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Cannes Lions 2019. In un Festival chiuso dall’assegnazione degli ultimi Grand Prix – Film, Glass, Sustainable Development Goals e Titanium – e dei Premi Speciali, gli USA dominano il medagliere. L’Italia scivola dal 12° al 14° posto

Grand Prix Film a Droga5/New York Times; GP Glass a VMLY&R Varsavia/Gazeta.pl; GP Sustainable Development Goals alle australiane Clemenger BBDO e Finch per Mars; nei Titanium, a FCB New York il terzo GP per Burger King ‘The Whopper Detour’. Con l’assegnazione degli ultimi leoni e dei Premi Speciali si è chiuso ufficialmente il 66° Festival della Creatività in cui la classifica globale per numero di leoni conquistati resta, come sempre, dominata dagli USA. In virtù dei 254 leoni in meno assegnati complessivamente, l’Italia, pur fermandosi a 13, perde due posizioni e si piazza al 14° posto.

(Cannes – Dal nostro inviato Tommaso Ridolfi) Uno dei più notevoli cambiamenti del Festival degli ultimi anni riguarda probabilmente il numero di leoni assegnati: a fronte dei 40.000 e passa iscritti in 24 categorie, nel 2017 furono premiate 1.348 campagne; con il crollo delle iscrizioni del 2018 (poco più di 32.000), nel 2018 furono 32.000 le iscrizioni e 1.186 i premiati in 26 categorie; quest’anno il numero di iscritti è più o meno stabile, poco sotto i 31.000, ci sono 3 categorie in più, ma i leoni complessivi (sommando ori, argenti, bronzi, titanium e Grand Prix) sono stati solo 932 – ben 254 in meno rispetto alla scorsa edizione. Oltre un terzo del totale è andato agli USA, che ne hanno conquistati ben 313, mantenendo inavvicinabile il primato con più del triplo rispetto all’UK, in seconda posizione con 90, e al Brasile, terzo a quota 85 leoni.

La conseguenza per così dire positiva della maggior ristrettezza nel distribuire i premi è che il calo dei leoni conquistati dal nostro paese – dai 21 del 2018 ai 13 del 2019 – non ci ha penalizzato più di tanto dal punto di vista del ranking: l’Italia scende infatti al 14° posto perdendo due posizioni (lo scorso anno eravamo al 12°, alla pari con Argentina, Giappone, Sudafrica e Tailandia).

Da discutere, piuttosto, e lo facciamo altrove (leggi news), il fatto che più che al ‘paese’ la posizione in classifica sia da attribuire a una sola agenzia…
Per quanto riguarda le altre nazioni, poche le note di rilievo: nella Top Ten si scambiano 5° e 6° posto Australia e Germania, guadagna un piazzamento l’Argentina (9°) e rientra al 10° l’India .
Le performance migliori sono quelle della Danimarca, che sale in 13° posizione (dalla 29° del 2018), e di Israele, dal 35° al 15°. I cali più vistosi riguardano i Paesi Bassi (dall’8° al 21° posto), la Nuova Zelanda (dal 10° al 15°), la Colombia (dall’11° al 24°) e la Thailandia (dal 12° al 21°).

 

Gli ultimi Grand Prix


FILM
Nella sezione Film, che quest’anno ha contato ben 2.793 entries, il numero più alto di sempre, a vincere il Grand Prix sono stati gli USA, grazie alla campagna multisoggetto The Truth Is Worth It’’ firmata da Droga5 per il New York Times, che si è aggiudicata il massimo riconoscimento anche in Film Craft (leggi news).

In un momento storico in cui si parla molto di fake news, la campagna ha l’obiettivo di sottolineare l’amore per la verità che contraddistingue il quotidiano. Come? Raccontando come nascono le esclusive ospitate all’interno delle sue pagine, seguendo passo passo il lungo lavoro del giornalista, presente nei film solo attraverso il titolo dell’articolo che va componendosi pian piano sullo schermo, accompagnato dal rumore delle dita che battono sulla tastiera.

I 5 soggetti premiati (ResolveRigor, CouragePerseveranceFearlessness), raccontano alcuni degli scoop più sensazionali pubblicati dal quotidiano, tra cui la scoperta dell’apparato burocratico dell’Isis (Fearlessness) e le famiglie di migranti separate alla frontiera (Perseverance).
“Una campagna caratterizzata da una bella idea di base e da un’ottima execution – ha
commentato Margaret Johnson, Chief Creative Officer, Goodby Silverstein &Partners,
presidente Giuria Film –. I film sono molto intensi e consentono di percepire il lavoro dei giornalisti anche senza che nessuno di essi si veda”.

Delle 42 entries italiane soltanto Heineken Unmissable' che contava due shortlist, è riuscita ad aggiudicarsi un Leone d’Argento.
Si tratta della campagna realizzata per la sponsorizzazione di Heineken alla Champions League, di cui il film rappresenta soltanto uno degli elementi. Il progetto infatti, che fa un uso massiccio dei dati, si basa su una piattaforma che consente ai fan di rivedere i momenti più significativi delle partite che, per un qualsiasi motivo, non sono riusciti a vedere. Lo spot, dal piglio ironico in perfetto stile Heineken, gioca proprio sullo sconforto che assale i tifosi quando perdono i momenti clou di un match.

 

GLASS – THE LIONS FOR CHANGE
Nessuna entry italiana fra le 193 di questa sezione, che ha assegnato, oltre al Grand Pix, 1 oro, 2 argenti e 4 bronzi, in cui i progetti iscritti hanno affrontato un gran numero di problematiche legate al ‘genere’ – dalla parità fra uomo e donna a quella delle persone transgender – sotto molte differenti angolazioni: “Tutte lo hanno fatto con grande passione e creatività – ha chiarito la presidente della giuria Jaime Robinson, Chief Creative Officer, Joan Creative Global –, ma il Grand Prix è andato a quella che meglio aderiva alla definizione dei Glass Lions di ‘creatività che cambia la cultura’ e che più di ogni altra ha puntato sull’azione e non solo sulla comunicazione”.

The Last Issue VMLY&R Varsavia

Il sito di informazione Gazeta.pl, insieme a BNP Paribas e a Mastercard ha fatto qualcosa di assolutamente inedito, comprando dal suo editore la più antica rivista porno polacca, Your

Weekend, e decidendo di chiuderla: non prima, però, di aver pubblicato un’ultima edizione della testata – The Last Issue è infatti il nome del progetto –, dedicandola a combattere ogni tipo di stereotipo sulla femminilità. L’idea, che porta la firma di VMLY&R Varsavia, spinta da un progetto di comunicazione integrata a tutti i livelli, non solo ha stabilito il record di vendite nella storia del magazine, ma ha soprattutto dato vita a un progetto di education a lungo termine attraverso il web  e i social. “Un’idea trasgressiva e coraggiosa – ha commentato Robinson – che ha usato il sistema contro se stesso per trasformare un oggetto di degradazione in qualcosa di bello e utile”.
I proventi delle iscrizioni in questa categoria, ha ricordato il President Ascential Events e Chairman Cannes Lions, Philip Thomas, saranno interamente devoluti alla Unstereotype
Alliance delle Nazioni Unite.

 

SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS
Riprendendo quanto detto da Jaime Robinson, David Droga, founder & Chairman Droga5, ha insistito sulla necessità di identificare – fra le 834 campagne iscritte (6 quelle italiane, non entrate però in shortlist) – quelle che maggiormente sapessero coniugare l’idea creativa con un impatto di lungo periodo: “Tutti i lavori che abbiamo visto – ha dichiarato – ci hanno toccato dal punto di vista emotivo e credo che tutti i giurati abbiano pianto più volte… Invito tutti a guardare l’intera raccolta di ori, argenti e bronzi (rispettivamente 3, 7 e 11: ndr) e a farsi ispirare da questi progetti. Ciò premesso, abbiamo scelto come Grand Prix una campagna appena iniziata ma che, andando oltre la costruzione di awareness sullo specifico tema, siamo certi crescerà a un livello senza precedenti”.

GP SustDevGoals
 Le immagini degli animali appaiono in circa il 20% delle pubblicità: da qui ha preso spunto The Lion’s Share, firmata dalle agenzie Clemenger BBDO e Finch di Melbourne per Mars Australia: si tratta di un’organizzazione che invita brand e aziende a donare lo 0,5% dell’investimento media dedicato alle loro campagne in cui appaiono animali: i fondi raccolti, attraverso lo United Nations Development Program, saranno distribuite in tutto il mondo a chi opera per proteggere le specie a rischio dall’estinzione o per la salvaguardia del loro habitat naturale.

Al momento, oltre alla fondatrice Mars, senza spendere un solo dollaro in annunci pubblicitari, The Lion’s Share ha già ottenuto l’adesione di 7 organizzazioni in rappresentanza di oltre 50 brand, raccogliendo più di 16 milioni di dollari.
Ciò che conta, spiegano però i promotori dell’iniziativa, non sono i fondi raccolti ma l’uso che se ne sta facendo: la digitalizzazione dei sistemi di comunicazione dei ranger per fermare la caccia di frodo agli elefanti in Mozambico, l’acquisto di 260.000 ettari di foresta pluviale di Sumatra per proteggere tigri, rinoceronti e oranghi, un progetto che coinvolge 13 paesi sudamericani per proteggere gli ultimi giaguari, il ripristino di 5,7 milioni di km 2 di barriera corallina.


TITANIUM
David Lubars, Chief Creative Officer Worldwide e Chairman North America di BBDO, è stato il primo creativo a ricevere un Titanium Lion, nel 2003, grazie al suo lavoro per ‘The Hire’, la serie di cortometraggi per BMW che ha definito forse per la prima volta il Brand Entertainment, e che quest’anno ha presieduto la relativa giuria: “Oggi quel progetto entrerebbe semplicemente nella categoria Entertainment – commenta Lubars ai nostri microfoni –: è il segno dei tempi ma anche la specificità dei Titanium Lions, trovare quel qualcosa che non riconosci, che quando la vedi ti domandi ‘ma da dove cavolo hanno tirato fuori sta roba?’, e che punta al futuro. Idee e campagne che spiazzano per l’uso della tecnologia, spazzano via qualsiasi taboo e fanno brillare di nuova luce i brand”.

Whopper Detour

 Burger King The Whopper Detour’, di FCB New York, al suo terzo Grand Prix dopo quelli in Direct e in Mobile, soddisfa tutte queste condizioni: “Innanzitutto è un progetto assolutamente strategico – conclude Lubars –. Poi utilizza una tecnologia innovativa in modo straordinario ed è assolutamente perfetto nell’esecuzione. Infine, e ciò che più conta, ha dato lugo a risultati di vendita strepitosi”.

Un solo lavoro italiano, non entrato in shortlist, era fra i 171 iscritti in Titanium, sezione in cui sono stati assegnati solo 5 leoni senza alcuna distinzione fra ori, argenti o bronzi.

 

I PREMI SPECIALI
Sulla base dei risultati ottenuti nell’intero corso del Festival, sono stati assegnati numerosi premi
speciali.
Agency Of The Year
Wieden+Kennedy, Portland
McCann, New York
Droga5, New York
Network Of The Year 
McCann Worldgroup
DDB Worldwide
FCB.


Independent Agency Of The Year 
Wieden+Kennedy, Portland
Droga5, New York
JOHN X HANNES, New York


Holding Company Of The Year 
Omnicom
Interpublic Group
WPP.
The Palme d’Or
Park Pictures (USA)
Hungry Man (USA)
Somesuch (UK)
Buck (USA)
Biscuit Filmworks (USA)


Creative Brand Of The Year (Novità 2019)
Burger King
Nike
IKEA


Grand Prix For Good,
Selezionato dalla giuria Titanium fra tutti i Leoni d’Oro vinti da charity e organizzazioni non profit (che da regolamento non possono concorrere nelle rispettive categorie all’assegnazione dei Grand Prix), è stato assegnato a McCann New York per ‘Generation Lockdown’, creato per March For Our Lives, vincitore di 3 leoni nei Film (1 oro, 1 argento e 1 bronzo), 1 nei Social & Influencer (oro) e 1 in PR (argento).

Premi ‘Ad Honorem’
Apple è stata nominata Creative Marketer of the Year.
Phumzile Mlambo-Ngcuka, United Nations Under-Secretary-General ed Executive Director of UN Women, ha ricevuto il 2019 Cannes LionHeart.
Jeff Goodby and Rich Silverstein, fondatori di Goodby Silverstein & Partners, sono stati
riconosciuti dal Lion of St. Mark Award alla carriera.