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Vivendi fa un passo indietro per l’acquisto di Premium: vuole solo il 20% per 'divergenze nell'analisi dei risultati'. E punta al 15% di Mediaset. Verso una causa legale da 1,5 mld
"Vivendi non intende rispettare il contratto vincolante sottoscritto con Mediaset". E’ quanto comunica il Gruppo di Cologno Monzese in una nota inviata stamattina precisando di aver ricevuto ieri, 25 luglio, una lettera da parte dell’azienda francese contenente la proposta di uno schema alternativo dell’operazione 'Alleanza Mediaset-Vivendi per lo sviluppo di nuovi progetti industriali su scala internazionale' annunciata lo scorso 8 aprile.
“Schema che muta la valenza industriale alla base dell’accordo per incidere significativamente sull’assetto del capitale di Mediaset”, sottolinea la società del Biscione.
In sostanza la company francese, confermato lo scambio del 3,5% del capitale di Vivendi e del 3,5% del capitale di Mediaset, si legge nella nota, rinuncia di fatto al 100% di Premium, secondo quanto stabilito dal precedente accordo, e propone di acquistare soltanto il 20% del capitale di Mediaset Premium e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.
Secondo il Gruppo guidato da Piersilvio Berlusconi: "La lettera di Vivendi elude un riscontro puntuale ad un’intimazione rivoltale da Mediaset ad adempiere ai propri obblighi contrattuali – finora inadempiuti – in primo luogo quello di notificare tempestivamente l’acquisto del controllo di Mediaset Premium alla Commissione". Mediaset informa inoltre che "ieri, 25 luglio, l’Amministratore Delegato di Vivendi ha verbalmente comunicato che Vivendi non intende comunque onorare il contratto stipulato".
"La comunicazione di Vivendi costituisce per Mediaset una novità assoluta e non concordata. Rappresenta una palese contraddizione con gli impegni assunti da Vivendi mediante il contratto firmato lʼ8 aprile scorso, concluso dopo lunghe trattative con lʼapprovazione di tutti gli organi competenti di entrambe le parti" prosegue la nota.
Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset, già convocato per il 28 luglio 2016 per l'approvazione della Relazione semestrale, prenderà ufficialmente posizione su detta proposta e "sulla gravissima comunicazione dellʼAmministratore Delegato di Vivendi".
Mediaset, è fermamente determinata a far valere ogni proprio diritto in ogni sede. E si profila una causa legale con cui il Gruppo di Cologno potrebbe chiedere un risarcimento che secondo le prime indiscrezioni potrebbe arrivare fino a 1,5 miliardi di euro.
Intanto il titolo Mediaset ha chiuso oggi, 26 luglio, con un calo del 7%.
In una nota Vivendi ha successivamente comunicato la sua intenzione di “proseguire con la discussione” per l’acquisto del capitale di Mediaset Premium “con la volontà di costruire una grande alleanza strategica con Mediaset”. Nella nota la company francese ha confermato l’invio di una proposta alternativa che prevede l’acquisizione del solo 20% del capitale di Mediaset Premium e che ha riscontrato parere negativo da parte dell’operatore televisivo italiano.
.Nel comunicato del gruppo transalpino si precisa che "il presidente del suo consiglio di gestione, Bollorè, con una lettera datata 21 giugno, ha comunicato ai dirigenti Mediaset delle divergenze significative nell'analisi dei risultati della sua filiale di pay Mediaset Premium, su cui i due gruppi sono in trattativa".
Infine, in una seconda nota stampa, in relazione alla nota emessa da Vivendi, li Gruppo Mediaset precisa quanto segue:
Non cʼè nessuna negoziazione in corso tra Mediaset e Vivendi. La negoziazione è già avvenuta e si è conclusa con il contratto regolarmente firmato tra le parti lʼ8 aprile 2016.
Lʼanalisi dei risultati di Premium è ovviamente avvenuta prima della firma, come accade prima di ogni assunzione di impegni.
Quanto alle lettere inviate da Vivendi a Mediaset, il Gruppo afferma "confermiamo di non aver mai ricevuto alcuna contestazione formale sulla validità o i contenuti del contratto"
Sul fatto si è pronunciata anche Fininvest, azionista di Mediaset con il 34,7%, che in una nota ha commentato: “l’eccezionale gravità e l’assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi”. “L’annunciata decisione di non voler onorare un contratto valido e vincolante, regolarmente stipulato tra le parti e approvato da tutti i rispettivi organi competenti, viola i più elementari principi del diritto oltre che dell’etica economica”, ha commentato in una nota, ribadendo come “vengono infranti i capisaldi che assicurano un corretto e ordinato funzionamento del mercato”.
"L’atteggiamento di Vivendi - prosegue il comunicato - lascia chiaramente intuire che il suo vero, non dichiarato obiettivo – al di là della indubbia valenza industriale dell’accordo stipulato – fosse in realtà quello di costituirsi in modo surrettizio e inaccettabile una posizione di estremo rilievo nell’azionariato di Mediaset”.
EC

