’intera industry.

(Cannes. Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi). In una scena degna di un’opera da Teatro dell’Assurdo, salendo per la prima volta sul palco, invitato dall’organizzazione del Festival, il Ceo di Publicis Groupe, Arthur Sadoun, ha spiegato ai ‘presenti a Cannes’ la ragione per cui Publicis ‘non è presente’ al Festival di Cannes… Ragione che ha il nome preciso di Marcel. Già presentato a fine maggio (leggi news), la piattaforma di Artificial Intelligence nata dalla collaborazione fra Microsoft e Publicis Sapient è entrata – dopo un primo test su 100 utenti – in una fase ‘beta’ rilasciata a 1.000 persone che proseguiranno i test fino al rollout ufficiale e generale previsto a gennaio 2019.

L’intervento di Sadoun, affiancato dal nuovo creative chief del Gruppo, Nick Law, e dalla chief
strategy officer, Carla Serrano, oltre che da 20 domande su Marcel poste in video da una serie di
illustri creativi di altre agenzie – da David Droga a Lee Clow (nell’ironico ruolo di ‘Dio’) –, non ha
rivelato ulteriori caratteristiche o funzionalità del sistema rispetto all’annuncio di maggio, ma ha
illustrato i motivi e gli obiettivi che hanno portato allo sviluppo della piattaforma, chiarendo allo stesso tempo quanto la holding continui a considerare il Festival e la creatività assolutamente
essenziali per il proprio futuro.

“La sfida che stiamo affrontando – ha sottolineato Sadoun – va molto oltre la competizione fra
holding e agenzie e ci riguarda tutti: spieghiamo il momento difficile della nostra industria con il
fatto che i clienti spendono sempre di meno, ma non è così. Al contrario, gli investimenti in
marketing stanno crescendo
, ma non passano da noi perché non siamo più in grado di giustificare il nostro valore. La realtà è che in un mondo in cui sta cambiando tutto noi non siamo cambiati abbastanza. E questo è ciò che stiamo provando a fare con Marcel. Ma il cambiamento non può essere incrementale o fatto per gradi, e per riuscirci, oltre che focalizzare l’attenzione sul suo sviluppo, abbiamo dovuto trovare le risorse economiche necessarie”.

Sadoun ha quindi replicato a chi in passato lo ha accusato di non credere alla creatività: “È la nostra ragion d’essere. È vero, per un anno abbiamo dirottato il nostro intero budget promozionale su Marcel, ma Cannes e i premi sono e restano indispensabili per due motivi: il primo è che è fondamentale essere giudicati e valutati, e per questo ringrazio tutti i clienti che ci hanno sostenuto iscrivendo direttamente i nostri lavori a questa edizione del Festival; il secondo è che si tratta di una straordinaria fonte di ispirazione. Vengo al Festival da più di 20 anni, e mi ricordo quando passavo ore in sala a guardare una serie infinita di lavori ai quali attingere per trovare nuove idee. Negli ultimi anni questo aspetto è andato in parte perduto, ma mi sembra che la nuova organizzazione stia lavorando nella direzione giusta per ripristinarlo”.

“Marcel sarà un successo concreto o rimarrà una visione astratta che non funzionerà? Non lo
sappiamo ancora ma, come ho detto, sicuramente stiamo provando a farlo funzionare e altrettanto sicuramente sarà un sistema in continua evoluzione. Anche se non vogliamo convincere nessuno che la nostra sia la via corretta, siamo certi – ha concluso Sadoun – della correttezza del nostro obiettivo: reinventarsi è l’unica strada che aiuterà l’intera industria della comunicazione”.