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Vivendi, scontro su Premium: "la ricerca di una soluzione amichevole non è più una priorità". Mediaset:"la vicenda sarà risolta in tribunale"
"Nelle attuali circostanze, Vivendi al momento non è più intenzionata a dare priorità alla ricerca di una soluzione amichevole e si riserva il diritto di intraprendere tutte le azioni necessarie per difendere i suoi interessi e quelli dei suoi azionisti».
E' quanto dichiara in un comunicato il gruppo francese guidato da Vincent Bolloré sulla vicenda Mediaset e Mediaset Premium.
Vivendi ribadisce che il business plan di Mediaset Premium, che prevede il pareggio nel 2018, si basa su «assunti irrealistici» e quindi «non può essere ritenuta responsabile dell'attuale situazione».
La nota prosegue inoltre affermando che la sola risposta "all'approccio costruttivo di Vivendi da parte di Mediaset e Fininvest è stata quella di diffondere dichiarazioni pubbliche aggressive e di iniziare una serie di azioni legali".
Tra queste, la nuova istanza presentata il 12 ottobre che mira ad «intimidire Vivendi» e chiede il sequestro del 3,5% del capitale di Vivendi.
Mediaset ha risposto al comunicato del Gruppo francese con una nota nella quale si legge:
"Dal 25 luglio 2016, data della lettera ufficiale Vivendi di dietrofront sul contratto definitivo e vincolante firmato, non ci sono stati più contatti tra le due società. Non risponde quindi al vero che 'negli ultimi mesi sono stati incessanti i tentativi di cercare soluzioni alternative' tra le parti. Non solo non c’è stato alcun “approccio costruttivo” ma è cessato da parte di Vivendi qualsiasi approccio".
"I reiterati riferimenti contenuti anche in quest’ultimo comunicato pubblico a “business plan irrealistici” - che ricordiamo nulla hanno a che fare con l’analisi dei risultati di Premium ovviamente avvenuta prima della firma - costituiscono ingerenze inappropriate sulle attività di un rilevante asset industriale di una società quotata. E provocano ulteriori danni non solo di reputazione turbando il corso del relativo titolo".
" Per tutti questi motivi - dichiara Mediaset - prendiamo atto del fatto che la vicenda sarà risolta in tribunale. Dove emergeranno chiaramente i ruoli che oggi si vogliono confondere. In tale ottica, è evidente che la richiesta di sequestro di azioni Vivendi, lungi dall’essere un’iniziativa intimidatoria, è finalizzata a tutelare gli interessi di Mediaset e dei suoi azionisti".
La prima udienza nelle è fissata per il prossimo 8 novembre.
Ricordiamo che l'8 aprile scorso Mediaset e Vivendi hanno concluso un accordo per la cessione della pay-tv Premium al gruppo francese, con incluso uno scambio azionario del 3,5%. Il 26 luglio Vivendi ha reso noto che considerando "irrealistico" il business plan di Premium, manteneva l'impegno allo scambio azionario, ma con l'intenzione di salire al 15% del capitale di Mediaset in tre anni tramite un bond convertibile e che invece di acquistare il 100% della pay tv, intendeva fermarsi al 20%.
Dura la reazione di Mediaset e Fininvest, che in conseguenza a queste dichiarazioni, hanno che avviato azioni legali contro Vivendi con la richiesta di danni multi-milionari. Fino alla richiesta dello scorso 12 settembre del sequestro del 3,5% del capitale di Vivendi (leggi news).

