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Il Cda Rai boccia il Piano per l’informazione della tv pubblica. Carlo Verdelli si dimette
Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’offerta informativa Rai, ha deciso di dimettersi dopo lo stop del Cda al piano di riforma del sistema news.
"Una persona perbene prende atto che nella seduta del Consiglio di Amministrazione odierna il piano da lui messo a punto sarebbe stato bocciato e accantonato, perché ritenuto pericoloso e irrealizzabile. Chi lo propone ha spiegato Verdelli - non può che prendere atto che non gode più della fiducia dei vertici e rassegnare le sue dimissioni. Non ci può essere un direttore che non ha la fiducia del consiglio di amministrazione" ha affermato Verdelli.
Nella riunione informale tenutasi ai primi di gennaio non c'è stata nessuna votazione ma un confronto con tutti i consiglieri dal quale è emerso come la maggior parte del piano non fosse ritenuto sufficientemente compatibile e innovativo. Un'analisi critica, quella dei consiglieri, che ha portato Verdelli alla sua decisione dopo un incontro con il Dg Rai, Antonio Campo dall'Orto.
Il piano proposto dal direttore per l’Offerta informativa Carlo Verdelli, criticato in diversi punti dai consiglieri, sarà dunque rivisto.
In una nota stampa Rai si legge che Viale Mazzini " ha preso atto il 3 gennaio della volontà espressa dal Direttore editoriale per l’Offerta informativa Carlo Verdelli di rassegnare le sue dimissioni irrevocabili".
"Rai si rammarica della scelta e ringrazia sentitamente Verdelli per la preziosa attività svolta in questo anno di lavoro nel quale ha coordinato l’attività informativa del Servizio pubblico - si legge nel comunicato - . Il Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto, in particolare, lo ringrazia per aver saputo gestire con grande capacità, scrupolo e professionalità i numerosi momenti di emergenza informativa in cui la Rai, i suoi canali e i suoi giornalisti sono sempre riusciti a offrire agli italiani un’informazione puntuale, coordinata e pluralista".
L’azienda ribadisce che "la proposta di Piano per l’informazione redatta dal Direttore Verdelli e dalla sua struttura resterà come una preziosa base da cui far proseguire il confronto necessario al varo del Piano finale per l’Informazione su cui tutto il Consiglio di Amministrazione e il Direttore generale sono da mesi impegnati".
Tra i punti del piano di Verdelli particolarmente criticati, il trasferimento delle redazione del Tg2 a Milano e la formazione di macroregioni. Inoltre, la proposta di integrazione tra Rainews e Tgr.
Il DG Rai ha annunciato che ora verrà proposto uno schema di discussione che dovrebbe portare all’approvazione delle linee guida nelle prossime settimane.
Il nuovo schema, secondo quanto riporta la stampa nazionale, si baserà su quattro punti cardine: informazione digitale, informazione di flusso, informazione generalista e informazione per l’estero. Tra i principi guida l’intersezione tra tg e reti, lo sviluppo di maggiori efficienze e il rispetto del pluralismo.
Il piano dovrà tener conto della compatibilità economica, anche alla luce del rinnovo della convenzione con lo Stato (la scadenza è stata rinviata a fine aprile) e della riduzione del canone per l’anno in corso.
Il consigliere d’amministrazione Arturo Diaconale ha presentato un contro-piano nel quale, invece del trasferimento del Tg2 a Milano, propone una trasformazione dell'azienda nel perno del sistema informativo nazionale in collaborazione economica e produttiva con i privati nazionali e locali contro il rischio di colonizzazione informativa del Paese da parte delle grandi media company sovranazionali.
Un obiettivo che, secondo Diaconale, si può realizzare rinunciando alla raccolta pubblicitaria da lasciare al mercato e coprendo il mancato introito con un ritorno del costo del canone al livello preesistente.
Secondo il consigliere “le attuale sedi regionali Rai potrebbero diventare centri di produzione e di coordinamento di emittenti regionali e provinciali scelte attraverso bandi e destinate ad arricchire l’informazione locale dell’azienda pubblica”.
EC

