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Ucraina. WFA: attenzione agli investimenti adv che finanziano la disinformazione

Il 75% dei suoi membri ha già ricollocato, ridotto o tagliato del tutto gli investimenti pubblicitari e promozionali destinati al mercato russo, ma la WFA ( nella foto il Ceo Stephan Loerke), invita tutte le altre grandi marche a fare lo stesso per non correre il rischio di alimentare o finanziare canali e mezzi filogovernativi o fonti di disinformazione.

Secondo un sondaggio condotto fra 31 suoi membri dalla World Federation of Advertisers, 3 aziende su 4 hanno ricollocato, ridotto o tagliato del tutto i loro investimenti destinati al mercato russo.

Ogni azienda deve prendere una decisione autonomamente, ha dichiarato il Ceo di WFA, Stephan Loerke (nella foto), considerando che molti dei suoi aderenti hanno sedi e uffici tanto in Ucraina quanto in Russia e la loro priorità non può essere che la sicurezza e il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie.

Ma l’invito esplicito dell’associazione è a rivedere e possibilmente fermare ogni tipo di di investimento marketing e media sul territorio russo, in particolare sui canali vicini o addirittura parte integrante dell’amministrazione del paese. Sono peraltro già diverse le multinazionali che hanno deciso si sospendere le attività e gli investimenti pubblicitari in Russia (leggi news).

WFA continuerà in ogni caso a lavorare all’interno della Global Alliance for Responsible Media (GARM) monitorando la situazione insieme ad aziende, agenzie e piattaforme per assicurarsi che anche al di fuori del mercato russo gli investimenti pubblicitari non vadano a supportare o a finanziare fonti di disinformazione e di fake news.