Partner content

Conversion apre l'anno con la vittoria di Bausch&Lomb, la conferma di Eurobet e prepara la strategia digital di Ramazzotti. Focus sull'efficacia grazie alla strategia omnichannel

Paola Maneo, customer development director dell'agenzia, spiega ad ADVexpress l'approccio innovativo della prima omnichannel engagement agency, risultato vincente grazie alla scelta di dotarsi di una struttura organizzativa ad hoc e di professionisti specializzati, portando così inhouse tutte le competenze. Una filosofia che sta pagando, come dimostrano anche le conferme ottenute da clienti come Infinity ed Eurobet, che hanno affidato all'agenzia nuovi progetti e campagne. Tra i requisiti fondamentali della comunicazione sul web la professionista cita qualità, engagement, rilevanza, forza in termini di comunicazione e branding.
Eurobet, Conversion

 Conversion è nota per essere la prima omnichannel engagement agency. Oggi però tutti parlano di omnicanalità, cosa distingue esattamente l'agenzia dagli altri player sul mercato?
Lo abbiamo chiesto a Paola Maneo (nella foto), customer development director dell'agenzia.

"Conversion è un’agenzia di comunicazione ed engagement omnichannel e certamente nel consumer path il touchpoint digital è tra i più importanti ed è onnipresente. I brand ci chiedono strategia e creatività digital come canale di comunicazione ad hoc, ma anche come strumento ad integrazione di attività in-store ed eventi.
Essere omnichannel, come Conversion ha deciso si essere già quasi tre anni fa, è ormai un fattore critico di successo nel mondo della comunicazione e le aziende con cui lavoriamo così come le realtà che ci contattato coinvolgendoci in gare ne riconoscono sempre più il valore.

Ash, Conversion

Essere omnichannel, tuttavia, ha in sé un rischio di dispersione, perchè saper far tutto alla fine potrebbe far pensare a un approccio superficiale. Non è così, soprattutto se si  affronta l’omnicanalità con una struttura organizzativa dedicata, che consente di avere tutte le competenze inhouse. L’errore più grande che un brand può fare è affidarsi ad agenzie che dichiarato di essere omnichannel, ma in realtà possiedono internamente  solo una parte delle competenze necessarie, appaltando all’occorrenza all’esterno capabilities per poter offrire un progetto integrato ‘sulla carta’. E' necessario che le competenze siano verticali e rimangano tali, perché il know how è sempre una questione di profondità e aggiornamento continuo. E' poi fondamentale avvalersi di figure chiave con una visione omnichannel che abbiano la capacità strategica ed operativa di integrare le risorse specializzate in modo tale da creare sinergie e produrre un risultato di comunicazione omnicanale. Bisogna inoltre favorire la contaminazione e una consapevolezza omnichannel a tutti i livelli, pur nel rispetto delle competenze verticali. Tutto questo comporta grandi investimenti, risorse umane adeguate, volontà di apprendimento continuo. Conversion ha iniziato questo approccio da tre anni e il processo di sviluppo è ancora in corso. Siamo tuttavia convinti di aver maturato un vantaggio competitivo e i clienti  ci stanno dando ragione".


Quali sono i vostri ultimi new business e i progetti in corso?

L’anno si è aperto con la vittoria della gara per la comunicazione 2018 in ambito social, digital e display per Bausch&Lomb, ma anche con la riconferma di clienti che continuano a darci fiducia. Per Infinity, con cui collaboriamo da più di un anno, stiamo sviluppando nuovi formati con shooting dedicati proprio ai canali social che hanno avuto subito ottimi risultati in termini di conversione sulla community. Eurobet, dopo la campagna omnichannel di scommesse, ci ha riconfermato anche per la produzione di una campagna digital per l’area Casinò e altre mini campagne che usciranno nei prossimi mesi.
Il 2018 sarà anche l’anno di implementazione della strategia social global di Ramazzotti, per la quale abbiamo vinto la gara a fine 2017.


Focalizzandoci sul social, quali sono, secondo il vostro osservatorio, i trend chiave del 2018?

È sempre difficile essere originali nei pronostici, perchè si leggono previsioni ovunque da mesi. Non ci interessa essere originali, ma essere efficaci. Ecco perchè racconterò sinteticamente le linee guida che stiamo utilizzando per rispondere ai brief dei nostri clienti e che stanno dando ottimi risultati. 
Ciò che non ci stanchiamo mai di spiegare ai nostri clienti ultimamente è che la ricerca organica su Facebook è definitivamente morta. Non ci sono piani editoriali o Activation efficaci senza investimenti. A parte i LIVE, che rimangono l’unico ed ultimo formato efficace in termini di reach organica, la nuova realtà di Facebook influenza notevolmente strategia e creatività: e risulta vincente l'approccio  LESS IS MORE.
Se prima la reach organica sui social, ma anche in generale sul web, era massima presenza uguale a massima copertura; oggi il paradigma è cambiato. Proprio perché se non si sponsorizza, non si è visibili. In questa attività qualità,
engagement, rilevanza, forza in termini di comunicazione e branding
diventano requisiti importanti.
Il modo di comunicare sui social andrà sempre più nella direzione di mini-campagne capaci di generare rilevanza significativa: meno contenuto, ma di maggior impatto.
In quest’ottica, la conversione diventa un requisito ancora più rilevante. Si emerge solo grazie all’investimento, è sappiamo bene che i brand quando investono vogliono un ritorno concreto dagli investimenti. Ecco perchè le metriche relative alla presenza social saranno sempre di più legate a parametri di conversione a valle, che siano Lead da attivare e nutrire in una relazione commerciale di conversione o più concretamente risultati di drive to store o sell out.
E’ un cambiamento importante, e il ruolo delle agenzie, la loro forza creativa e l’orientamento al conversion marketing saranno al centro di questo cambiamento.