Evento culturale

‘Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel’, lo spettacolo ideato da Marco Balich e prodotto da Artainment Worldwide Shows debutta il 15 marzo all'Auditorium Conciliazione di Roma

Realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, la musica di Sting e la voce narrante di Pierfrancesco Favino, lo show si avvale della tecnologia più avanzata applicata al live entertainment, per raccontare la genesi di un capolavoro della storia dell’arte e dell’umanità, nel rispetto delle fonti storiche e pittoriche. Il progetto è stato presentato in anteprima a Porto nell'ambito del Bea World 2017.

Debutta il 15 marzo ‘Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel’, lo spettacolo prodotto da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, all'Auditorium Conciliazione di Roma. Ricordiamo che il progetto è stato presentato in anteprima a Porto nell'ambito del Bea World 2017.

Protagonista assoluta è la Cappella Sistina. Uno dei luoghi più incredibili della storia dell’arte mondiale è al centro di uno spettacolo che nasce dalla contaminazione di tante e diverse forme artistiche: da un lato l’azione fisica della performance teatrale incontra la magia immateriale degli effetti speciali, dall’altro la tecnologia più avanzata si mette al servizio di un racconto per parole e immagini mai visto prima. L’immersività di proiezioni a 270° porta lo spettatore al centro stesso dell’evento.

Lo show ideato da Marco Balich mette insieme alcuni dei più grandi talenti internazionali del mondo della musica, del teatro, del video per offrire al pubblico un viaggio sensoriale unico, un’esperienza emotiva che ha come protagonista principale uno dei luoghi più importanti e ammirati del mondo: la Cappella Sistina. «Con “Giudizio Universale” abbiamo voluto creare uno spettacolo completamente nuovo, in cui la genesi di un capolavoro dell’arte universale viene raccontata mixando tutti i linguaggi che il mondo del live entertainment ci mette oggi a disposizione; il tutto nel più rigoroso rispetto dell’opera di Michelangelo - dichiara Marco Balich -. Questo progetto è nato ed è cresciuto grazie alla disponibilità dei Musei Vaticani, che vogliamo qui ringraziare. Fin dal nostro primo incontro, quando nel 2015 Monsignor Nicolini e l’allora Direttore Antonio Paolucci ci hanno accolto, abbiamo trovato grande attenzione e ascolto a una proposta innovativa nella forma e nel linguaggio. Per rispondere a questa fiducia abbiamo voluto i più grandi talenti mondiali del settore che abbiamo coinvolto grazie all’esperienza accumulata in anni di grandi cerimonie come quelle olimpiche, un lavoro che ci ha insegnato a iniettare nelle nostre creazioni i due ingredienti più importanti per la riuscita di uno spettacolo: emozione e autenticità. Mettere il lavoro di una vita a disposizione del racconto di un patrimonio dell’umanità come la Cappella Sistina è stato un privilegio e un’enorme responsabilità, ma ci piace pensare che gli spettatori che verranno a vedere il nostro “Giudizio Universale”, soprattutto quelli più giovani, possano uscire dall’Auditorium Conciliazione ispirati da una rinnovata consapevolezza: non c’è nulla di più emozionante della bellezza di un’opera d’arte».

Realizzato con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, lo show si avvale della tecnologia più avanzata applicata al live entertainment per raccontare la genesi di un capolavoro della Storia dell’Arte e dell’umanità, nel massimo rispetto delle fonti storiche e pittoriche. «I Musei Vaticani sono una realtà in cui tradizione e innovazione trovano una perfetta sintesi. Tradizione che è tutela, inventariazione, restauro, conservazione e valorizzazione delle collezioni attraverso gli studi, la ricerca, la didattica, i progetti internazionali, i convegni e le mostre. Innovazione che è oggi imprescindibile per il funzionamento di un’istituzione moderna che accoglie più di sei milioni di visitatori l’anno - dichiara Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani - La collaborazione dei Musei Vaticani con Artainment Worldwide Shows va letta proprio in questa volontà di sintesi. Il live show può rappresentare un ottimo modo di vivere e conoscere la Cappella più famosa del mondo in modo diverso, con un linguaggio comunicativo moderno, adatto alle nuove generazioni».

TIM è Excellence Partner di questa iniziativa e conferma ancora una volta la sua attenzione nei confronti dei progetti di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano, la cui esperienza è arricchita dalle tecnologie più innovative moderne, ribadendo così la sua leadership per lo sviluppo della cultura digitale del paese.

La regia di questo spettacolo totalmente innovativo – capace di unire arte, performance teatrale, musica e le tecnologie più avanzate – è di Marco Balich direttore artistico e produttore di Cerimonie Olimpiche, da Torino 2006 a Rio 2016. Per questo progetto Balich si è avvalso della collaborazione di artisti di indiscussa fama internazionale come Sting – oltre 100 milioni di dischi venduti con i Police e con la sua carriera da solista - che ha arrangiato e interpretato il main theme song originale: «Quando ho visto la Cappella Sistina sono rimasto folgorato dal genio di Michelangelo. Fare una “colonna sonora” di una simile visione è un’esperienza mistica. - Dichiara Sting - Questo spettacolo mi ha permesso di spingermi in un ambito per me inedito e di lavorare con artisti incredibili. Uno show di questo tipo è possibile solo grazie alla spinta creativa di un team di eccellenze. Sono onorato di essere parte di un progetto così straordinario che offre l’esperienza senza precedenti di uno dei luoghi più spettacolari del mondo».

Lo show, con repliche in italiano e in inglese, si avvale anche del contributo di una star della recitazione. La voce di Michelangelo, in entrambe le versioni, è di Pierfrancesco Favino, il cui talento è da tempo riconosciuto oltre i confini italiani anche grazie a grandi produzioni internazionali: «Siamo circondati dalla bellezza. Abbiamo questa enorme fortuna ed è assurdo quanto spesso ce ne scordiamo. Quando c’è la possibilità di partecipare a qualcosa che riesce a dare voce, luce a questa bellezza che abbiamo tutto intorno, non possiamo che inorgoglirci», dichiara Favino.

La co-regia di “Giudizio Universale” è di Lulu Helbek - già direttore creativo di importanti produzioni Balich Worldwide Shows, come “Mother of the Nation”, realizzato ad Abu Dhabi nel 2016 - che racconta così lo spettacolo: «“Giudizio Universale” è uno show in cui lo spettatore è avvolto da ogni dove. Arriva dopo anni di sperimentazione per cercare di regalare un’emozione, per creare una nuova esperienza sensoriale ed estetica. Tutti gli elementi, corpi, luci, video, si fondono, e immergono lo spettatore in una trasformazione continua del linguaggio teatrale».

La supervisione teatrale è stata affidata a Gabriele Vacis, figura di riferimento nel panorama artistico europeo, che aggiunge. «La Cappella Sistina è un totem della nostra cultura, una sorta di Aleph. Un luogo in cui lo spazio e il tempo si riconciliano nello sguardo umano. Un posto dove tutte le storie degli uomini si addensano in un’esperienza di visione. Il lavoro alla nostra narrazione della Cappella Sistina è iniziato più di quattro anni fa e ha richiesto il contributo di decine di artisti, tecnici esperti delle più diverse discipline. È il nostro piccolo respiro che va ad aggiungersi a quello dei tanti che, nei secoli, hanno edificato la Cappella Sistina».

Al tema originale di Sting si aggiungono le musiche di John Metcalfe, figura di riferimento della scena pop-rock contemporanea e arrangiatore e produttore di artisti come U2, Morrissey, Blur e Coldplay: «Abbiamo voluto che la musica sostenesse la potenza e la varietà degli affreschi e, nello stesso tempo, abbiamo voluto essere moderni perché le opere d’arte abbiano oggi la stessa rilevanza e potenza rispetto al tempo della loro creazione. Per me era importante soprattutto mettermi al servizio dei dipinti. Non è una sinfonia di John Metcalfe. È un contributo alla creazione di un mondo che celebra il genio di Michelangelo».

Le scenografie dello spettacolo non si limitano a riprodurre la Cappella Sistina, ma portano davanti agli occhi del pubblico spazi nuovi, magici, sospesi, ispirati dalle prospettive originali del Cinquecento. A firmarle sono stati chiamati Stufish Entertainmnet Architects, il team di scenografi già responsabile, tra i tanti, dei palchi di The Rolling Stones, U2, Lady Gaga e Madonna. «L’arte di Michelangelo di immergere lo spettatore nella luce e travolgerlo nell’immaginario con la Cappella Sistina può essere paragonata alla capacità delle rockstar contemporanee di offrire al pubblico un’esperienza di vera estasi», dichiara lo Studio. La struttura a volta della sala dell’Auditorium Conciliazione fa da sfondo ai contenuti video in altissima definizione e offre una straordinaria esperienza immersiva: un’area di oltre 1000 metri quadri di superficie per le proiezioni è posizionata a più di 12 metri di altezza tutto intorno al pubblico.

L’immersività delle proiezioni a 270°, realizzate grazie ai proiettori laser ad alta luminosità della gamma professionale Panasonic, porta lo spettatore al centro stesso dell’evento rendendolo protagonista di un’esperienza multisensoriale. A curarne i contenuti è Luke Halls, video designer già al lavoro con Rihanna, Elton John e la Royal Opera House di Londra. Fanno parte del team creativo internazionale che contribuisce alla realizzazione dello show anche Fotis Nikolaou, storico danzatore di Dimitris Papaioannou e coreografo delle Cerimonie delle Olimpiadi di Atene, e Rob Hallowey e  Bruno Poet, light designers di innumerevoli opere teatrali in tutto il mondo, da Oslo a Broadway.

Altri importanti contributi allo show sono il suono di Mirko Perri, vincitore del David di Donatello 2017 per “Veloce come il vento”, e i costumi di Giovanna Buzzi, vincitrice del Metropolitan Fashion Award 2017, l’Oscar della Moda, con oltre 100 spettacoli all’attivo tra lirica, prosa e grandi eventi.

“Giudizio Universale” ha una durata di 60 minuti. Gli spettatori assistono al racconto della nascita del capolavoro del Buonarroti, dalla commissione da parte di Giulio II degli affreschi della volta fino alla realizzazione del Giudizio Universale, con una rievocazione della Cappella Sistina anche come luogo dell’elezione pontificia. Attraverso il racconto di Michelangelo si animano gli affreschi che rendono unico al mondo il luogo di uno dei riti più affascinanti e misteriosi della spiritualità: il Conclave.

Concepito per la lunga tenitura, lo spettacolo, nella doppia versione italiana e inglese - con già 40.000  prevendite - si configura come l’evento imperdibile del 2018, un must-see per i milioni di visitatori italiani e internazionali che ogni anno scelgono Roma come meta del loro viaggio nel Paese della bellezza. Un appuntamento per tutti gli amanti dell’arte ma anche per le scuole.

Grazie al progetto educativo Artainment@School, sostenuto dalla main partnership della Fondazione Bracco, 15.000 studenti di età compresa tra gli 8 e i 19 anni hanno già confermato la presenza allo spettacolo. Le classi riceveranno gli ArtKit di F.I.L.A. – Fabbrica Italiana Lapis ed Affini.

“Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” - finanziato con capitali privati (con un budget di 9 milioni di Euro), e si avvale del Patrocinio del Mibact - è la prima produzione di Artainment Worldwide Shows. La società, parte di Worldwide Shows Corporation (wscorp.com), è nata per dare vita a un nuovo genere di intrattenimento: performance dal vivo in cui i codici emozionali dello spettacolo e i linguaggi visivi contemporanei incontrano l’arte. «Abbiamo lavorato molto negli ultimi 3 anni alla definizione di un nuovo modello di business entertainment che ripartendo dall’Italia potesse essere esportato nel mondo. Il primo progetto è “Giudizio Universale” per il quale sono stati investiti circa 9 milioni per lo show-format di Roma, contando sulla sua unicità artistica e il suo potenziale attrattivo e turistico», dichiara il Presidente di Artainment Simone Merico.

Lo spettacolo si propone come nuovo capitolo dell’offerta culturale italiana, con un progetto di lungo respiro che parte da Roma. Così come avviene nelle più importanti metropoli, la capitale avrà uno spettacolo che parla al mondo con una cifra stilistica tipicamente italiana.

Le voci di “Giudizio Universale” – oltre a quella di Pierfrancesco Favino per Michelangelo – sono di Sonia Scotti per la versione italiana della voce della Bibbia, Joseph Murray e Luca Biagini per Clemente IV, Ian Thomas Williams e Ennio Coltorti per Giulio II, Julian Hill e Franco Mannella per il Camerlengo.

I performer che fisicamente si alterneranno sul palco sono invece Valentino Infuso, Cristian Ruiz, Francesco Cordella, Pietro Rebora, Rimi Cerloj, Danilo Picciallo, Giacomo Corvaia, Desirè Balena, Danilo Monardi, Federica Scaramella, Manuel William Rapicano.

INTERVISTA A MARCO BALICH, REGISTA E DIRETTORE ARTISTICO

Ricorda la prima scintilla da cui è nata l’idea dello spettacolo?

«Tutto è iniziato nel 2015, quando con i miei soci Gianmaria Serra e Simone Merico abbiamo pensato che il lavoro che facevamo con i più grandi professionisti del mondo del live entertainment – scenografi, light designer, compositori, coreografi – poteva essere messo a disposizione di un progetto sul patrimonio italiano di storia, cultura e bellezza».            

Come si arriva da quella intuizione a “Giudizio Universale”?    
«Diamo per scontato che le opere d’arte parlino da sole. È come se temessimo che la spettacolarizzazione del nostro patrimonio artistico rischi di banalizzarlo o, peggio ancora, di manipolarlo. Io sono convinto che si possa e si debba trovare una chiave di racconto rispettosa delle grandi opere d’arte che sappia, però, parlare a chi sta crescendo con Instagram e non con il National Geographic. Credo che dobbiamo trovare un codice di linguaggio che sappia raggiungere anche chi è abituato a guardare video di 20 secondi sullo smartphone. Per questo abbiamo voluto coinvolgere grandi talenti del live entertainment contemporaneo, per provare a iniettare la loro e la nostra esperienza in uno show che vuole portare il suo pubblico alla scoperta di un luogo così importante per la storia dell’arte, per la storia dell’umanità e per l’immaginario collettivo come la Cappella Sistina».

Che tipo di spettacolo è “Giudizio Universale”?

« È uno spettacolo ricco, multiforme, capace di far incontrare i linguaggi più disparati: acrobazia e ballo, pathos teatrale e spettacolarità immersiva, effetti speciali e ombre cinesi, musica e parola… Nasce da una mia intuizione, ma si è poi definito grazie al contributo di molte persone: dalla co-regista Lulu Helbek che ha approfondito molti aspetti del lavoro, alla suopervisione teatrale di Gabriele Vacis, che ha curato la supervisione teatrale del testo che accompagna lo show. Altri importanti contributi di creatività sono arrivati, da artisti come John Metcalfe che ha curato le musiche, dagli scenografi della Stufish Entertainment Architects, al videodesigner Luke Halls, dal light designer Bruno Poet al coreografo Fotis Nikolaou».

L’uso di tanti linguaggi diversi è un modo di intercettare i gusti di tutte le tipologie di spettatori?

«Guidando lo spettatore attraverso un continuo zapping di visioni, contenuti o modalità espressive, catturiamo la sua attenzione. Utilizzare tanti linguaggi diversi può coinvolgere più persone, ma la cosa più importante è tenere sempre d’occhio la progressione emotiva. Siamo vincenti se riusciamo a emozionare le persone e la mia regola è che quello che facciamo deve emozionare me per primo: devono venirmi sempre la pelle d’oca e gli occhi lucidi. Poi c’è il ritmo, che deve essere sempre molto sostenuto. Questa è un’altra caratteristica di tutti i nostri lavori: dalle gigantesche Cerimonie Olimpiche negli stadi, a spettacoli con dimensioni teatrali come questo».

Perché avete scelto proprio la Cappella Sistina?

«È un luogo conosciuto in tutto il mondo. Ospita i capolavori di un genio eccezionale come Michelangelo ma anche opere di altri giganti dell’arte come Botticelli o il Perugino. È un luogo sacro che tocca la spiritualità di tante persone. È il luogo che ospita con regolarità uno degli eventi più importanti della Storia dell’umanità: il Conclave, l’elezione del Pontefice, che nel nostro show rievochiamo. È uno tra i luoghi museali più visitati al mondo. È un luogo unico. Ma ciò che mi ha convinto a mettere la Cappella Sistina al centro del nostro spettacolo è che è un capolavoro di bellezza e ha tante chiavi di accesso e di lettura, tra cui quella della contemporaneità, ciò che manca ad altri luoghi famosi come Angkor Wat in Cambogia, il Tempio di Luxor in Egitto o il Louvre di Parigi. Durante il nostro show, il pubblico potrà letteralmente avvicinarsi a particolari del lavoro di Michelangelo impossibili da notare durante una normale visita. Per lo spettacolo i Musei Vaticani ci hanno messo a disposizioni 16 terabyte di immagini della Cappella Sistina alla più alta definizione possibile. Immagini che noi proiettiamo in 4K davanti, sopra, tutto intorno al pubblico che verrà a vedere “Giudizio Universale”».

Perché coinvolgere i Musei Vaticani?

«Avere l’approvazione dei Musei Vaticani è stato un obiettivo prioritario fin dal primo minuto. Ho sempre avuto la convinzione che uno spettacolo come questo dovesse basarsi su una certificazione dell’ineccepibilità degli aspetti culturali. La nostra, se vogliamo, è un’operazione culturale 3.0, in cui la bellezza del nostro grande patrimonio artistico italiano viene resa fruibile attraverso l’intrattenimento. In un modo diverso, ma non conflittuale, anzi: l’esperienza del nostro “Giudizio Universale” è complementare a quella museale. Il fatto che i Musei Vaticani abbiano creduto in questa idea e nel nostro spettacolo l’ho vissuto come una grande vittoria. Soprattutto perché, da laico, non avevo l’obiettivo di fare uno show religioso ma uno spettacolo dedicato alla bellezza, emozionante, contemporaneo e con un’importante componente di spiritualità».

Come è entrato nel progetto Sting?

«Riuscire a convincere Sting ad arrangiare ed eseguire il tema musicale è stata un’altra conquista importante. Se avessimo utilizzato solo la musica di repertorio del ’500 o le composizioni di Giovanni Pierluigi da Palestrina, non saremmo riusciti a dare quel senso di contemporaneità che volevamo. Il lavoro di rilettura sulla musica antica che da tempo Sting porta avanti è perfettamente coerente con il nostro progetto».

Cosa può portare a casa il pubblico da uno spettacolo come “Giudizio Universale”?

«Mi piacerebbe che gli spettatori uscissero dall’Auditorium Conciliazione fortemente ispirati, ipnotizzati dalla bellezza e con un senso di spiritualità e di magia. Penso al nostro spettacolo come una specie di rampa di lancio verso una dimensione più grande che non sia lo stretto quotidiano. Se ci riusciremo, avremo reso un bellissimo servizio all’arte e allo spettacolo. La sfida su cui vorrei misurarmi è quella di confrontarmi con quei teenager di oggi che al primo momento di noia si chinano a guardare il telefonino. Vorrei che nell’ora di durata di “Giudizio Universale” quei ragazzi non sentissero mai il desiderio di controllare lo smartphone».

Allo spettacolo, infatti, è legato anche il progetto didattico Artainment@school…

«È la naturale conseguenza dell’approccio che abbiamo voluto dare a “Giudizio Universale”. La sfida resta quella cui accennavo prima: conquistare i giovanissimi. Per noi è fondamentale emozionare le giovani generazioni rispetto alle nostre opere d’arte. Da italiano, l’ipotesi che i nostri ragazzi possano perdere interesse e consapevolezza della straordinarietà del patrimonio artistico di questo Paese è una cosa che mi fa soffrire. Però so che dobbiamo proporre l’arte nel modo giusto, dobbiamo essere in grado di ricreare un senso di radici, di appartenenza e di orgoglio».

Con i suoi spettacoli ha dato emozioni a milioni di persone. Ma cos’è che emoziona Marco Balich?

«Tutto quello che ha un senso di “alto”, di eroico, di epico. Il mio lavoro mi ha regalato emozioni uniche: da Pavarotti che canta per l’ultima volta il “Nessun dorma” alla Cerimonia delle Olimpiadi Invernali di Torino nel 2006, all’entusiasmo dei volontari delle Cerimonie di Rio. L’emozione è quasi un muscolo, devi esercitarla ed essere pronto ad accoglierla. Se ti indurisci con il cinismo, non vai da nessuna parte».

Questi gli altri partner di “Giudizio Universale” ringraziati dagli organizzatori:

Mastercard è una azienda impegnata nel settore delle tecnologie per l’innovazione dei pagamenti digitali internazionali. Gestisce la più rapida rete di elaborazione di pagamenti al mondo, collegando consumatori, istituti finanziari, commercianti, governi e aziende in oltre 210 località. I prodotti e le soluzioni Mastercard rendono le attività commerciali di tutti i giorni più facili, sicure ed efficienti per tutti.

Panasonic: senza poter disporre della tecnologia più innovativa non avremmo potuto dare concretamente forma alla nostra visione. Era fondamentale per noi affidarci a una tecnologia che superasse le nostre aspettative in termini di qualità di immagine e luminosità, e che fosse indiscutibile in termini di affidabilità.

Osram per aver messo a disposizione la tecnologia per l’illuminazione dello spettacolo: “Siamo orgogliosi di essere partner di uno show unico e rivoluzionario. “Giudizio Universale” ci offre l’opportunità di presentare e mostrare le performance dei nostri prodotti”, commenta Hans-Joachim Schwabe, CEO Specialty Lighting di Osram.

Bose per la professionalità, la disponibilità e la sensibilità dimostrate nel proporre una soluzione audio performante che soddisfa le esigenze artistiche complesse e articolate di uno show come “Giudizio Universale”.

Riedel per il sistema intercom che ha consentito a un cast di talenti di oltre trenta persone di lavorare per più di tre mesi in tre lingue diverse intendendosi perfettamente. La creatività nasce da questo.

Sennheiser per il sistema di traduzione innovativo che consentirà al pubblico internazionale di assistere allo spettacolo nella propria lingua.

Gli organizzatori ringraziono inoltre Vivaticket by Best Union, rivenditore ufficiale di “Giudizio Universale”, con cui Artainment ha stretto una ticketing partnership strategica, e RDS, media partner del progetto.

CAST & CREDITS

A Show by MARCO BALICH

Co-Director LULU HELBEK

Main Theme Song STING

Voice of Michelangelo PIERFRANCESCO FAVINO

Executive Producer GIANMARIA SERRA

Executive Producer SIMONE MERICO

Project Manager MICHELE TELARO

Video Design LUKE HALLS

Composer and Music Director JOHN METCALFE

Lighting Design BRUNO POET & ROB HALLIDAY

Choreography FOTIS NIKOLAOU 

Stage Design STUFISH ENTERTAINMENT ARCHITECTS 

Sound Design MIRKO PERRI

Costume Design GIOVANNA BUZZI

Props Art Direction PLASTIKART

Theatrical Supervision GABRIELE VACIS

Dialogues LUCA SPERANZONI

Artistic Producer GUENDALINA AGLIARDI

Creative Producer STEFANIA OPIPARI

Assistant to Director & Script Supervisor SILVIA RIGON

Segment Producer VALENTINA DALLA PIAZZA

Concept Artist FILIPPO BARACCHI, ANTONY MONTANARI  

Commercial Administrator CHIARA CORELLI

Executive Ass. to PM and Music Producer CHRISTINA LIDEGAARD

Technical Director GIANDOMENICO BARBON

Production Manager PAOLO QUARINO 

Structural Engineer NICOLA FERRARI

Technical Manager SFX and Props MATTEO TAGLIABUE

Audio Supervisor WILLIAM GEROLI

Automation Programmer MARCELLO MARCELLI

Technical Director Support  MAURO LILLI

Operation Manager ANDREA MAZZOCCO

Production Manager Assistant NATHAN VITTA

Site Coordinator ERVIN AGACI

Show Production Manager ANNA OFFELLI

Electrician ANDREA CORAL

CAD CRISTIANO SICILIANO

Previz Visualizer DANIELE BORIN

Logistic Coordinator Rome FRANCESCA SIMPLICIO

Voice of the Bible SONIA SCOTTI

Voice of Julius II ENNIO COLTORTI

Voice of Clemente VII LUCA BIAGINI

Conclave Voice FRANCO MANELLA

Rome Video VULKA & MAMUTH

Historical Consultant MARIO BEVILACQUA

Journey Back in Time Video Art Director DANIELA IRENE PUJIA

Journey Back in Time Consultant ANTHONY MAJANLAHTI

Lighting Designer Assistant ROBIN SENNONER 

WYSIWYG programmer JAMES SIMPSON

Thanks to the Musicians for Bringing the Music to Life

Sound Mixing JONATHAN ALLEN

Orchestra Contractor London ISOBEL GRIFFITHS

Recordings London AIR STUDIOS

Orchestra Conductor Budapest Recording ALESSANDRO CADARIO

Orchestra Contractor Budapest EAST CONNECTION 

MUSIC RECORDING

Recordings Budapest HUNGARIAN RADIO STUDIO 22

Costume Design Assistant MARCO IDINI

Make-Up & Hair Design BRUNA CALVARESI

Costumes SLOWCOSTUME

Hairpieces ROCCHETTI & ROCCHETTI

Shoes CALZATURE PEDRAZZOLI

Voice Over Coordinator CLAUDIA SIMONETTI

Voice Over Editor JACOPO PANFILI

Voice Over Test Editor TOMMASO NORFO

Recording Voice Over Test EDOARDO SERVI DUCCIO

Show Venue AUDITORIUM CONCILIAZIONE

Rehearsal Venue AREXPO

ARTAINMENT WORLDWIDE SHOWS TEAM

Communication & Marketing Director NICOLA SAPIO

AWS Production Manager FRANCESCA CAVALLERI

AWS Production Coordinator SILVIA CALVARESE

Communication Coordinator CHIARA PETTERNELLA

Box Office Coordinator FRANCESCA MUSCI

Admin Manager EMANUELA VECCHIARELLI 

COO Assistant FEDERICA BELLOCCHIO

Communication Assistant MARCELLO MARZIALE

AWS Production Assistant ANNALISA SERVADEI

Production Stage Manager MARCO PARLÀ

Show Crew CRISTIANO CENCI, ANDREA DAVINO, UGO GOVERNALI,

GIOVANNI IPPOLITI, STEFANO LATTAVO,

SIMONE LUNADEI, ALESSANDRO SCIALANCA 

Wardrobe VALENTINA CECCARONI, ROBERTA AGNESE BLARASIN

Progetto educativo Artainment@School MARIA VITTORIA ALFIERI,

MICHELA DE NICOLIS, ALESSANDRA GRANERO, VALERIA MARCHIONNE

Communication Consultant CHIARA FERRÈ

Press Office STUDIO PUNTO E VIRGOLA

Web Communication Agency INTERNOS

Social Media Coordinator ALBERTO MOLTENI

Promotion Agency ALT ACADEMY

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