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Global Meetings Industry Day. #Italialive: gli eventi sono sicuri, dobbiamo ripartire dal 1° giugno

Nel corso dell’incontro sono state presentate alcune case history internazionali e italiane di successo, eloquenti della possibile ripartenza degli eventi in sicurezza. Intervenuti anche alcuni rappresentanti delle istituzioni e Alessandra Albarelli, portavoce istituzionale di #Italialive e Presidente Federcongressi&eventi che ha illustrato i nuovi protocolli necessari per la ripartenza in sicurezza proposti da #Italialive.

Gli eventi sono sicuri, è fondamentale ritornare al più presto a organizzarli: è questo il messaggio più forte emerso durante l’incontro dei rappresentanti della filiera in occasione della Giornata Mondiale della Meetings Industry, che ricorre l’8 aprile. L’iniziativa, coordinata da MPI Italia Chapter (nella foto la presidente Maddalena Milone), ha visto l’adesione di tutte le realtà riunite in #Italialive per sostenere l’importanza di tutti gli ambiti della filiera in occasione della giornata celebrativa internazionale sulla scia dell’hashtag #GMID21 e del tema ‘MeetSafe’, declinato in Italia nel claim “Meetings are Safe” che dà il nome all’evento.

Nel corso dell’incontro, moderato dalla giornalista e speaker RTL 102.5 Giusy Legrenzi, con il supporto tecnico di Converso e la traduzione simultanea inglese a cura delle interpreti AIIC, sono state presentate alcune case history italiane e internazionali esemplificative della possibile ripartenza degli eventi in sicurezza.

L’esperienza olandese

olandesi

Thjs Peters (a sinistra in foto), presidente di Mpi The Netherlands Chapter, ha introdotto l’iniziativa Fieldlabs nata dalla compartecipazione del governo olandese, di agenzie di eventi e delle associazioni di categoria. “L’obiettivo era fare dei test per capire come organizzare eventi sicuri – ha spiegato Marteen Schram (a destra in foto), Founder e CEO LiveComAlliance -. Abbiamo quindi definito quattro tipi di eventi e ne abbiamo svolti due per tipologia. Il tipo 1 sono eventi passivi (come conferenze e spettacoli teatrali), indoor di 500 persone, il tipo 2 sono eventi attivi indoor (spettacoli di danza e concerti) di 1300 persone, il tipo 3 sono eventi outdoor attivi (2 partite di calcio) con 1500 partecipanti, e il tipo 4, outdoor anche festival con 1500 persone. Ora abbiamo anche altri 14 eventi, da 500 a 1000 persone ognuno, e quello finale sarà la finale dell’Eurovision contest alla fine di maggio”.
L’obiettivo di questi eventi era esplicitamente quello di fare ricerca e capire quali sono le caratteristiche che un evento deve avere per essere sicuro dal punto di vista sanitario: da quelle della location (areazione, circolazione delle persone, ecc…) alle dinamiche stesse dell’evento (se seduti o meno, la sua durata e i momenti di contatto, ecc…). Le persone sono state divise in alcune “bolle”, cioè gruppi che si muovevano in modo ordinato e separato all’interno dell’evento a seconda della sua tipologia. “Nel confronto con eventi tradizionali in cui non erano state adottate queste misure, abbiamo visto che il pericolo di contagio era maggiore – ha continuato Schram – e che, al contrario, gli eventi che vengono pensati e strutturati in anticipo secondo questi criteri sono sicuri quanto lo stare a casa propria”.

Dopo questi test, la industry ha inviato al governo olandese na sintesi dei dati e un invito chiaro a riaprire queste tipologie di eventi, che è stato accolto favorevolmente.

Il caso spagnolo

Un’altra esperienza che viene dall’estero è quella spagnola, presentata da Jorge Rubio Navarro, Direttore Turespaña -  Ufficio del Turismo Spagnolo Roma.
Si tratta di un evento per la presentazione della Bmw ID 4, tenutosi a marzo 2021 nel Green patio di Madrid con la partecipazione di 330 persone. “In uno spazio molto aperto e molto areato, i partecipanti all’ingresso hanno fatto un test antigenico e fornito i propri dati da condividere con il ministero della salute – ha spiegato - e a chi era negativo è stato fornito un braccialetto a identificazione di radiofrequenza che rendeva possibile la tracciabilità in caso di successivo contagio. Le persone erano divise in 8 gruppi suddivisi in sottogruppi da 8 mediante colori diversi. Era anche organizzata un’area di test, una sala di registrazione e una zona di attesa del risultato dei test antigenici”. Igiene mascherine, distanza di 2 metri fra le sedie e test antigenico le misure principali dell’evento, a cui si aggiungono gli strumenti tecnologici come il braccialetto a radiofrequenze, che ha permesso la comunicazione con il Ministero della salute e l’utilizzo dei dati per il Crm.

Italia: un evento medico per 1500 persone

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A parlare di una case history italiana è stata Ilaria Da Frassini (in foto), Responsabile Congressi di Firenze Fiera, che ha portato l’esempio dell’evento "Conoscere e curare il cuore tenutosi a ottobre alla Fortezza da Basso a Firenze, promosso dalla Fondazione “Centro Lotta contro l’Infarto”, che ha visto la partecipazione fisica di 1500 cardiologi.

“La versatilità dello spazio, esteso su 110mila mq e organizzabile secondo le esigenze, insieme alla estrema collaborazione di tutti i fornitori, ha reso possibile la realizzazione di questo evento in totale sicurezza – ha spiegato -. Abbiamo applicato il protocollo sviluppato da Firenze Fiera, che prevedeva la misurazione con termo scanner davanti a 3 porte, il distanziamento sociale, la sanificazione continua degli spazi, sistemi di aerazione controllati e sicuri, percorsi preordinati e staff medico infermieristico on site. Nei quattro giorni di evento la Fortezza è stata uno dei posti più sicuri d’Italia: siamo riusciti a svolgere un normale congresso rispettando tutte le regole sanitarie”.
Fondamentale è stata la partnership fra la Fondazione Fiera e i fornitori, che ha permesso di rendere possibile, anche da un punto di vista economico, questo appuntamento.

Gli studi scientifici

Spazio poi alla scienza con la presentazione dell’AirboneRiskCalculator sugli eventi sicuri del Prof. Luca Stabile dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

In un’accurata spiegazione scientifica, Stabile ha posto l’attenzione sull’importanza della trasmissione aerea del virus che a oggi non è molto considerata. Il professore ha spiegato come i droplet attraverso cui si diffonde il virus possono essere più contagiosi a seconda della loro grandezza: più sono grandi più tendono a contagiare se si è molto vicini (fino a 60 cm), ma poi a cadere al suolo, mentre quelli più piccoli rimangono più a lungo nell’aria. Determinante è anche il tempio di esposizione, così come il luogo dove essa avviene.

“Lo studio che abbiamo svolto permette di valutare mediante il modello emissivo il numero di virus presente nelle goccioline – ha spiegato -. Ne emerge come il rischio di contagio sia importante sia nei contatti ravvicinati, che nei contatti non ravvicinati ma indoor. Per questo, nei luoghi chiusi, è bene diminuire l’emissione, abbassando la voce.  Attraverso il tool di calcolo che abbiamo elaborato, si possono gestire i rischi possibili di contagio e, quindi, anche realizzare eventi indoor in sicurezza, con le dovute accortezze”.

Albarelli (#Italialive): “Gli eventi devono ripartire dal 1° giugno”
“Gli eventi sicuri si possono fare” ha esordito Alessandra Albarelli, portavoce istituzionale di #Italialive (di cui fa parte il Club degli eventi di ADC Group) e Presidente Federcongressi&eventi che ha illustrato i nuovi protocolli necessari per la ripartenza in sicurezza proposti da #Italialive.

“Già lo scorso anno, con la partenza della pandemia, abbiamo costituito un gruppi interdisciplinare di tutti gli operatori della filiera per esaminare e definire le linee guida per gli eventi sicuri, che abbiamo sottoposto all’attenzione al governo e alla conferenza delle regioni e che ha portato all’ approvazione dei protocolli dal governo – ha spiegato -. Da queste linee guida di carattere generale abbiamo sentito la necessità di fare un lavoro più approfondito, predisponendo un kit molto articolato di strumenti che rappresentano il documento di valutazione del rischio biologico in sede di evento. Questo tool è per noi fondamentale perché dietro all’organizzazione dell’evento c’è anche un alto livello di responsabilità da parte dell’organizzatore o della sede ospitante”. Emerge che un grande affollamento aumenta il rischio biologico e dunque maggiori devono essere le misure di prevenzione e contenimento del rischio. “Non succede pero che più l’evento è grande più è rischioso – ha precisato -: abbiamo analizzato il processo e predisposto questo kit di documenti, DVRE, che analizza il rischio biologico, e aiuta a mettere in atto le procedure che in fase di organizzazione dell’evento ci permettono di eliminare gli elementi che elevano il rischio e andando ad abbatterlo in tutte le sue fasi, sapendo che il rischio zero è quasi impossibile”. E’ necessario utilizzarlo per formare i collaboratori, i dipendenti e anche i fornitori che entrano nello spazio dell’evento per organizzarlo.
Albarelli ha poi illustrato quella che è la proposta di #Italialive per la riapertura degli eventi. “Vogliamo avere una data oggi di un’apertura quanto prima, ovvero il 1° giugno – ha spiegato -. Parliamo di eventi comunque ridotti al 15-20% delle nostre potenzialità. I grandi eventi avranno ovviamente necessità di protocolli differenti. Abbiamo sottoposto questa proposta al ministro del turismo, e un segnale positivo è arrivato anche dal sottosegretario Sileri sul tema della formazione sanitaria, che può iniziare perché medici sono vaccinati”.

Gli interventi delle istituzioni
A concludere la conferenza alcuni interventi istituzionali in video. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha espresso vicinanza al settore: “Con i vaccini sicuramente si ripartirà”, ha spiegato. In video anche l’ex sottosegretario al turismo Lorenza Bonaccorsi, che aveva fatto stanziare 370 milioni di euro per il comparto, ma di cui 350 sono ancora da erogare. “Continueremo con i ministri a lavorare per tenere in considerazione questo settore”. E Tiziana Nisini, sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha espresso l’importanza di ricorrere all’esperienza dei professionisti di questo comparto.  “Questo è un settore di professionisti che hanno esperienza e hanno messo in campo protocolli validi, di cui dobbiamo tenere conto.  Gli eventi sono per il nostro paese un settore strategico. Certo, i soldi stanziati non potranno mai ristorare le perdite, ma con un piano vaccinale che sta avanzando e protocolli mesi in campo si può cominciare a cambiare e fare ripartire il settore”.

Giorgio Palmucci, presidente Enit, ha portato la speranza di ripartire del settore turistico, che continuerà a lavorare per fare venire turisti in Italia.

Infine, un video di saluti da parte di alcuni sindaci per l’8 aprile - Giuseppe Sala (Milano), Luigi Brugnaro (Venezia), Gianpietro Ghedina (Cortina) – e di alcuni esponenti di enti, Maurizio Marchesini (vice presidente per le filiere e le medie imprese di Confindustria) e il presidente Coni Giovanni Malagò.

Ilaria Myr